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02:27 domenica 8 novembre 2026
In un modo molto herzoghiano, Werner Herzog ha rivelato che il suo prossimo film è un documentario su Karl Bushby, l’uomo che ha impiegato 28 anni per fare il giro del mondo a piedi Il regista lo ha detto a Hull, nel giorno del ritorno a casa di Karl Bushby dopo 50mila chilometri a piedi: «Questa è la fine del mio nuovo film», ha detto, che si intitolerà Walk of Life.
Un romanzo di 700 pagine scritto nell’Ottocento sta facendo litigare furiosamente i polacchi progressisti coi polacchi tradizionalisti Una miniserie Netflix e un film campione d’incassi hanno riportato al centro del dibattito La bambola di Bolesław Prus, il classico che generazioni di polacchi hanno letto a scuola
Dopo aver scelto il tema più controverso di tutti (John Galliano), il Met Gala ha provato a rimediare scegliendo quello più noioso di tutti Il tema del prossimo Met Gala sarà “extraORDINARY: Fashion and the Poetics of the Everyday”, una mostra sugli abiti di tutti i giorni che prende il posto di quella su Galliano.
Le nuove assunte del Comune di Tokyo sono due capre a cui è stato affidato il campito di “curare” il prato attorno alla stazione Cioè, di brucare il prato attorno alla stazione di Yotsuya. Lavoro in cui Nagi e Pokke si sono fin qui dimostrate impeccabili.
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Rob Sand faceva il modello per Prada, ora è il primo democratico dopo vent’anni a diventare governatore dell’Iowa A lui, però, non piace che si parli del suo passato sulle passerelle di Milano e Parigi. Anche perché i suoi avversari lo hanno usato e lo usano contro di lui.
Un regista sta girando un film sulla gentrificazione a Milano che inizia così: un regista frustrato deve girare uno spot per il Comune di Milano sulla riqualificazione di un quartiere Si intitola La piccola illusione, l'ha diretto Fabrizio Recchi è un cortometraggio indipendente e si finanzia con un crowdfunding in cui le ricompense si chiamano "Subaffitto in nero" e "Attico vista cantiere".
Forse stavolta non dovremo aspettare dieci anni per vedere il nuovo film di Jonathan Glazer Il regista lo ha rivelato quasi per caso al New York Film Festival: dettagli non ne ha dati, però ha detto che è già a buon punto con la scrittura.

Amanda Lear ha accusato Miley Cyrus di averle copiato una canzone e ha detto che sia i suoi fan che ChatGPT le stanno dando ragione

Con gli hashtag #copycat e #ripoff, Lear ha spiegato su Instagram che Redlight di Miley è una scopiazzatura della sua The Sphinx.

22 Settembre 2026

Un hashtag con scritto “copiona” sotto un post di instagram pubblicato ha acceso una battaglia tra Amanda Lear e Miley (che poche settimane fa ha rinunciato ufficialmente al cognome Cyrus, almeno nella sua vita da popstar). In un’intervista rilasciata a Le Parisien, la fu musa di Dalì ha accusato la popstar americana di aver plagiato il suo successo del 1978, The Sphinx, all’interno del nuovo brano Redlights. La posizione della cantante francese è perentoria: o si trova un accordo o si andrà a processo.

Tutto è iniziato domenica 20 settembre, quando i fan di Amanda Lear l’hanno allertata sulle incredibili somiglianze tra le due tracce. Redlights è infatti contenuta in Bass Persuades, il nuovo album di Miley uscito il 18 settembre. La reazione della Lear si è sviluppata attraverso una escalation pubblica, ovviamente sui social, per l’esattezza Instagram, in tre post. Ha prima pubblicato su Instagram la copertina dell’album di Miley lanciando la prima accusa di plagio; il giorno successivo ha rincarato la dose con un secondo post in cui rivendicava con orgoglio la maternità del sound disco («My best album, including The Sphinx and Fashion Pack… #mymusic #pioneer #discoforever»); infine, poche ore fa, ha condiviso un estratto audio del suo brano per offrire ai follower una prova inconfutabile, commentando: «There is my original version.. #mileycyrus».

Nelle dichiarazioni rilasciate a Le Parisien, Lear ha inoltre dichiarato: «Ho contattato il mio produttore e la mia etichetta discografica, e tutti affermano che si tratta di plagio. Hanno analizzato ogni singola riga di entrambi i brani con ChatGPT, ed è incredibile cosa si possa fare oggi con la tecnologia. In effetti, la melodia e il ritmo sono gli stessi. Ha cambiato il testo, ovviamente, ma è innegabile che sia frutto di una forte ispirazione». L’artista ha poi ricordato come sia stato proprio il suo pubblico ad avvisarla «I miei fan mi hanno contattata dicendomi: «Amanda, devi assolutamente ascoltare questa canzone, è una vergogna». Poi, ironicamente, ha aggiunto: «Certo, i fan esagerano sempre un po’. La parola “fan”, d’altronde, contiene in sé la parola “fanatico”».

Insieme ad Universal però, si punta ad un accordo amichevole. Amanda Lear accetterebbe infatti come semplice soluzione il riconoscimento ufficiale del suo brano come fonte di ispirazione diretta, con il conseguente inserimento nei crediti di scrittura e la divisione delle relative royalty economiche (che trattandosi di Miley non saranno poche). Nonostante l’accusa di plagio, Amanda Lear ha confessato di nutrire comunque simpatia e stima per la collega più giovane. Ha inoltre sottolineato come Miley conosca bene la sua discografia, ricordando che in passato l’artista americana aveva inserito proprio una sua traccia all’interno di una playlist – che abbiamo cercato ma non abbiamo trovato – pubblica su Spotify.

Resta il fatto che Miley risulti recidiva a questa tipologia di accuse. Nel 2023 infatti era stata accusata anche da Bruno Mars di plagio per la canzone “Flowers”, poiché la struttura del brano era identica alla sua “When I Was Your Man”.  

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