Fondamentale per vincere la battaglia contro il giga-Sheeran è chiamare a raccolta altri musicisti e assieme a loro urlare in faccia al gigante "Free Palestine".
Amanda Lear ha accusato Miley Cyrus di averle copiato una canzone e ha detto che sia i suoi fan che ChatGPT le stanno dando ragione
Con gli hashtag #copycat e #ripoff, Lear ha spiegato su Instagram che Redlight di Miley è una scopiazzatura della sua The Sphinx.
Un hashtag con scritto “copiona” sotto un post di instagram pubblicato ha acceso una battaglia tra Amanda Lear e Miley (che poche settimane fa ha rinunciato ufficialmente al cognome Cyrus, almeno nella sua vita da popstar). In un’intervista rilasciata a Le Parisien, la fu musa di Dalì ha accusato la popstar americana di aver plagiato il suo successo del 1978, The Sphinx, all’interno del nuovo brano Redlights. La posizione della cantante francese è perentoria: o si trova un accordo o si andrà a processo.
Tutto è iniziato domenica 20 settembre, quando i fan di Amanda Lear l’hanno allertata sulle incredibili somiglianze tra le due tracce. Redlights è infatti contenuta in Bass Persuades, il nuovo album di Miley uscito il 18 settembre. La reazione della Lear si è sviluppata attraverso una escalation pubblica, ovviamente sui social, per l’esattezza Instagram, in tre post. Ha prima pubblicato su Instagram la copertina dell’album di Miley lanciando la prima accusa di plagio; il giorno successivo ha rincarato la dose con un secondo post in cui rivendicava con orgoglio la maternità del sound disco («My best album, including The Sphinx and Fashion Pack… #mymusic #pioneer #discoforever»); infine, poche ore fa, ha condiviso un estratto audio del suo brano per offrire ai follower una prova inconfutabile, commentando: «There is my original version.. #mileycyrus».
Nelle dichiarazioni rilasciate a Le Parisien, Lear ha inoltre dichiarato: «Ho contattato il mio produttore e la mia etichetta discografica, e tutti affermano che si tratta di plagio. Hanno analizzato ogni singola riga di entrambi i brani con ChatGPT, ed è incredibile cosa si possa fare oggi con la tecnologia. In effetti, la melodia e il ritmo sono gli stessi. Ha cambiato il testo, ovviamente, ma è innegabile che sia frutto di una forte ispirazione». L’artista ha poi ricordato come sia stato proprio il suo pubblico ad avvisarla «I miei fan mi hanno contattata dicendomi: «Amanda, devi assolutamente ascoltare questa canzone, è una vergogna». Poi, ironicamente, ha aggiunto: «Certo, i fan esagerano sempre un po’. La parola “fan”, d’altronde, contiene in sé la parola “fanatico”».
Insieme ad Universal però, si punta ad un accordo amichevole. Amanda Lear accetterebbe infatti come semplice soluzione il riconoscimento ufficiale del suo brano come fonte di ispirazione diretta, con il conseguente inserimento nei crediti di scrittura e la divisione delle relative royalty economiche (che trattandosi di Miley non saranno poche). Nonostante l’accusa di plagio, Amanda Lear ha confessato di nutrire comunque simpatia e stima per la collega più giovane. Ha inoltre sottolineato come Miley conosca bene la sua discografia, ricordando che in passato l’artista americana aveva inserito proprio una sua traccia all’interno di una playlist – che abbiamo cercato ma non abbiamo trovato – pubblica su Spotify.
Resta il fatto che Miley risulti recidiva a questa tipologia di accuse. Nel 2023 infatti era stata accusata anche da Bruno Mars di plagio per la canzone “Flowers”, poiché la struttura del brano era identica alla sua “When I Was Your Man”.