Il gruppo in due settimane ha guadagnato 1,8 milioni di follower, tra le altre cose ritraendo al-Sisi come l'insopportabile Mr. Krabs, il capo di SpongeBob.
I Meta Glasses sono talmente odiati che qualcuno si è inventato un’app che si chiama Zuckoff che ti avverte se ce n’è un paio nella vicinanze
Si chiama Zuckoff, intercetta le frequenze bluetooth con cui gli smart glasses si collegano al telefono e avvisa chi l'ha installata.
Stanchi di essere registrati senza consenso dalla schiera di dispositivi indossabili tipo Ray Ban Meta e Oakley Meta? Fino a ora i rimedi potevano esse occhiali da sole, veli di qualsiasi tipo, cappelli e quello più efficace di tutti: non uscire di casa. Da poco ce n’è uno nuovo e si chiama Zuckoff, un’applicazione da scaricare sul cellulare che intercetta le frequenze bluetooth con cui gli occhiali con telecamera si collegano al telefono del proprietario e segnala la loro presenza a chi l’ha installata. In base alla potenza del segnale, Zuckoff fornisce poi una stima sulla distanza dagli smart glasses che va da «molto vicino» a «lontano», e una stima della distanza in metri dal dispositivo rilevato. Arriva una notifica sul cellulare, e da lì in poi i provvedimenti sono affidati all’utente.
Lanciati come una delle più grosse novità degli ultimi tempi, gli smart glasses hanno il loro primo problema nella privacy delle persone che si incontrano indossandoli e registrando spesso all’insaputa di tutti. Riprendere degli sconosciuti senza avvisarli dovrebbe essere un dilemma etico e morale, e nemmeno troppo un dilemma. Ma su queste due cose, si sa, non si può monetizzare, quindi tanto vale metterle da parte e premere rec. Come scrive Futurism, tra chi non vuole in nessun modo lasciare che ai dilemmi sulla privacy ci pensino altri c’è il Basement di New York, che ha una politica semplice quanto inequivocabile: chiunque indossi questi bizzarri dispositivi di spionaggio viene cacciato fuori e bandito in modo permanente. Va detto che il Basement ha sempre avuto una selezione all’ingresso rigida, un po’ in stile Berghain, e che chi si presenta con gli smart glasses «sarebbe comunque stato troppo sfigato per entrare». Eppure il fatto che anche lì si senta il bisogno di tracciare una linea netta dice quanto quegli occhiali siano diventati odiati e terribilmente fuori moda, al netto delle campagne pubblicitarie con le star e delle sponsorizzazioni sui social.
Intanto, come scrive Reuters, Meta si prepara a lanciare nuovi modelli di occhiali smart, tra cui un paio senza telecamere a fronte proprio delle crescenti preoccupazioni sulla privacy legate ai dispositivi basati sull’intelligenza artificiale che possono essere usati per registrare le persone senza il loro consenso. Gli occhiali hanno già prodotto cause legali, tra cui una proposta di azione collettiva in California secondo cui Meta avrebbe fuorviato gli utenti riguardo alla tutela della privacy e gli annotatori umani impiegati per addestrare la sua intelligenza artificiale avrebbero visionato e classificato filmati di momenti privati delle persone, compreso il cambio d’abiti, dopo che le registrazioni erano state caricate sui suoi server.