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La migliore risposta all’uscita di Tajani sulle gonne delle donne sono le immagini AI di Tajani che indossa gonne di ogni foggia, fattura, lunghezza, materiale e colore
Il Ministro degli Esteri ha detto che l'affidabilità di una donna è inversamente proporzionale alla lunghezza della sua donna. La shitstorm non si è fatta attendere.
Ogni governo che si rispetti ha bisogno di un Ministro che si prenda la responsabilità delle gaffe, di dire e fare cose così imbarazzanti da far sembrare chiunque non le dica e faccia estremamente intelligente per il semplice fatto di non averle dette e fatte. Per il governo Meloni, all’inizio questo ruolo se lo sono conteso due gaffeur di livello oggettivamente superiore, due eccellenze dell’imbarazzo: il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Dopo un testa a testa che si è protratto per tutta la prima metà della legislatura, Tajani è emerso come l’indiscusso e indiscutibile gaffeur in chief, il vero e proprio trickster del centrodestra, capace di uscite che lasciano il pubblico sempre interdetto, a cogitare un impossibile risposta all’antichissima domanda: ci è ci fa?
La legislatura, lo sappiamo, volge al termine, partiti e leader sono già ampiamente in campagna elettorale, Forza Italia e Tajani non fanno eccezione. E cosa fa un leader quando torna il momento di chiamare l’elettorato alle urne? Quello che sa fare meglio, che nel caso di Tajani è dire l’imponderabile, esprimere l’innecessario, dibattere l’inutile. «Se dovessi dare un consiglio a mio figlio che mi chiede “che ragazza mi devo sposare? Una ragazza magari affascinante?” Sì certo, con una ragazza affascinante è bello sposarsi. Ma che carattere ha? No, sai, ha cambiato più fidanzati, ha mollato il fidanzato, se n’è andata, è portata a mettere qualche cornetto… E poi c’è una ragazza meno appariscente ma più affidabile, più seria, che sarà una buona madre di famiglia, che terrà fede all’amore che conferma con il matrimonio, e allora io a mio figlio dico: scegli la seconda, perché quella che magari ti può apparire affascinante, poi ti tradisce. Io scelgo sempre quella carina, seria, credibile, che ti mantiene la famiglia, che sta là, che sai che dà delle risposte sempre, che quando la chiami c’è». Quella, insomma, conclude abilmente il Ministro, «che magari ha le gonne un po’ più lunghe di quell’altra».
Ma non si dica che Tajani è un sessista o un misogino, perché gli stessi sgangherati e non richiesti consigli li ha dati anche alle ragazze che cercano un compagno: «Vuoi il ragazzo muscoloso, il playboy, oppure quello che va in ufficio con giacca e cravatta? Ti piace il fusto? Io consiglio sempre di scegliere l’affidabile», questa la curiosa tesi esposta dal Ministro degli Esteri della Repubblica italiana dal palco di Itaca (è proprio vero che questo è l’anno dell’Odissea, allora), il festival organizzato dal Presidente della Regione Lazio Giuseppe Cangemi.
Ora, siamo tutti uomini e donne di mondo, qui. Sappiamo tutti come funzionano queste cose su internet. Un’uscita del genere, probabilmente lo sa persino Tajani, è destinata prima ad alzare il putiferio e poi a trasformarsi un meme. E noi siamo qui per parlare dei meme, di ciò che di buono e giusto rimane in questo deserto post apocalittico che oggi chiamiamo internet. Subito dopo la surreale uscita di Tajani a Itaca, sui social sono comparse decine di immagini generate con l’AI che ritraevano il Ministro della Gaffe abbigliato con gonne di varai foggia, fattura, lunghezza e colore. La minigonna di jeans per un Tajani ribelle e sfrontato, la gonna lunga fino alle caviglie per un Tajani un po’ nonna un po’ Mrs. Doubtfire, con tanto di dolcevita, cardigan e collana di perle da «buona madre di famiglia, che ha tenuto fede all’amore che ha confermato con il matrimonio».
Com’è finita questa storia? Come finiscono sempre queste storie, cioè con delle scuse che dimostrano soltanto che Tajani non ha davvero capito perché le sue parole abbiano fatto arrabbiare così tante persone. Dopo aver partecipato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Tajani ha detto che si scusa «se delle persone si sono sentite offese da quello che ho detto», ma: «io non ho mai pensato di offendere le donne, non l’ho mai fatto in vita mia né nella vita privata né nella vita pubblica». Magari, prima che inizi la campagna elettorale, qualcuno riuscirà a far capire a Tajani che quel discorso che ha fatto, quello sulle gonne lunghe e corte, sulle donne affidabili o meno, è esattamente questo: un’offesa.



