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02:50 giovedì 25 giugno 2026
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.
C’è un’app per inviare messaggi che viaggiano alla velocità di un piccione viaggiatore Si chiama Roost e si presenta come un servizio di messaggistica "anti istantanea" per riscoprire il piacere (e la frustrazione) dell'attesa.
Ai colloqui di pace tra Usa e Iran c’è un problema: J.D. Vance continua a essere ignorato da diverse delegazioni diplomatiche Tanto che la Casa Bianca è stata costretta a diffondere un comunicato stampa per dire che non è affatto vero che Vance viene ignorato.
Secondo i climatologi, la colpa dell’ondata di caldo in Europa non è affatto del Super El Niño ma tutta degli esseri umani Stiamo pagando il prezzo di anni di crisi climatica, non basta un singolo evento climatico a spiegare l'incredibile caldo di queste settimane.
Criterion Collection farà un lussuosissimo box set di 30 DVD con tutti i film restaurati di Stanley Kubrick Conterrà tutti i suoi corti e lungometraggi in versione restaurata, più 25 ore di contenuti speciali, molti dei quali inediti e assai sfiziosi.
Per colpa di Sam Altman e OpenAI nessuno vuole distribuire Artificial, il film di Luca Guadagnino su Sam Altman e OpenAI Doveva distribuirlo Amazon, che però ha cambiato idea all'ultimo momento. Warner Bros. e Paramount lo hanno già rifiutato. E adesso del film non si sa che ne sarà.
L’Inghilterra sarà anche senza Primo Ministro, ma si è innamorata dell’hot podium guy che sistema il leggio e prova i microfoni prima delle conferenze stampa davanti a Downing Street Tradotto in italiano sarebbe "il bono del podio", unica figura stabile nella politica inglese, tanto che molti sui social lo propongono come Premier.
Olivia Rodrigo ha annunciato un festival musicale con una line up di sole artiste donne per raccogliere fondi a sostegno delle donne Si chiama Daisy Chain Fields: sul palco si esibiranno Stevie Nicks, Karen O, Chappell Roan, Mitski, Doechii, le Katseye e tante altre.

Storia dell’abito bianco di Tom Wolfe

16 Maggio 2018

Quando si ricorda Tom Wolfe, il grande scrittore americano mancato il 14 maggio, non è possibile non citarne lo stile, impeccabile quanto la penna. Nelle immagini che lo ritraggono, Wolfe ha sempre dato importanza all’abito bianco, diventato nel tempo l’elemento principale del suo stile. Nel 2016 la figlia, Alexandra Wolfe, aveva scritto sul Wall Street Journal di non averlo mai visto seduto a tavola senza il suo abito preferito in tre pezzi, e il New York Magazine lo aveva avvistato in completo bianco persino in palestra.

Ma da dove arrivava questa sua devozione verso l’abito bianco? L’ha raccontato Racked: la scelta fu dettata tanto dalla sua ricercatezza quanto dalla sua indigenza. Nel 1962, quando Wolfe si trasferì per lavoro a New York e l’Herald Tribune pullulava di gente in completo, l’abbigliamento dello scrittore dipendeva fortemente delle stagioni. In Virginia, dov’era cresciuto, l’abito estivo non poteva che essere bianco: per questo il suo primo acquisto (e unico, per un po’ di tempo) fu un completo bianco in twill di seta. Nel 2015 Wolfe raccontò a Vanity Fair che continuò a portarlo anche nelle stagioni invernali, perché non aveva abbastanza soldi per permettersi altri completi.

«La prima volta che lo indossò, Wolfe realizzò che l’abito era abbastanza pesante da essere indossato anche con il freddo» aveva scritto Vanity Fair. Il fatto che Wolfe portasse il bianco d’inverno faceva infuriare le persone, ma la cosa lo divertiva molto. Con il tempo, il completo finì per identificare la sua persona: con l’avanzare della sua carriera giornalistica notò che sempre più gente lo avvicinava perché distinto dagli altri. Al Time aveva detto che i suoi abiti erano diventati «sostituti di personalità», e quelli bianchi ne incarnavano il lato più eccentrico. Presto i giornalisti presero a elogiare il suo abito bianco come uno dei suoi virtuosismi, un punto esclamativo nella distesa di completi scuri che popolavano New York. Wolfe ci prese gusto, e lo continuò a portare in ogni occasione, abbinandolo perfettamente con ognuna delle sue stravaganti cravatte.

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