Mentre le città diventano la fotocopia l’una dell’altra, su internet cresce un movimento estetico che celebra le stranezze e le unicità del “paesello”, mescolando meme, shitposting, nostalgia, sarcasmo, Gianni Celati e Luigi Ghirri.
C’è un’app per inviare messaggi che viaggiano alla velocità di un piccione viaggiatore
Si chiama Roost e si presenta come un servizio di messaggistica "anti istantanea" per riscoprire il piacere (e la frustrazione) dell'attesa.
Siamo forse di fronte al primo esempio di app di messaggistica anti-istantanea? Uno non farebbe prima a inviare una cara, vecchia lettera, a questo punto? O a rivolgersi a un addestratore di piccioni viaggiatori e chiedergli di spedire un messaggio? Esistono ancora gli addestratori di piccioni viaggiatori? Ma non divaghiamo, torniamo all’app di messaggistica anti-istantanea: l’ha inventata Logan Mendelsohn e si chiama Roost. Il funzionamento dell’app si basa su due princìpi: la distanza geografica tra chi invia e chi riceve il messaggio, e la velocità che ci impiegherebbe un volatile addestrato a recapitare messaggi a percorrere quella distanza. Una volta scaricata a installata l’app, si affida il proprio messaggio a un “volatile digitale”, che spicca il volo e inizia il suo viaggio. Il mittente può seguire il volo del fidato uccello su un mappamondo, controllando in qualsiasi momento a che punto del viaggio si trovi.
Se il destinatario abita vicino, l’uccellino impiegherà soltanto pochi minuti ad arrivare a destinazione. Al contrario, se invece il messaggio deve arrivare a un persona che abita a una città, a una provincia, a un Paese o a un continente di distanza, il viaggio richiederà giorni e giorni, a seconda anche della specie di volatile selezionata. Perché anche questa è una variabile piuttosto rilevante: in Roost tocca anche improvvisarsi allevatori e addestratori. Bisogna costruirsi la propria “flotta” di uccelli viaggiatori, decidere se si preferisce, per esempio, un piccione o un cardinale, tenerli in forma completando brevi mini giochi utili a rendere gli uccelli dei portalettere migliori. L’app ha dato origine a un trend, con gli utenti che hanno iniziato a scriversi messaggi coerenti con questa peculiare forma di comunicazione, cioè usando una lingua pomposa, una sorta di caricatura dell’inglese elisabettiano, abbandonando, almeno per il momento, abbreviazioni ed emoji.
Il fenomeno è diventato virale grazie agli utenti che hanno iniziato a condividere, soprattutto su Threads, gli screenshot dei messaggi che si sono inviati attraverso Roost. In uno dei post più popolari, un utente esordisce con un solenne «Hear ye, hear ye / I write to proclaim mine overwhelming joy at our approaching pilgrimage» («Udite, udite / Scrivo per annunciare la mia travolgente gioia per il nostro imminente pellegrinaggio»), organizzando un viaggio per il weekend e spiegando che, in caso di pioggia, lui e i compagni di scampagnata si ritireranno in casa come stanchi viaggiatori per «engage in fierce battles of cards and dramatic accusations of cheating» («partecipare a furiose battaglie di carte e drammatiche accuse di imbroglio»).