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C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.

Tiozzo replica al nostro pezzo su Vecchioni e il Nobel

24 Settembre 2013

A proposito dell’intervista rilasciata da Sebastiano Grasso a Stefano Ciavatta su Studio sul fatto che la candidatura di Vecchioni al Nobel 2013 sarebbe una bufala, tengo a precisare quanto segue dopo un mio scambio di telefonate con lo stesso Grasso che conosco da tempo e che, nel tempo, spesso mi ha consultato per farsi spiegare i meccanismi del Nobel, che non capiva (e evidentemente ancora non capisce). Grasso ha riconosciuto di essersi espresso male e confusamente nelle sue risposte nell’intervista.

Ed ecco i fatti.

È vero, come Grasso dice ( cosa che tempo fa pubblicò, proprio a mia firma sul giornale del Pen) che chiunque può inventarsi una candidatura al Nobel perché vige una segretezza di 50 anni sulle candidature e l’Accademia quindi non conferma né smentisce le domande sulle candidature.

È però anche vero (come dice lo stesso Grasso) che ci sono delle persone che hanno facoltà di candidare e alle quali l’Accademia di Svezia si rivolge chiedendo loro di candidare. Sono appunto illustri professori universitari ordinari di letteratura, ex premi Nobel e presidenti dei PEN club. Se una di queste persone dice che il tal dei tali è candidato ufficialmente vorrà ben dire che sa quello che dice appunto in quanto lui stesso ha la facoltà di candidare.

Il sottoscritto è appunto professore ordinario di letteratura italiana all’Università di Göteborg in Svezia ed ha quindi la facoltà di candidare, cosa che ha fatto per il 2013 ricevendo il grazie dell’Accademia e l’accettazione della candidatura.

Devo dire di piú? L’accademia prega, per bon ton, i candidatori di non strombazzare sulla stampa chi hanno candidato. Lo si può dire in maniera impersonale come ho fatto nel mio articolo sul Corriere della Sera.

Dunque Vecchioni è candidato ufficialmente al Nobel per la letteratura 2013. Su questo non ci piove e non è una bufala. Chi lo mette in dubbio mente per incompetenza o per invidia, o per altri motivi di ripicca.

Quanto al fatto che io scriva ogni anno lo stesso pezzo sul Nobel, come dice Grasso, forse è vero. D’altra parte anche i suoi pezzi, prima che andasse in pensione, non erano certo capolavori di originalità.

Enrico Tiozzo

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