Nello stesso posto pubblicato su X un anno fa aveva detto che avrebbe pubblicato tutta la sua nuova musica su LinkedIn.
Timothée Chalamet ha intervistato Kendrick Lamar
Kendrick Lamar non ama le interviste ma le interviste sono inevitabili per il protagonista dell’halftime show del Super Bowl. Apple TV+ ha provato ad indorargli la pillola dicendogli “e se ti facessimo intervistare da uno dei più grandi impallinati di hip hop al mondo, oltre che uno degli attori più famosi di Hollywood?”. A Kendrick la proposta deve essere piaciuta, quindi eccoci qui: oggi su Apple TV+ vedremo Timothée Chalamet (ci sono diversi video sui social che provano la sua passione per il rap) che intervista Kendrick Lamar, contenuto di assicurata viralità in attesa della 59esima edizione del Super Bowl.
Kendrick. Timothée. Two artists at the top of their game connect ahead of Super Bowl LIX #AppleMusicHalftime.
Full interview drops February 7th on GMFB #SBLIX pic.twitter.com/jmWEGfW08P
— NFL (@NFL) February 6, 2025
Al momento, di questa chiacchierata tra Chalamet e Lamar abbiamo soltanto un teaser di 30 secondi. Mezzo minuto in cui scopriamo che Chalamet non è mai stato a New Orleans e non vede l’ora di andarci (il Super Bowl quest’anno si tiene al Ceasars Superdome di New Orleans, appunto). Altra cosa piuttosto interessante è scoprire quanto geloso sia Kendrick del suo show: Chalamet, con una punta di risentimento, rivela che «anche se mi è stata data l’opportunità di fare questa intervista, non mi ha dato (Kendrick, ndr) nessuna informazione sullo spettacolo». Chalamet ci ha pure provato, a fare lo scoop: era curiosissimo di sapere la playlist stilata da Kendrick, ma niente. È stato trattato come un qualsiasi impallinato di hip hop, uno di quelli che non sono anche attori candidati al premio Oscar per il Miglior attore protagonista.
La bodyguard ha rimproverato una bimba che si era avvicinata alla cantante. Poi si è scoperto che la bimba è figlia di persone molto famose e con molti follower sui social.
«La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.
Tutti quelli che non sono impallinati di alieni, invece, dicono che è solo un altro tentativo di Trump di distrarre l'opinione pubblica dagli Epstein Files.