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15:27 martedì 17 marzo 2026
Dal 20 marzo torneranno al cinema, in versione restaurata, i film di Béla Tarr Si comincia con Perdizione, poi Le armonie di Werckmeister, Sátántangó e Il cavallo di Torino. E a seguire verranno tutti gli altri.
Sempre più persone vanno dallo psicologo dicendo di essersi ammalate di depressione per colpa della politica Stress cronico, spaesamento, ansia. La cura più efficace, al momento, sarebbe l'attivismo, quello vero.
Il creatore di Fortnite sta usando i miliardi guadagnati con il videogioco per comprare foreste e salvarle dall’abbattimento Tim Sweeney sta usando il suo patrimonio personale per salvare milioni di chilometri quadrati di foresta, sottraendoli alla speculazione immobiliare.
Agli Oscar due film hanno vinto lo stesso premio e così molte persone hanno scoperto che agli Oscar si può pareggiare e che è già successo sette volte in passato È avvenuto nella categoria Miglior cortometraggio live action, dove il premio lo hanno vinto sia The Singers che Two People Exchanging Saliva.
In Voce Triennale arriva Equinozio, tre giorni e tre notti di concerti, performance e talk per festeggiare l’inizio della primavera Da venerdì 20 a domenica 22 marzo «una lunga e leggera progressione di danze», come l'ha definita il curatore Carlo Antonelli.
Macron ha usato una canzone dei Justice come colonna sonora del video in cui presenta il nuovo arsenale nucleare francese Il post è stato successivamente modificato per rimuovere la canzone, lasciando solo le parole nette del Presidente sull’invincibilità delle armi nucleari francesi.
Il siparietto tra Anna Wintour e Anne Hathaway sul palco degli Oscar è la miglior trovata della campagna promozionale del Diavolo veste Prada 2 Non c'è ancora la certezza matematica della sua partecipazione al sequel, ma sul palco degli Oscar di ieri si è molto immedesimata nel ruolo di Miranda Priestly.
A Sean Penn importa così poco di aver vinto l’Oscar che non si è presentato alla cerimonia e non ha mandato nessuno a ritirare il premio al posto suo «Non ha potuto essere qui questa sera, o non ha voluto, quindi ritirerò il premio a suo nome», ha detto Kieran Culkin, che ha ritirato il premio per lui.

I ventenni su TikTok sono fissati con la new age

Tra "manifesting", rituali d’amore, culto degli antenati, alcune loro idee ricordano quelle dei vecchi movimenti spirituali. E forse ci credono anche troppo.

30 Novembre 2020

I ventenni ci salveranno. Sono la promessa di un futuro migliore. Astri nascenti del mondo a venire. Puntare tutto sulle nuove generazioni è qualcosa di connaturato alla natura umana –  tranne per i Millennials che sono sempre stati, per tutti, dei perdenti. Le speranze hanno saltato una generazione e tutto l’ardore è finito su quella successiva, la Z. Ok, sono quelli delle marce in piazza per un mondo senza plastica e lattine, ma anche i ventenni hanno il loro dark side. Credono nella scienza, nel riscaldamento globale ma, allo stesso tempo, anche nell’astrologia e nel manifesting. Bevono dalle borracce, usano spazzolini di bambù da 15 euro ma fanno anche tutorial su come preparare un filtro d’amore efficace.

Capisco la noia, la reclusione da Covid-19, l’impossibilità di dare sfogo alle tempeste ormonali ma nessun ventenne dovrebbe voler somigliare alla propria zia fricchettona. Non più donne di mezza età in kaftani arancioni, adesso i maggiori fruitori di tecniche new age hanno ancora i brufoli. Soprattutto durante la pandemia, mentre le mamme panificano e i padri piantano peperoncini, i figli invece di masturbarsi “manifestano”. Su TikTok è pieno di video di manifesting o della pratica di pensare cose aspirazionali con lo scopo di renderle reali. Da fine marzo a metà luglio le ricerche del termine su Google sono cresciute in modo esponenziale: #manifesting ha avuto 334 milioni di views su TikTok e #manifestation 4,3 miliardi. “Shut up, I’m manifesting” è tra i meme più condivisi del 2020. Ci sono un’infinità di stories su come lo scripting (una specie di sceneggiatura, la scrittura ripetuta di un desiderio) possa permetterti di prendere un bel voto, far rilassare i genitori, conquistare la cotta storica.

Questo può significare scrivere il tuo desiderio 33 volte per 33 giorni o mettere in atto strani rituali. Se volessi diventare un’attrice dovresti visualizzarti sul red carpet in un Versace Couture e scrivere tot volte sul tuo diario non “Un giorno mi piacerebbe…” come facevamo noi Millennials sfigati ma “Sono una famosa attrice e sto per ricevere l’Oscar”. Leggere i diari di questi ventenni già premi Nobel, Oscar e Emmy può provocare orticaria. Sebbene l’ottimismo possa essere utile in situazioni fuori controllo, ad esempio durante una pandemia, scrivere di essere già quello che vorresti diventare può farti perdere la voglia di provarci. Forse senza una prospettiva credibile di futuro, lo immaginano e cercano di viverlo nel presente. Sono idee che ricordano certe pratiche del movimento spirituale novecentesco del Nuovo Pensiero come la “visualizzazione creativa” e la “guarigione spirituale”.

Siamo tutti potenziali manifestatori. Circa sei adulti americani su dieci credono in almeno una di queste cose: reincarnazione, astrologia, energia spirituale negli oggetti. Si può dire allo stesso modo che sei italiani su dieci credono a una di queste cose: scie chimiche, mozzarelle blu, orgasmo anale. Dagli Stati Uniti il manifesting è arrivato in Italia e sta conquistando orde di ventenni. Se c’è una tendenza culturale recente che somiglia al manifesting è l’astrologia, che a metà del 2017 è arrivata sui social. Non è importante sapere se queste pratiche funzionino o meno. Mi può andare di parlare di astrologia, alieni, fantasmi senza doverci per forza credere (questo è l’atteggiamento dei Millennial). Questo parlarne non può diventare rifiutare un appuntamento con qualcuno perché è toro – è come farlo perché uno ascolta musica indie e mangia germogli di soia. Basta fare queste cose senza crederci troppo (mi rivolgo alla gen Z) per essere salvi.

L’atteggiamento è tutto. Secondo uno studio del Pew Research del 2018 le donne hanno più probabilità degli uomini di crederci sul serio e questa non è un’affermazione sessista, sono numeri. In effetti Nancy Reagan per organizzare gli impegni quotidiani alla Casa Bianca si basava sulle predizioni di un’astrologa di San Francisco. Le prede dell’ondata new age sono quindi Nancy Reagan, le donne e Channing Tatum che ha denunciato la sua app di astrologia perché convinto di essere spiato (tipico toro con manie di controllo). Pare che gli abbia ripetuto delle cose che gli ha detto la terapeuta durante una seduta. Come mai l’app mi ha consigliato di smettere di sessualizzare il mio corpo dopo essermi fatta settanta selfie in lingerie? Sono domande lecite. Ci sono community di ragazze che aggiungono “conoscitrice di misteri astrologici” sul cv e fanno manifesting.

Le più estreme sono le streghe di TikTok (le #WitchTok, 3,7 miliardi di views). Guarigione dei cristalli, lettura dei tarocchi e culto degli antenati. Ma anche filtri d’amore. @Jade fa filtri con fragole fritte, miele, limone, petali di rosa, zenzero, latte di luna, una pozione romantica versata in una tazza e posizionata fra cinque pietre magiche. Ragazze con i capelli colorati si passano uova sul corpo poi li rompono in un calice pieno di acqua e sale: se il tuorlo scende giù è male – l’egg oomency delle nuove streghe è come la lettura dei fondi di caffè delle nonne, ma svuotato di significato, senza tradizione. Costruiscono fasci di erbe, fiori, con in mezzo pezzi di indumenti della persona con la quale vorrebbero scopare, poi li bruciano. No, non fanno solo rituali per cose frivole, le streghe di Tik Tok hanno manifestato anche per la vittoria di Biden. I numeri sono il fetish del manifesting. 1111 è uno dei loro preferiti, il numero degli angeli. Fino ad arrivare all’ossessivo compulsivo: il metodo 3-6-9 (da una frase di Nikola Tesla che fa: “If you only knew the magnificence of the 3, 6 and 9, then you would have the key to the universe”) comanda di fare manifesting tre volte al mattino, amplificare il messaggio sei volte nel pomeriggio e completarlo nove volte la sera. Ci sono già pagine per disintossicarsi da queste ossessioni numeriche.

Manifestare è un po’ come pregare, se pregare fosse una cosa interessante da fare sui social. Sogno ragazzine tatuate che, con le mani giunte e gli occhi chiusi, recitano 3-6-9 volte l’Ave Maria prima di andare a letto. Dieci anni fa alle conferenze di astrologia trovavi cinquantenni stempiati in stanze grigie che cercavano di rimediare una serata con qualche gattara attempata, oggi trovi ventenni che si autoproclamano veggenti e consigliano cocktail in base al tuo segno (e questa cosa li fa sentire sexy); se guardavo l’oroscopo quando facevo il liceo dovevo farlo di nascosto, oggi se non hai Co-Star sull’iPhone sei fuori dallo zeitgeist. L’ho scaricata. È elegante, icone in bianco e nero, una squadra di poeti e di editor che ogni giorno ti manda una frase ispirata, di quelle che potrebbe recitare un attore di seconda categoria con la voce impostata e una smorfia drammatica (quella di oggi è “You know what you’re running from”).

Ho provato a leggere le posizioni delle mie case ma sono più complicate del Kamasutra con tutti quei cerchi e rette che si intersecano. Dieci anni fa se qualcuno mi avesse detto “Pensa intensamente a questo e si avvererà” gli avrei riso in faccia. Ma ci ho provato lo stesso, mi sono detta “Ho appena vinto il Pulitzer” 3-6-9 volte, immaginato i dettagli, e puff, ho smesso di desideralo. Nessuno desidera qualcosa di così specifico perché è nei dettagli che stanno i difetti. Se lo scrivi troppo, se lo pensi troppo, il desiderio si guasta.

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