Hype ↓
23:27 venerdì 4 settembre 2026
C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.

Alcuni dei primi dipendenti di Facebook si stanno “pentendo”

13 Ottobre 2017

Nel 2007 Justin Rosenstein e il suo piccolo team di impiegati provarono a diffondere un po’ di ottimismo su Facebook dando la possibilità agli utenti di esprimere gradimento per i contenuti visualizzati: era la nascita del “like” come lo conosciamo. Tuttavia, oggi Rosenstein ha sperimentato una crescente disaffezione verso i “mi piace”, ha installato un plug-in per ripulire la home del suo profilo dalle notizie e delegato la pubblicazione degli aggiornamenti a un media manager. È solo uno dei molti creativi della Silicon Valley che stanno facendo i conti con le conseguenze delle proprie invenzioni. Nel gruppo ci sono anche altri ex impiegati che hanno aiutato Facebook a diventare quello che è. Alcuni raccontano di non dormire la notte, pensando tutto il tempo ai propri errori passati e a come rimediare a un guaio. Altri si descrivono sopraffatti o preoccupati. Il loro senso di angoscia è aumentato dopo lo scandalo delle inserzioni acquistate dai russi durante la campagna elettorale statunitense: a Menlo Park hanno capito di avere un problema? Sembra di no, perché anche Zuckerberg e lo stato maggiore di Facebook vivono in una bolla che distorce il mondo di fuori.

Secondo l’autore di un articolo comparso su Hive, il magazine di Vanity Fair che si occupa di tecnologia, politica e business, davvero in tanti, ormai, parlano di Zuckerberg come una persona sola, scollegata dalla realtà e circondata da persone accondiscendenti. Sembra infatti che il Ceo non prenda mai una pausa dalla propria creatura e i suoi amici siano soprattutto impiegati alle sue dipendenze, pronti a convenire su tutto. Ad esempio sul fatto che le intromissioni dei russi siano state sopravvalutate o che la guerra politica combattuta a colpi di bufale sul social network non sia poi un problema così grosso. Più in generale, i modi negativi in cui Facebook incide sulla realtà  non sono soppesati nella giusta maniera e la colpa viene scaricata sui politici incompetenti che hanno polarizzato l’opinione pubblica. Non esattamente l’esame di coscienza che tutti ci aspetteremmo da chi è chiamato a rispondere delle sue importanti responsabilità. «Mentre l’obiettivo personale di Zuckerberg può essere la creazione di un’utopica comunità virtuale», conclude l’articolo, «la principale direttiva di Facebook è di massimizzare il numero di persone – Repubblicani o Democratici, russi o americani – che fanno pubblicità sulla piattaforma».

Foto Getty
Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.