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L’unico Paese entusiasta della decisione di riammettere la Russia alla Biennale di Venezia è la Russia Quasi tutti Paesi europei si sono espressi contro la decisione della Biennale e in tanti hanno già iniziato a minacciare il boicottaggio.
C2C Festival ha pubblicato il set che Nicolas Jaar ha dedicato a Sergio Ricciardone nella serata finale dell’ultima edizione del festival Un set speciale e segreto che ora, nel giorno dell'anniversario della morte del fondatore, si può ascoltare e scaricare gratuitamente sulla pagina Bandcamp di C2C Festival.
La Spagna ha approvato una legge che garantisce assistenza medica gratuita anche ai migranti senza documenti «L'obiettivo è rispondere a un'ondata di odio ribadendo che la dignità non dipende dal possesso di un visto», ha detto la ministra della Salute Mónica García.
A quasi ottant’anni, Arnold Schwarzenegger tornerà a interpretare Conan il barbaro L'attore ha 78 anni ma è prontissimo a indossare di nuovo i panni del re distruttore, che però nel nuovo film sarà anche re vecchio e stanco.
Il sindacato delle librerie indipendenti francesi ha cacciato Amazon dalla Fiera del libro di Parigi Amazon avrebbe dovuto essere il main sponsor del Festival du Livre de Paris, principale fiera letteraria francese. Il Syndicat de la Librairie Française si è opposto.
A Londra hanno aperto due punti di controllo qualità della droga per prevenire overdose e morti Si trovano a Hackney e Camden, li gestisce l'associazione The Loop, assieme al Comune e alla polizia locale.
Chloë Sevigny e Gillian Anderson hanno sfilato per Miu Miu ricordandoci che gli anni ’90 sono stati bellissimi Lo show, chiamato "Mindful Intimacy", rifletteva sul rapporto tra corpo e abito in un mondo così grande e problematico: un pensiero che, di per sé, è già molto anni '90.
Il brand di Pat McGrath, una della make up artist più famose al mondo, ha dichiarato bancarotta E però ha già trovato nuovi investitori che sosterranno con 30 milioni la ristrutturazione dell'azienda.

Tempo di Emmy

Domenica, a Los Angeles, si assegnano gli Emmy, gli “Oscar della Tv”: quali sono le nomination, e cosa aspettarsi - oltre all'incredibile parterre di star

19 Settembre 2012

Questa domenica 23 settembre, presso il Nokia Theatre di Los Angeles, si terrà la 64° edizione degli Emmy Awards. Lunedì, buttando un occhio ai siti dei nostri principali quotidiani, tra una photogallery delle vacanze di Franco “Er Batman” Fiorito e una breve sul topless della cugina di Kate Middleton, li troverete definiti “gli Oscar della televisione”. La stessa cosa che accade con i Grammy, ogni anno chiamati “gli Oscar della musica”. Non voglio dire sia una definizione sbagliata: si tratta effettivamente di dare dei premi ai prodotti più di successo nell’ultimo anno in ambito televisivo e musicale. Diciamo solo che è una questione di scarsa fantasia e di limitati orizzonti di paragoni. Ma sorvoliamo sulle solite critiche al nostro svogliato giornalismo e diamo qualche dato in più sull’edizione di quest’anno: la finestra temporale a cui fanno riferimento questi Emmy va dal 1 giugno del 2011 al 31 maggio del 2012. La cerimonia verrà mandata in onda negli Stati Uniti sul canale ABC e per la prima volta a presentare sarà il comico e conduttore Jimmy Kimmel, che succede alla simpatica Jane Lynch che ha condotto i giochi l’anno scorso. Inizialmente Kimmel doveva essere affiancato da un altro straordinario comico, Nick Offerman, che molti di voi conoscono come Ron Swanson in Parks and Recreation, ma quest’ultimo non potrà essere presente a causa di impegni pregressi. Peccato. Sul palco del Nokia Theatre per presentare i singoli premi si succederanno comunque altre grande personalità del mondo dell’entertainment televisivo: ci saranno i due comici fuori classe Louis C.K. e Ricky Gervais come le esilaranti Amy Pohler e Mindy Kaling, rispettivamente la creatrice del già citato Parks and Recreation e dell’imminente The Mindy Project. Oltre a loro vedremo anche Jim Parson, lo Sheldon di The Big Bang Theory e la voce (tra le mille altre) di SpongeBob, Tom Kenny.

Come molto probabilmente sapete, gli Emmy si dividono fondamentalmente in due macrocategorie. Ci sono i più classici dei premi, come Miglior Serie o Miglior Attore e Attrice, ma sono sdoppiati. Un po’ lo stesso che accade per i Golden Globe (quelli che vengono chiamati “gli Oscar più colti”), dove i premi principali sono divisi tra Film Drammatici e Film Commedia o Musicale. I Grammy Awards funzionano più o meno allo stesso modo: sono divisi principalmente tra Drama e Comedy. Poi ci sono anche altre categorie che fanno riferimento ad altri format televisivi, come quello per il Miglior Reality o per il Varietà, ma è innegabile che gran parte dell’attenzione, soprattutto quella del pubblico, è rivolta verso le serie televisive. Andiamo a vedere nello specifico alcune delle candidature più interessanti. Quest’anno nella rosa dei Migliori Drama si incontrano show incredibili come Breaking BadBoardwalk EmpireHomelandMad MenGame of Thronese l’inglesissimo Downton Abbey. Difficile fare ovviamente un pronostico, si tratta di sei serie assolutamente straordinarie, ma ci sentiamo di escludere Mad Man (visto che sarebbe il quinto anno di seguito) e Boardwalk Empire che sembra aver esaurito il suo slancio iniziale. Personalmente facciamo il tifo per l’elegantissimo Downton Abbey o per il sempre roccioso Breaking Bad. Per quanto riguarda la Comedy invece, ecco le nomination: The Big Bang Theory, 30 Rock, Veep, Modern Family, Curb Your EnthusiasmGirls. Qui le cose sono leggermente differenti. Niente da dire anche in questo caso sulla qualità delle serie in lizza, ma ci sembra impossibile non notare come Girls sia la vera rivelazione dell’anno. Lo show prodotto da Judd Apatow e scritto, diretto e interpretato da Lena Dunham rappresenta una novità in una macrocategoria – quella della comedy – che da un po’ di tempo a questa parte sembra essersi cristallizzata su alcune modelli ricorrenti. Da una parte il mock in stile Modern FamilyVeep, dall’altra la classica sit com come The Big Bang Theory con tanto di risate preregistrate in sottofondo. La presenza di Girls è dunque particolarmente eccitante perché ravviva la competizione portando una ventata d’aria fresca. Impossibile poi non ricordare che la Dunham ha 26 anni, ovvero è giovane. Non giovane come i nostri “giovani e promettenti registi” di 45 anni. Giovane come quelli che un tempo facevano l’interrail, cioè realmente giovane. E premiare i giovani che fanno qualcosa di nuovo è segno di coraggio e di intelligenza, caratteristiche che dovrebbe essere proprie della televisione. Incrociamo le dita, dunque (anche se in cuor nostro dovrebbe vincere Larry David con il suo Curb Your Enthusiasm. In tutte le categorie. Soprattutto quelle in cui non è candidato).

Sorvoliamo per il momento sugli altri pronostici e concentriamoci su un altro dato. Quest’anno per la prima volta dietro alcune delle candidature più importanti (Miglior Serie Drama, Miglior Attore in un Drama e Miglior Attore Non Protagonista in una Serie Drama) non ci sono i cosiddetti Big Three Television Networks, ovvero la ABC, la CBS e la NBC. Anche questo è un ottimo segnale: vuol dire che il pubblico televisivo statunitense apprezza le scelte coraggiose o azzardate di canali come HBO, Showtime o il coltissimo PBS. Questo alza la posta in gioco e porta i grandi network a fare i conti con scelte artistiche o editoriali forse troppo prevedibili. Insomma, la televisione statunitense sembra godere di ottimo salute e lo stesso lo possiamo dire per il suo pubblico che con il tempo si sta facendo più smaliziato e curioso. Staremo a vedere questa domenica chi si porterà a casa i premi più ambiti.

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