Hype ↓
19:16 lunedì 9 febbraio 2026
Per i brand di moda, farsi pubblicità durante il Super Bowl non è mai stato così importante Spot che sembrano corti cinematografici, collaborazioni e persino sfilate: il pubblico del Super Bowl sta cambiando – anche grazie a Taylor Swift – e la moda prende nota.
Emerald Fennell ha consigliato 13 film stilosi da vedere per prepararsi alla visione del suo Cime Tempestose Film memorabili per l'estetica audace, i costumi bellissimi e anche per "l'infedeltà" rispetto ai romanzi da cui erano tratti.
L’uscita dell’album di Lana Del Rey è stata rimandata di tre mesi e mezzo per colpa della versione in vinile Il nuovo singolo, invece, creato insieme a Jack Antonoff e scritto insieme alla sorella, il cognato e il marito Jeremy Dufrene, uscirà il 17 febbraio.
Il Segretario generale dell’Onu ha detto che se non la smetteremo di preoccuparci solo del Pil andremo incontro al disastro planetario Per Antonio Guterres, nell'epoca delle crisi climatica il Pil non può più essere l'unico strumento per misurare il progresso e il benessere.
I Geese faranno finalmente un concerto in Italia, quest’estate a Milano Un sibillino Reel Instagram ha annunciato l'ingresso della band nella line-up di Unaltrofestival: l'appuntamento è per il 19 agosto al Magnolia.
Il governatore della California Gavin Newsom ha ribattezzato il Super Bowl Sunday in Bad Bunny Day Il governatore democratico ha dato l'annuncio con un messaggio ironico che fa il verso a Donald Trump, da mesi impegnato a parlare male del musicista.
Tra le cose mai viste fatte da Bad Bunny al Super Bowl c’è anche quella di essersi esibito in un total look Zara Camicia con colletto, cravatta, maglia e pantaloni chino: questo il look dagli stylist Storm Pablo e Marvin Douglas Linares.
Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.

La Svezia continua a evitare restrizioni per il Coronavirus

30 Marzo 2020

Mentre tutta l’Europa è in quarantena, c’è un Paese dove scuole, bar, ristoranti, asili, palestre ed esercizi pubblici più in generale sono tutti aperti: la Svezia. Come racconta il Guardian, infatti, il Paese scandinavo non ha ordinato, per ora, nessuna chiusura ufficiale né invitato i suoi concittadini a praticare l’isolamento forzato a causa del Coronavirus, cosa che invece le vicine Danimarca e Norvegia hanno fatto da alcune settimane. Le università, invece, hanno chiuso e lo scorso 27 marzo il governo ha rafforzato il divieto sugli eventi, limitandoli a non più di 50 persone. Chi ha sintomi – per ora – può tornare a lavoro dopo due giorni, se si sente meglio, lo stesso vale per i genitori, che possono mandare i proprio figli a scuola anche se hanno sviluppato alcuni sintomi assimilabili al Covid-19.

Negli ultimi giorni il bilancio delle vittime ha iniziato crescere in modo significativo, aumentando di un terzo tra giovedì e venerdì della settimana scorsa, con 3700 casi e 110 decessi, perlopiù localizzati nella capitale Stoccolma. Il primo ministro Stefan Löfven ha  avvertito che le prossime settimane (e mesi) saranno più difficili, difendendo allo stesso tempo la scelta di non adottare sin da subito misure più restrittive. «Come individui, dobbiamo prenderci delle responsabilità. Non possiamo legiferare su tutto e bannare tutto. È anche una questione di buonsenso». Anders Tegnell, l’epidemiologo di cui il governo si sta avvalendo per i consulti in materia, ha spiegato che ritiene controproducente introdurre le restrizioni più dure in una fase troppo precoce della diffusione del virus: «Fintanto che lo sviluppo dell’epidemia svedese rimane a questo livello, non vedo grandi motivi per adottare misure che si possono tenere solo per un periodo di tempo molto limitato». Tegnell sostiene che, poiché in Svezia quasi tutti i genitori lavorano, la chiusura delle scuole avrebbe eliminato almeno un quarto di medici e infermieri, paralizzando il servizio sanitario. Inoltre, sottolinea come nel Paese ci siano pochissime famiglie dove gli over 70 vivono insieme ad adulti e bambini (limitando così i casi di contagio) e si è detto perplesso sul fatto che la strategia migliore sia quella di “fermare” il virus: «Fermarlo potrebbe anche essere negativo perché avresti una possibile repressione della malattia, e quindi una volta che apri le porte, c’è la possibilità che ci sarebbe un risultato ancora peggiore».

Secondo il Guardian, le ragioni di queste scelte potrebbero essere individuate nel fatto che le agenzie governative come quelle di Tegnell godono di una libertà molto ampia e, in generale, i politici sono molti riluttanti a scavalcarle. Non mancano, comunque, le critiche: più di 2.000 ricercatori universitari svedesi hanno pubblicato mercoledì una lettera congiunta mettendo in dubbio la posizione dell’Agenzia della sanità pubblica, mentre la settimana precedente alcuni importanti epidemiologi avevano criticato l’agenzia tramite e-mail che la televisione svedese ha reso pubbliche. Come ha raccontato la giornalista svedese Lisa Bjurwald a Politico, andrebbero considerati anche alcuni fattori culturali: «Tralasciando il fatto che siamo considerati un Paese dal temperamento misurato se non proprio freddo, dove le emozioni forti non si mostrano in pubblico, in realtà pratichiamo il “Coronavirus lifestyle” da molto prima che comparisse il virus».

La Svezia è grande, ma ha solo 10 milioni di abitanti, come ricordato solo raramente i genitori anziani vivono con figli e nipoti, come invece accade in Italia, e la distanza tra le persone è alla base delle regole sociali. La giornalista scrive di essere rimasta molto sorpresa nel leggere le difficoltà di molte famiglie, in Francia come in America, di organizzare la propria giornata lavorando da casa, pratica che nel Paese scandinavo è già molto sdoganata, così come dall’entusiasmo nel “riscoprire” le chiamate Skype ai propri genitori: gli svedesi tutte queste cose le facevano già. Di mezzo, dice Bjurwald, dev’esserci una sorta di esistenzialismo votato alla malinconia, un po’ come buona parte della cinematografia svedese.

Articoli Suggeriti
A gennaio 2026 in tutta la Norvegia sono state acquistate soltanto sette auto a benzina

E 29 auto ibride, 98 diesel, mentre le elettriche sono più di 2000: queste ultime costituiscono il 96 per cento delle auto acquistate in tutto il 2025.

L’Italia del Nord e quella del Sud non si capiscono neanche quando si parla di maranza

Inventato al Nord, lo stereotipo del maranza si sta diffondendo adesso anche al Sud ma con differenze piuttosto marcate, generando ulteriore confusione attorno a un termine già discriminatorio e strumentale.

Leggi anche ↓
A gennaio 2026 in tutta la Norvegia sono state acquistate soltanto sette auto a benzina

E 29 auto ibride, 98 diesel, mentre le elettriche sono più di 2000: queste ultime costituiscono il 96 per cento delle auto acquistate in tutto il 2025.

L’Italia del Nord e quella del Sud non si capiscono neanche quando si parla di maranza

Inventato al Nord, lo stereotipo del maranza si sta diffondendo adesso anche al Sud ma con differenze piuttosto marcate, generando ulteriore confusione attorno a un termine già discriminatorio e strumentale.

Tra le centinaia di giornalisti licenziati improvvisamente dal Washington Post ce n’è una che lo ha scoperto mentre lavorava per il giornale in una zona di guerra

La corrispondente Lizzie Johnson ha scoperto di essere rimasta senza lavoro mentre scriveva dal fronte ucraino, al freddo e senza corrente.

In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi

Secondo il regolamento del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.

Per capire gli Epstein Files non serve credere ai complotti, basta sapere cos’è il classismo

Nella vicenda non c'entrano nulla le cervellotiche cospirazioni di Internet. Quella che stiamo scoprendo è la storia più vecchia del mondo: persone ricche e potenti che si convincono di essere intoccabili. Finché non lo sono.

A San Francisco hanno organizzato una manifestazione in difesa dei miliardari ma non si capisce se sia un’iniziativa seria o una burla

L'obiettivo (pare) è proteggere i miliardari residenti in California da una proposta di patrimoniale del 5 per cento sui patrimoni dal miliardo in su.