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Josh Safdie ha detto che nella prima versione del finale di Marty Supreme Marty diventava un vampiro Persino un produttore dalla mente aperta come A24 ha pensato che fosse un finale troppo strano e l'ha costretto a cambiarlo, ha spiegato il regista.
Il miliardario Larry Ellison, fondatore di Oracle, ha dovuto cambiare nome al suo megayacht dopo essersi accorto che leggendolo al contrario diceva “Im a nazi” Peccato, perché Izanami, divinità madre del pantheon shintoista, era proprio un bel nome. Almeno, lo era se lotto da sinistra a destra.
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Maria Corina Machado ha offerto il suo Premio Nobel a Trump, lui se l’è preso e ha detto che se lo tiene Ma la Fondazione Nobel ha fatto sapere che non vale, non basta avere il Premio Nobel per essere il Premio Nobel.
Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.
È uscito il trailer di Euphoria 3 e tutti stanno parlando di Sydney Sweeney che fa la onlyfanser Ma ci sono diverse altre novità rispetto alle precedenti due stagioni, tra cui la presenza di Rosalía e Sharon Stone.
L’Ukip vuole usare un nuovo logo elettorale praticamente identico alla croce di ferro della Germania nazista È la seconda volta che il partito di estrema destra guidato dal personal trainer Nick Tenconi cerca di far approvare un simbolo che richiama apertamente l'iconografia del Terzo Reich.

Dopo l’attentato a Bondi Beach, in Australia vogliono introdurre leggi durissime sul porto d’armi visto che quelle usate nella strage erano tutte detenute legalmente

Intestate tutte a Sajid Akram, l'uomo che insieme al figlio Naveed ha ucciso 15 persone che si erano radunate in spiaggia per festeggiare Hannukkah.

15 Dicembre 2025

Chris Minns, il Premier del New South Wales, ha detto che proporrà una riforma della legge sulla detenzione di armi da fuoco visto quanto emerso dalle indagini sull’attentato di Bondi Beach a Sydney. «Introdurrò la legislazione più restrittiva di tutti gli Stati australiani». Le intenzioni di Minns sono condivise da praticamente tutti i suoi omologhi a livello statale e federale. Secondo le prime indiscrezioni, le nuove leggi in materia prevederebbero la possibilità di detenere legalmente armi solo per i cittadini australiani e limiti più stringenti sul numero e il tipo di armi da fuoco detenibili, oltre che un riduzione della validità del porto d’armi. Nelle sue dichiarazioni, Minns fa riferimento al fatto che secondo la polizia tutte le armi da fuoco usate da Sajid e Naveed Akram, rispettivamente padre e figlio, 50 e 24 anni, sarebbero state regolarmente acquistate, registrate e detenute. Tutte le armi erano registrate a nome del padre e tutte e sei sono attualmente in possesso delle forze dell’ordine. Quattro sono state recuperate sulla scena del crimine, tra queste due fucili semiautomatici. Le altre sono state trovate durante una perquisizione della polizia in una casa a Campsie, zona a sud ovest di Sydney. Sajid Akram è stato ucciso dai poliziotti intervenuti sulla scena, mentre Naveed è rimasto ferito in uno scontro a fuoco e si trova ora ricoverato in ospedale, in condizioni critiche e sotto strettissima sorveglianza.

Quindici persone sono state uccise usando queste armi e i feriti sono 40: la strage di Bondi Beach è il più grave attentato terroristico mai verificatosi in Australia e una delle più sanguinose stragi antisemite della storia recente. Sajid e Navid Akram hanno aperto il fuoco su persone che si erano ritrovate in spiaggia per festeggiare Hannukkah, la festa delle luci, una delle più importanti feste dell’ebraismo. In queste ore i media australiani si stanno concentrando molto su Naveed Akram, che era già stato tenuto sotto sorveglianza dalla Security Intelligence Organisation tra l’ottobre del 2019 e il marzo del 2020, sospettato di far parte di una cellula terroristica affiliata all’Isis. In conferenza stampa, il Primo ministro australiano Anthony Albanese ha spiegato che dopo sei mesi di sorveglianza le autorità appurarono che Akram non rappresentava una minaccia. «Non c’erano prove che queste persone facessero parte di una cellula terroristica», ha detto Albanese, che però ha aggiunto che «è evidente che le loro azioni sono conseguenza di un’ideologia estremista, altri dettagli arriveranno non appena la polizia avrà portato a termine il suo lavoro».

Il capo della polizia del New South Wales, Mal Lanyon, ha dichiarato che al momento non c’è motivo di credere che all’organizzazione o pianificazione dell’attentato abbiano partecipato anche altre persone. Lanyon ha anche confermato che Sajid era regolare detentore di porto d’armi da dieci anni, mentre alla domanda sul ritrovamento, nella macchina usata dagli Akram per raggiungere Bondi Beach, di un manifesto e di una bandiera dell’Isis, Lanyon ha risposto con un no comment.

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