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17:24 domenica 19 aprile 2026
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Perché è impossibile ignorare il pianto di un bambino, secondo la scienza

31 Agosto 2016

Gli studi sull’interpretazione del pianto dei neonati non sono ancora lontani dall’inizio della loro attività di ricerca, ma sono già arrivati a diverse scoperte interessanti, scrive in un articolo il magazine Time. A chiunque è capitato di sedere in aereo accanto a un neonato particolarmente incline a manifestare il suo disagio, ma che la reazione sia di insofferenza o di dispiacere, la certezza è che quel pianto non verrà ignorato: perché?

«Per prima cosa, è importante distinguere l’atto del piangere e le lacrime», si legge nel pezzo, «molte specie piangono, ma gli unici animali a produrre gocce che scendono lungo i dotti lacrimali siamo noi». Le lacrime, di per se, non sono affatto un prerequisito del pianto: i neonati, per l’appunto, piangono senza lacrime, che iniziano a produrre dai due ai tre anni d’età, e le loro manifestazioni di insoddisfazione sono il risultato di un’evoluzione separata rispetto al pianto “adulto”.

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Il pianto è un comportamento primitivo che si riscontra nei mammiferi, e l’origine comune della sua evoluzione è ulteriormente provata dal fatto che la struttura acustica e le motivazioni del pianto dei piccoli (fame, dolore, solitudine) sono le stesse in molte specie, dall’uomo, al gatto, al pipistrello. Sorprendentemente, le ricerche nel campo hanno stabilito che il tono dei vagiti dell’esemplare appena nato è spesso simile: un cervo adulto è “colpito” allo stesso modo da un pianto di un bambino e dal pianto di un piccolo della sua specie.

Ma cosa, esattamente, “colpisce” del piangere? È stato provato che il suono lamentoso tipico del pianto infantile attiva regioni cerebrali legate all’empatia e all’attenzione. E poi entra in gioco un ormone, l’ossitocina, responsabile dell’istinto che porta alla cura materna: quando un neonato è a disagio, su un piano neurochimico sperimenta cali di ossitocina, stimolandone di contro la produzione nei genitori, o in chi lo sente piangere. Quando si stabilisce un contatto col bambino, il cervello di quest’ultimo rilascia ossitocina, interrompendo il pianto. «A volte», precisa Time.

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