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La “Netflix del porno” potrebbe arrivare presto

Durante uno dei talk dell’AVN Adult Entertainment Expo, evento annuale che dal 23 al 26 gennaio ha riunito l’industria del porno a Las Vegas, si è parlato di un nuovo servizio di streaming che potrebbe rivoluzionare il modo in cui consumiamo i contenuti di questo tipo. Ideato dalla regista e autrice Bree Mills, “Adult Time” per ora è solo in fase di start-up e si propone di offrire video e film hard per adulti attraverso un abbonamento. I film saranno accomunati da budget sostanziosi, qualità elevata e un archivio da migliaia di scene, motivo per cui Adult Time è già stata soprannominata la «Netflix del porno».

L’iniziativa è stata accolta però con un certo scetticismo, per vari motivi. Intanto perché è difficile valutarne l’eventuale riuscita, visto che non esistono molte statistiche dettagliate sul volume degli affari e sulle tipologie di consumo della pornografia: secondo Quartz il volume degli affari si aggirerebbe attorno ai 97 miliardi di dollari, ma non è chiaro quanto grande sia la nicchia dei contenuti a pagamento. Negli anni Novanta e nei primi Duemila il business dell’industria a luci rosse si basava sulla vendita di cassette, dvd e pubblicità, poi è passato ai prodotti pay-per-view, almeno fino a quando il successo di aggregatori come Pornhub e YouPorn non ha stravolto il settore, inondando la rete di filmati gratuiti, finanziati dalle inserzioni pubblicitarie e dai contenuti sponsorizzati. Basti pensare che dal 2008 Mindgeek, l’azienda proprietaria di Pornhub, Youporn, XTube e Red Tube tra gli altri, agisce nel mondo della pornografia online in condizioni di monopolio, paragonabile a quello delle multinazionali tech.

Mills, comunque, è interessata a sviluppare un tipo di pornografia differente da quella che si trova su questi siti, concentrandosi sulle sceneggiature e i dialoghi: il suo primo serial Girslway, risalente al 2014, è stato definito dai fan «una Marvel dell’erotismo lesbo». Secondo Mills, che ha alle spalle studi e una carriera nel marketing, «gli abbonati più fedeli e disposti a spendere sono attratti dalle categorie underground», visto che il porno «mainstream» è ormai disponibile ovunque. In effetti, a provare la sua tesi ci sono gli enormi profitti di società come MyFreeCams, che guadagna attraverso le mance che gli utenti lasciano per vedere video di cui sono protagonisti altri utenti. Con i serial realizzati finora (tra cui Shape of Beauty, sui diversi tipi di fisicità femminile, e Transfixed), Mills ha già raccolto 100 mila sottoscrizioni, chiedendo un abbonamento che varia tra i 2,95 e i 9,95 dollari. Anche gli attori con cui ha collaborato condividono le sue idee, sottolineando che «le persone si abbonano a Netflix perché è segmentato, condensato, delimitato, suddiviso in generi facili da seguire». La scrittrice Shira Tarrant si augura poi che «questo modello renda le persone meno riservate e circospette su ciò che viene associato alla pornografia».

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