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10:40 lunedì 22 giugno 2026
Trump sta combinando un grosso, grossissimo guaio con la Reflecting Pool del Lincoln Memorial a Washington Ha speso 15 milioni di dollari per rifarla come voleva lui. Ora l'acqua è verde perché invasa dalle alghe e la vernice del fondo si sta staccando.
A Berlino sta nascendo una nuova scena musicale che mescola il jazz e (ovviamente) la techno Due generi apparentemente lontanissimi e che, non senza una certa sorpresa, a Berlino hanno scoperto che stanno benissimo assieme.
Lo smartworking riduce la socialità e rovina la salute mentale, secondo una delle più grandi ricerche di sempre sul lavoro da casa Quasi 600 mila lavoratori hanno preso parte alla ricerca e i risultati sono stati abbastanza incontrovertibili.
Meloni e Trump s’erano tanto amati ma adesso si stanno tanto insultando Lui ha detto di essersi fatto una foto con lei «perché mi ha fatto pena». Lei ha detto che lui «si è inventato tutto». Fino a ieri andavano d'amore e d'accordo.
All’improvviso Rick Rubin ha annunciato che questo fine settimana torna in Toscana per la seconda edizione del suo Festival of the Sun Anche questa volta l'annuncio è arrivato all'ultimo momento: festival gratuito, basta prenotarsi e presentarsi domenica 21 a Colle Val d’Elsa, vicino Siena.
Persino J.D. Vance si è stufato delle deliranti uscite di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich sull’accordo di pace con l’Iran «Trump è l'unico capo di Stato al mondo solidale con Israele. Non attaccherei l'unico alleato che mi è rimasto», ha detto in conferenza stampa il Vicepresidente USA.
In Giappone sono tutti indignati per lo scandalo del “cartello del gelato”, cioè di un gruppo di aziende che si sono messe d’accordo per aumentare continuamente il prezzo del gelato Aumenti di 6 centesimi alla volta ma frequentissimi e che non avevano nulla a che fare con l'aumento del prezzo delle materie prime. Finché non se ne è accorta l'Antitrust.
Se volete trasformare casa vostra in uno spazio liminale, A24 ha fatto la carta da parati di Backrooms E costa anche relativamente poco: 60 dollari a rotolo. Una cifra accettabile per trasformare un ambiente di casa in un incubo.

Nel Medioevo invece di sottolineare si usava la “manicula”

24 Agosto 2017

Dimmi come evidenzi e ti dirò chi sei: durante gli anni del liceo e, eventualmente, dell’università, ognuno individua il proprio stile di sottolineatura. Con la matita leggera, intervallando 5 colori diversi di evidenziatore, annotando i pensieri a margine con la penna bic, lasciando i libri intonsi ma imbottiti di post-it. E qual era il modo di segnalare le cose importanti dei nostri predecessori? Come facevano a evidenziare cosa gli piaceva di più? Atlas Oscura risponde: la manina.

Nome tecnico manicula, la mano con l’indice puntato è documentata soprattutto in manoscritti dell’Europa medievale e rinascimentale. Il suo esordio come metodo di sottolineatura è difficile da individuare, sappiamo soltanto che la sua diffusione è cominciata intorno al XII secolo. Con l’avvento della stampa la situazione  cambia: gli scrittori e gli editori sottolineano per primi quello che credono essere significativo. Come Keith Houston rivela nel suo libro Shady Characters: The Secret Life of Punctuation, Symbols and Other Typographical Marks, il margine, che prima era il piano di lavoro, lo spazio di libertà del lettore, viene colonizzato dall’autore, che si preoccupa di fornire per primo note esplicative e commenti.

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Divertente è notare come ogni lettore personalizzava la propria manina: alcune sono decorate da eleganti maniche, altre hanno indici lunghissimi. Oppure c’era lo stile Petrarca: cinque dita e niente pollice. Poi, piano piano, le manine iniziarono a diventare più realistiche e simili tra loro: nel XIX secolo mani evidentemente maschili con un pezzo di manica (giacca e camicia) vengono usate per cartelloni pubblicitari e insegne, come un mezzo per direzionare lo sguardo e attirare l’attenzione.

E oggi? Di certo le manine non si sono estinte: il cursore del mouse può facilmente diventare un indice e le emojii sono piene di mani. Ma la manina più utilizzata di oggi, in un certo senso nello stesso modo dell’antica manicula (per sottolineare quello che secondo noi conta, che è importante o ci piace) resta il pollice alzato di Facebook.

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