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Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.

Il Sorrentino del futuro

La tv, i film in cantiere, l'apertura ai social: progetti e trasformazioni del regista più internazionale d'Italia.

07 Agosto 2019

Non esiste un solo Paolo Sorrentino. Ce ne sono tanti, come tanti sono i suoi film. C’è quello ancora profondamente legato a Napoli, che la mostra e la rimira, che la racconta e la rende immortale; e c’è quello romano, più maturo, che ha fatto fortuna vincendo un Oscar. Ma c’è anche il Paolo Sorrentino cinematografaro (non cinematografico, attenzione), e il Paolo Sorrentino televisivo (anche se, dice lui, quelli che gira sono sempre film, mai serie tv).

C’è il Sorrentino drammatico e innamorato, di un romanticismo da torcersi le budella, e c’è il Sorrentino divertente e divertito, che ammicca, sfotte, ride; che quando meno te l’aspetti infila una battuta in un monologo serissimo, e ti scalza. C’è il Sorrentino felliniano, c’è il Sorrentino più sorrentiniano, e c’è il Sorrentino più selvaggio, animale di mezzo, che oramai lavora più con l’America e con gli americani che con gli italiani.

C’è il Paolo Sorrentino ultras, tifoso del cuore del Napoli, che per scaramanzia elimina una scena da The Young Pope; e c’è il Paolo Sorrentino laico, poco fedele, molto razionale. Lui dice: tutte le mie storie sono storie d’amore. E anche Loro, epopea berlusconiana in chiave grottesca, con un Toni Servillo fuori scala, lo è. Da una parte c’è l’uomo, innamorato, narciso, autodistruttivo; dall’altra c’è la donna, la Veronica Lario di Elena Sofia Ricci.

Infine, ci sono il Sorrentino del presente, quello del passato e quello del futuro: uno che è, uno che è stato e sempre sarà; e uno che sta per essere. È il Sorrentino di Youth, che pronto a esordire in televisione già si schermava con un bellissimo monologo a tema affidato a Jane Fonda. Il Sorrentino del futuro è il Sorrentino che ha girato The New Pope, che si prepara a tornare a Venezia per presentare una serie tv; che lavora con Wildside e Lorenzo Mieli, che va e viene da Los Angeles, che ha trovato in Sky la sua nuova casa.

Ma il Sorrentino del futuro è anche quello che è stato chiamato per dirigere Mob girl, il nuovo film con Jennifer Lawrence (e co-prodotto dalla società dell’attrice). È il regista con cui, ammette Woody Harrelson, gli piacerebbe lavorare. È un genio, un visionario, un artista (parole riprese a caso, in nessun ordine, di Jude Law. È pure il regista che dovrebbe – dicono, non si sa; forse – dirigere la messa in scena televisiva della Elvira di Toni Servillo, amico-fratello-papà. Ed è pure quello che, mai fermo, sta già pensando a un nuovo film con Nicola Giuliano di Indigo. Ma è soprattutto, questo Sorrentino dell’avvenire, lo scrittore di Hanno tutti ragione, che musicava le parole come un compositore.

Questo Paolo Sorrentino, questo regista, è il regista che più e meglio d’altri, in questi anni più recenti, sta portando il nostro cinema ovunque nel mondo; che è riuscito a confermarsi, senza farsi odiare, quando è passato al piccolo schermo. Vorrebbe dirigere un action, e una volta, in conferenza stampa, scherzò dicendo che gli piacerebbe firmare uno 007. È uno pronto al cambiamento, e infatti per Mob girl non scrive lui, ma lascia che sia qualcun altro a mettere insieme la sceneggiatura (e poi, chissà, la ritoccherà).

Il Sorrentino del futuro è l’insieme di tutti gli altri Sorrentino che abbiamo già elencato, che in più si apre ai social network (il suo arrivo su Instagram, sorpresa delle sorprese, è stato salutato come un piccolo miracolo); che è più attento alla comunicazione e al contatto con l’esterno (il Sorrentino del passato, forse, non avrebbe accettato di sedersi con Raffaella Carrà, mentre era al lavoro su una serie difficile come “The New Pope”). È un insieme d’etichette e d’etichettature, e questa cosa la sa, la sa bene; se ci combatte, oramai ci combatte silenziosamente. Ai critici – alti, bassi, quelli della carta stampata e quelli online – piace scrivere di lui; ed è un piacere malvagio, sincero, un piacere che spesso si conclude con una recensione ferocissima, e che sembra riportarci tutti in un’epoca andata: quella in cui un certo giornalismo contava, ma contava sul serio.

Metteteci i premi, metteteci i libri; metteteci le imbeccate delle interviste, e poi l’ironia – il lungo cortometraggio con i The Jackal, prima dei David di Donatello, ne è un ottimo esempio. Eccovelo, quest’uomo del futuro: regista, napoletano d’origini, romano d’adozione; armato di camera, artigianale, profondamente scrittore.

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