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Alla prossima Biennale d’Arte di Venezia non ci sarà neanche un artista italiano A parte quella scelta per rappresentare il nostro Paese nel Padiglione Italia, Chiara Camoni.
Dopo essere stato snobbato agli Oscar, Park Chan-wook si è consolato con la nomina a presidente della giuria del Festival di Cannes Il regista torna, stavolta con un ruolo "istituzionale", al Festival che lo ha fatto conoscere a tutto il mondo: fu qui che nel 2004 presentò Oldboy.
L’Isis sta invitando i suoi miliziani a imparare a usare l’AI per diventare «jihadisti migliori» E sta fornendo anche delle pratiche guide per capire quale delle numerose AI oggi disponibile si presta meglio a ogni jihadistico proposito.
Un’artista ha passato gli ultimi 12 anni a girare un remake di Titanic identico inquadratura per inquadratura a quello di James Cameron L'opera è dell'artista cilena Claudia Bitrán, si intitola Titanic, A Deep Emotion e verrà esposta alla Cristin Tierney Gallery di New York.
Dopo la giacca dedicata agli Oasis, Lidl ci riprova con una borsa a forma di carrello della spesa La trolley bag firmata dallo studio di design di Nik Bentel si può vincere iscrivendosi a un concorso sul profilo Ig della catena di supermercati
A Milano ha aperto BAOL, la prima biblioteca a offerta libera della città, pensata per i lettori in difficoltà economiche Si trova in viale Molise n. 47 e funziona così: chi vuole prendere in prestito, prende in prestito; chi vuole comprare, paga quel che può.
Un partito dell’estrema destra polacca che si chiama Nuova speranza, come un film di Star Wars, ha dovuto cambiare nome e ora si chiama L’impero colpisce ancora, come un film di Star Wars Il curioso cambio di nome è stato necessario per evitare la cancellazione, decisa da una sentenza di un tribunale di Varsavia per questioni finanziarie.
Aimee Lou Wood sarà Jane Eyre in una nuova serie che certifica come le sorelle Brontë siano tornate di moda Dopo il successo di "Cime tempestose" anche il classico di Charlotte Brontë avrà un nuovo adattamento, con protagonista la star di Sex Education.

Perché “snowflake” (anime candide) è l’insulto dell’anno

29 Novembre 2016

La scorsa settimana gli Oxford Dictionaries hanno dichiarato “post-truth” la parola dell’anno. Ora il Guardian sembra voler suggerire l’insulto dell’anno: “snowflake”, che in italiano potrebbe trovare un equivalente in “anime candide”. Il termine è stato citato molto spesso durante quest’anno: Bret Easton Ellis, ad esempio, l’ha usato questa estate per commentare le reazioni sdegnate a un articolo controverso di L.A. Weekly sulla popstar Sky Ferreira: il pezzo era stato molto criticato perché si soffermava soprattutto sull’aspetto fisico della cantante, e Ellis aveva descritto i detrattori dell’articolo come «little snowflake justice warriors», cioè «anime candide che lottano per la giustizia», dicendo poi: «Oh anime candide, siete diventate tutte nonne e matrone che stringono le loro perle con fare inorridito quando qualcuno ha un’opinione diversa su qualcosa e un modo di esprimersi che non è il riflesso del vostro, deboli vanitosi piagnucolanti?».

Ma “snowflake”, come sottolinea il Guardian, è in realtà un termine venuto fuori già qualche anno fa per descrivere, in modo critico, una generazione di giovani considerata ipersensibile. Con il suo affermarsi, però, ha iniziato ad assumere connotati più ampi, e all’inizio di novembre il Collins English Dictionary ha inserito “snowflake generation” nella sua lista di parole dell’anno (insieme, tra le altre, a“Brexit”). La definizione che dà Collins riguarda i «giovani degli anni Dieci, visti come meno forti e più predisposti a offendersi delle generazioni precedenti».

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A giugno Angus Harrison ha scritto su Vice che questa generazione può anche essere definita «generazione sensibile» o «nuovi giovani retrogradi»: «I giovani di oggi sono davvero vecchi, noiosi e sensibili. Allo stesso tempo sono anche dei bambini, totalmente impreparati per il mondo adulto. Ha senso? No, non ce l’ha», si legge nel pezzo di Harrison. Liv Little, che a 22 anni è la caporedattrice del magazine Gal-Dem ed è stata inserita dalla Bbc tra le cento donne più influenti del 2016, ha invece sostenuto che i Millennials non sono «sensibili», ma semplicemente risentiti: «Stanno succedendo molte cose per cui essere arrabbiati, quindi perché non dovremmo esserlo? Chi si lamenta lo fa perché vuole un cambiamento», dice.

Ormai “snowflake” però non riguarda più soltanto i giovani: il termine è stato utilizzato indiscriminatamente in tutte le occasioni, dal voto sulla Brexit alla vittoria di Trump, da tutti gli schieramenti in gioco. Il motivo per cui è stato scelto lo ha spiegato il meteorologo Jim Dale, che ha detto che la parola indica «qualcosa di leggero, che viene trasportato ogni volta che soffia il vento. Tanti fiocchi di neve insieme possono formare una tempesta o un gran cumulo di neve: in questi casi le persone iniziano ad accorgersi di loro».

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