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13:58 lunedì 24 agosto 2026
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen Joy of Joys, questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.

Slate celebra Hitch, un grande

Il mondo dei libri e dei giornali si ferma per celebrare Christopher Hitchens. Imperdibile lo speciale di Slate

17 Dicembre 2011

La sua rubrica Figthing Words – generalmente il lunedì ma non solo, qui trovate tutto l’archivio- su Slate era una di quelle cose che non ti perdevi assolutamente; era la possibilità di avere la tua piccola dose settimanale di Christopher Hitchens, l’immenso polemista/giornalista/scrittore scomparso giovedì, sconfitto da un cancro all’esofago. Di obituary in queste ore ne potete leggere davvero ovunque e la quantità di essi e la passione con cui sono scritti molti dicono tanto della grandezza dello scrittore e restituiscono finalmente senso compiuto alla più luogocomunista delle espressioni: “lascia un vuoto incolmabile”. Ma lo lascia davvero, fisicamente, soprattutto in chi per lavoro o per passione, legge e scrive. Ed è il motivo per cui molti di noi dalla notizia della sua scomparsa, pur se ampliamente annunciata e da lui stesso pubblicamente preparata, non riescono a togliere gli occhi da ogni articolo che parli di lui o che da lui sia stato scritto. Hitch, cazzo. Ok, calma e proseguiamo.
Dicevamo di Slate.com: lo speciale che gli dedica la celebre rivista online per cui Hitch scriveva è davvero degno di nota: una ventina di pezzi da leggere tutti di un fiato, senza se e senza ma, se non ora quando, se non lui chi.
Si va da un pezzo del suo editor a Slate June Thomas che spiega come editare Hitch fosse il lavoro più semplice del mondo, a uno del suo amico poeta e scrittore James Fenton che racconta perché lui, inglese, avesse deciso di diventare cittadino americano.
Gustosissimo il ricordo dell’editor in chief di Vogue America Anna Wintour, che racconta di un loro recente incontro in cui si sono trovati a rivivere i tempi in Inghilterra in cui loro uscivano insieme e facevano coppia con l’inseparabile Martin Amis e la sua ragazza dell’epoca, la scrittrice Gully Wells.
Commovente lo scambio di email avuto con Hitch di cui scrive Andrew Sullivan, e che si conclude così:

Brunch? Sunday? Smooch Hitch”

I responded,

“lol. many many many thanks. an honor. brunch sounds great. we tend not to be conscious till around noon, tho. xx a”

He replied:

“Dearest Andrew I always think of Sunday lunch as beginning at about 2.30 (“a lavish and ruminative feast”, as Waugh says about elevenses). Want to come here?”

Yes, I do, Hitch. Yes, I do.

Lo speciale completo obbligatorio lo leggete qui.

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