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11:42 sabato 14 febbraio 2026
Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
Alla Berlinale, il Presidente della giuria Wim Wenders è stato criticatissimo per aver detto che «il cinema deve stare lontano dalla politica» Lo ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del festival, rispondendo a una domanda su Israele e Palestina.
È scoppiato un grosso scandalo attorno al più famoso e lussuoso ristorante del mondo, il Noma di Copenaghen Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fisica.
Per il suo centenario, E/O ripubblicherà tutta l’opera di Christa Wolf con le copertine degli anni Ottanta Si comincia il 9 aprile con la riedizione di Cassandra.
James Blake presenterà il suo nuovo disco con una listening session gratuita in Triennale Milano Trying Times, questo il titolo del disco, esce il 13 marzo. Con questo evento in Triennale, Blake lo presenta per la prima volta al pubblico.
Gisele Pelicot ha scritto un memoir in cui racconta tutto quello che ha passato dal giorno in cui ha scoperto le violenze del suo ex marito Il libro uscirà in contemporanea in 22 Paesi il 19 febbraio. In Italia sarà edito da Rizzoli e tradotto da Bérénice Capatti.
Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.

In Inghilterra una scuola ha vietato lo slang

04 Ottobre 2021

Una secondary school londinese (che comprende quindi un livello di istruzione che va dagli 11 ai 16/18 anni), la Ark All Saints Academy, ha stilato una lista di espressioni vietate in «situazioni formali di apprendimento e durante gli esami», nell’ottica di dissuadere gli studenti a usare toni colloquiali nell’iterazione con i docenti e in generale con gli adulti. La decisione della scuola arriva dalla constatazione di come i ragazzini abbiano iniziato a usare certe parole anche nei testi scritti, come test o compiti in classe, dimostrando come facciano sempre più fatica a distinguere le situazioni formali da quelle “rilassate”. «Lo sviluppo delle capacità di lettura e conversazione sono obiettivi centrali nell’aiutare i nostri studenti ad apprendere in modo efficace e a realizzare il loro potenziale sia nel mondo accademico che non», ha dichiarato al Guardian Lucy Frame, preside della scuola, proseguendo «non abbiamo bannato in toto l’uso di queste parole, ovviamente tra di loro possono usarle, lo scopo è far capire che nei contesti formali e negli esami è importante esprimersi in un certo modo». La decisione riflette probabilmente un divario crescente tra la lingua accettata dagli insegnanti e quella utilizzata quotidianamente dagli alunni in alcune aree del Regno Unito, come dimostra un sondaggio sui ragazzi britannici del 2019: lo “slanglish” sarebbe il motivo più comune per il quale i ragazzini non passano il General Certificate of Secondary Education, il nostro esame di terza media.

Al bando, come si diceva, sia parole che modi di dire: all’inizio della frase sarà proibito dire “Ermmm”, il nostro “mmmmm”, tipico di quando a un’interrogazione si tergiversa in cerca di stimoli, perlopiù esterni se non hai studiato oppure “basically”, il nostro “praticamente”. Stessa sorte per “you know” o “you see”, definizioni abusatissime nello slang anglofono, (si veda Kim Kardashian che non riesce a non iniziare una farse senza un acutissimo «Ehm you know…»). Per quanto riguarda le espressioni, saranno vietate “Oh my God” o “Oh my days/my goodness”. Stessa cosa per “That’s a neck” e conseguente coppino, modo di dire e gesto anglosassone utilizzato quando qualche amico sbaglia clamorosamente qualcosa, mentre “He cut his eyes at me”, il nostro “guardarmi male” sarà ugualmente inutilizzabile. Alla gogna anche “wow”, come “bare” nell’accezione di estremamente o molto.

Non tutti sembrano d’accordo però. Interpellato dal Guardian, Marcello Giovanelli, docente di lingua e letteratura inglese dell’Università di Aston sostiene come lo slang sia l’essenziale propulsore nell’innovazione linguistica, infatti ha definito l’espressione «He cut his eyes at me» un «esempio meravigliosamente creativo». Il docente avverte: l’abbandono del proprio linguaggio, usato in casa e con gli amici, può danneggiare l’identità e l’autostima. C’è ragione di scandalizzarsi sentendo le nuove generazioni dare del “tu” ai docenti delle medie oppure fa solo parte dell’evoluzione del linguaggio e dei suoi usi?

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