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Oltre 800 artisti hanno lanciato un appello per chiedere che la repressione delle proteste in Iran sia trattata come un crimine contro l’umanità Tra i firmatari ci sono anche Shirin Neshat, Jafar Panahi Juliette Binoche, Marion Cotillard e Yorgos Lanthimos.
Arctic Monkeys, Pulp, Blur, Fontaines D.C., Depeche Mode, Cameron Winter, King Krule, Wet Leg, Anna Calvi: l’album Help 2 è il sogno realizzato degli amanti dell’indie E questi sono solo alcuni degli artisti e delle band riuniti dalla War Child Records per questo album di beneficenza che uscirà il 6 marzo.
Jeremy Strong è talmente fan di Karl Ove Knausgård che lo ha anche intervistato per Interview I due hanno parlato del nuovo romanzo di Knausgård ma soprattutto di quanto entrambi odino essere famosi.
A Davos gli Stati Uniti hanno presentato il piano per la costruzione di “New Gaza” ed è peggio delle peggiori aspettative Si è parlato molto di grattacieli e appartamenti di lusso affacciati sulla costa, molto poco, quasi per niente del futuro di istituzioni e popolo palestinese.
Cameron Winter dei Geese ha tenuto un concerto a sorpresa a un minuscolo evento di beneficenza per Gaza Si è esibito per 250 fortunati e ignari spettatori al Tv Eye di New York, presentandosi pure con un nome falso, Chet Chomsky.
La comunità scientifica è strabiliata da una mucca che ha imparato a usare una scopa per grattarsi La mucca si chiama Veronika, ha 13 anni, vive in Austria ed è il primo esemplare di bovino a dimostrare questa capacità con scientifica certezza.
Dopo quattro anni di silenzio, finalmente è uscita una nuova canzone degli Arctic Monkeys Fa parte dell'album benefico di War Child Records che uscirà a marzo e che, oltre a riunire band e artisti strepitosi, vanta la collaborazione di Jonathan Glazer.

Sempre più città stanno nominando un “sindaco della notte”

07 Agosto 2024

Quelli umili si definiscono mayor of the night, i megalomani invece preferiscono night tsar: a prescindere dagli appellativi di preferenza, resta il fatto che sono ormai più di cento le città nel mondo che hanno istituzionalizzato la carica. Sindaco o sindaca della notte, una persona incaricata di assicurarsi che la vita notturna delle città vada come deve andare. Vale a dire: faccia divertire chi di notte si vuole divertire, permetta di dormire a chi di notte vuole dormire, e faccia guadagnare soldi a chi con la notte vuole arricchirsi. Come detto, già diverse città – tra le quali anche New York e Londra – hanno nominato il loro sindaco della notte, ma ce ne sono alcune che hanno già deciso di portare oltre il progetto: non solo avere una figura disposta all’organizzazione e gestione della vita notturno, ma anche la decisione di rendere i locali di certi quartieri aperti tutta la notte, tutte le notti.

Funziona così già a Berlino e Tokyo, a Las Vegas e a New Orleans, adesso a questa lista si è aggiunta anche Montreal. In queste città i locali non chiudono e, soprattutto, hanno il permesso di servire bevande alcoliche per tutta la notte. Ovviamente, i più convinti sostenitori di questa misura, in tutte le città in cui è stata presa, sono gli esercenti: si guadagna di più quanto più tempo si sta aperti. Polemiche e critiche sono venute invece dai cittadini, preoccupati principalmente da tre questioni. La prima: non tutte le città hanno le infrastrutture per sostenere la continua apertura notturna. Se un locale non chiude ma le corse del trasporto pubblico si interrompono, per esempio, all’una, la notte per tantissime persone finisce all’una. La seconda questione: c’è chi la notte la passa a dormire e non vuole correre il rischio dell’insonnia provocata da schiamazzi. Terza questione: la pubblica sicurezza, perché non sempre l’invito a bere responsabilmente è sufficiente.

È proprio per questo che le città stanno nominando i sindaci della notte: perché questo è un settore sempre più importante nelle economie locali ma è ancora troppo poco organizzato. Per quanto riguarda i trasporti, il compito del sindaco della notte è quello di fare pressione sull’amministrazione comunale in modo che essi siano sempre garantiti. Sugli schiamazzi e l’ubriachezza molesta, invece, i dati fin qui raccolti nelle città in cui i locali possono rimanere aperti tutta la notte restituiscono un quadro quasi controintuitivo: sia schiamazzi che ubriachezza molesta, infatti, tendono a diminuire. La spiegazione, come scrive Sam Gruet su Bbc, sembra essere questa: se le persone sanno che all’1 un locale chiude, ci sono buonissime probabilità che alle 23 saranno già ubriache e a mezzanotte molto ubriache, con tutti i rischi annessi e connessi. Se l’orario di apertura si allunga, invece, la persone tendono a uscire più tardi – anche per il caldo, che in sempre più città rende impossibile uscire prima di una certa ora – e a bere senza fretta e, quindi, anche meno.

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