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00:20 domenica 1 marzo 2026
Oltre al nuovo disco i Gorillaz hanno fatto uscire un film d’animazione che si può vedere gratis su YouTube Il film si intitola The Mountain, The Moon Cave and The Sad God ed esce nello stesso giorno del loro nuovo disco, The Mountain.
Ai Cèsar, il più importante premio cinematografico francese, il pubblico ha subissato di fischi il video tributo a Brigitte Bardot Pochi applausi, moltissimi fischi e anche un grido, che si è sentito distintamente durante la diretta: «Razzista!».
Una racconto distopico in cui l’AI distrugge l’economia mondiale pubblicato su un blog ha causato una perdita di 200 miliardi sul mercato azionario Secondo alcuni si è trattato di una coincidenza. Secondo altri, il racconto ha mandato nel panico gli investitori e stravolto i mercati per un giorno intero.
Mastro Lindo è andato in pensione dopo 68 anni di onorata carriera nell’industria delle pulizie La multinazionale P&G ha deciso di ritirare il logo e ha dato l'annuncio con una conferenza stampa tenuta dallo stesso Mastro Lindo su Instagram.
Paramount è riuscita a prendersi Warner, ma adesso dovrà pagare quasi tre miliardi di penale a Netflix Che si vanno ad aggiungere ai 77 che spenderà per completare l'acquisizione. Che comunque potrebbe non completarsi, se l'Antitrust non darà il via libera. E in questo caso, Paramount dovrà pagare altri 7 miliardi di multa.
Il ministro della Difesa pakistano ha dichiarato guerra all’Afghanistan con un post su X Per il diritto internazionale, ovviamente, non si può dichiarare guerra a un Paese via social, ma a Khawaja Mohammad Asif sembra non importare.
Non si è capito se è stato Morgan a non voler duettare con Chiello o Chiello a non voler duettare con Morgan nella serata delle cover di Sanremo Morgan ha detto che è stato lui a decidere di non esibirsi con Chiello, Chiello ha detto che la scelta di fare da solo è tutta sua.
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È stato sgomberato il centro sociale Leoncavallo di Milano

La polizia è entrata il 21 agosto alle 7:30 per sgomberare lo spazio autogestito, dopo più di 30 anni di contenziosi e 133 rinvii.

21 Agosto 2025

L’ultimo rinvio poco più di un mese fa: il 15 luglio lo sgombero del Leoncavallo, il più famoso centro sociale di Milano, era stato rimandato al 9 settembre. È stato il centotrentatreesimo rinvio, l’ultimo: questa mattina, con un’operazione iniziata alle 7:30, la polizia ha provveduto allo sgombero. Nel momento in cui le forze dell’ordine, assieme all’ufficiale giudiziario, hanno fatto irruzione, dentro l’immobile di via Watteau non c’era nessuno. L’operazione è ancora in corso e ci vorranno diverse ore prima di completarla. La polizia ha chiuso tutti gli accessi a via Watteau per consentire agli operai, incaricati dai proprietari dell’immobile, di sigillare i portoni d’ingresso.

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Non appena la notizia si è diffusa, diverse persone si sono radunate nelle vicinanze per protestare contro lo sgombero. Nel pomeriggio è prevista un’assemblea pubblica – luogo e ora non sono ancora stati precisati – organizzata dal Leoncavallo per discutere dell’accaduto e decidere come procedere. Al momento, nessuno cosa succedere da qui in poi. Da tempo sono è in corso una discussione tra il Leoncavallo e il comune di Milano per raggiungere un accordo e trasferire il centro sociale in un altro immobile in via San Dionigi, nella zona sud del Corvetto. La discussione, però, procede lentamente perché questo edificio necessita di lavori di bonifica a causa delle presenza di amianto, lavori che costerebbero almeno 300 mila euro.

Adesso dell’edificio di via Watteau riprende possesso la famiglia Cabassi, che da tempo porta avanti un contenzioso con il Comune di Milano. Questo contenzioso era giunto al termine nel 2024, quando la Corte d’appello di Milano aveva condannato il ministero dell’Interno – responsabile del mancato sgombero – a risarcire i Cabassi della cifra di tre milioni di euro. Il Viminale aveva chiesto quei soldi a Marina Boer, presidente dell’associazione Mamme antifasciste del Leoncavallo, l’unica ufficialmente registrata con la sede sociale presso l’ormai ex Leoncavallo (e quindi, tecnicamente, vittima dello sgombero).

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