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17:40 venerdì 5 giugno 2026
In uno dei videogiochi più popolari del momento interpreti il proprietario di una biblioteca disordinatissima che deve rimettere a posto 3072 volumi Si intitola Librarian: Tidy Up The Arcane Library, giocarci è molto rilassante, basta avere la consapevolezza che la missione è impossibile.
Nelle università americane è nato un nuovo trend: subissare di fischi chiunque faccia l’elogio dell’AI È successo in almeno una decina di occasioni nelle ultime settimane. Gli studenti, appena sentono le parole intelligenza e artificiale, iniziano a fischiare.
In Albania ci sono delle enormi proteste per impedire a Jared Kushner, il genero di Trump, di costruire un resort di lusso in un’area naturale protetta Sono tre giorni che le strade di Tirana sono piene di manifestanti che vogliono fermare a tutti i costi la prosecuzione del progetto.
In realtà, mancano ancora almeno altri dieci anni prima che i lavori alla Sagrada Familia siano davvero finiti Il 10 giugno, alla presenza di Pedro Sanchez e del Papa, si festeggerà la fine dei lavori. Almeno di quelli più grossi, perché mancano ancora una facciata intera, una scalinata e un parco.
La notizia di Martin Scorsese che decide di usare l’AI per disegnare gli storyboard dei suoi film non poteva essere accolta peggio Il regista ha annunciato una collaborazione con una start up AI tedesca. La reazione è stata notevolmente negativa.
ll governo tedesco ha approvato una riforma che equipara i club ai teatri e li protegge dalla speculazione immobiliare Si spera così di fermare la Clubsterben, la morte dei club, una crisi gravissima che in questi anni ha portato alla chiusura di decine di locali storici.
Il brand di skincare The Ordinary se la sta prendendo con l’assurdo marketing e i prezzi folli dei brand di skincare “Buy the ingredients, not the hype”, si intitola la nuova campagna del brand, in cui a prodotti di uso comune viene applicata la stessa maggiorazione di prezzo che si usa con gli ingredienti dei cosmetici.
Phoebe Bridgers ha organizzato un concerto a sorpresa al Madison Square Garden di New York e i biglietti costano un dollaro Il concerto è previsto per questa sera e varrà la solita regola a cui Bridgers tiene molto: niente telefoni.

Uno studio ha scoperto che la Statua del leone di piazza San Marco a Venezia viene dalla Cina

E a portarla in città sarebbero stati il padre e lo zio di Marco Polo, come "souvenir".

04 Settembre 2025

Dalle rive del fiume Azzurro, lungo la Via della Seta, fino a piazza San Marco a Venezia grazie al padre e allo zio di Marco Polo: secondo una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Padova, l’origine del simbolo di Venezia, la statua del leone di San Marco, sarebbe piuttosto cosmopolita e avventurosa. Nella ricerca – che verrà pubblicata prossimamente sulla rivista scientifica Antiquity – si legge che attraverso l’analisi geochimica di campioni di piombo prelevati dalla statua gli studiosi sono riusciti a scrivere almeno una parte della sua biografia.

Come spiega Angela Giuffrida sul Guardian, l’analisi degli isotopi del piombo permette di risalire, con una sufficiente sicurezza, al luogo in cui i metalli sono stati trovati e raccolti. Utilizzando questo metodo di analisi, gli scienziati hanno scoperto che il bronzo usato nella realizzazione della statua del leone è originario, appunto, del fiume Azzurro, in Cina. Ma non c’è solo questa prova a sostegno della tesi dei ricercatori dell’università di Pavia. Un’altra è la somiglianza tra i leone di Venezia e una statua molto simile che sarebbe stata posta a guardia di una tomba durante la Dinastia Tang, cioè approssimativamente tra il 618 e il 907 aC. Sarebbero stati Niccolò e Maffeo Polo, padre e zio di Marco, a portarlo a Venezia come “souvenir” di una visita a Khanbaliq, il nome con cui all’epoca era chiamata l’attuale Pechino. Una volta arrivato a Venezia, il leone sarebbe stato modificato per assomigliare di più al simbolo della città.

All’inizio, infatti, la statua sarebbe stata abbastanza diversa da come è ora. La principale differenza sarebbe stato un paio di corna che spuntavano dalla fronte del leone e che lo avrebbero reso molto simile allo zhènmùshòu, il leone guardiano dei sepolcri durante la dinastia Tang. E poi, anche le orecchie sarebbero state diverse, all’inizio: più lunghe, in particolare, e accorciate in seguito per trasformare lo zhènmùshòu nel leone di San Marco.

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