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18:21 mercoledì 24 giugno 2026
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.
C’è un’app per inviare messaggi che viaggiano alla velocità di un piccione viaggiatore Si chiama Roost e si presenta come un servizio di messaggistica "anti istantanea" per riscoprire il piacere (e la frustrazione) dell'attesa.
Ai colloqui di pace tra Usa e Iran c’è un problema: J.D. Vance continua a essere ignorato da diverse delegazioni diplomatiche Tanto che la Casa Bianca è stata costretta a diffondere un comunicato stampa per dire che non è affatto vero che Vance viene ignorato.
Secondo i climatologi, la colpa dell’ondata di caldo in Europa non è affatto del Super El Niño ma tutta degli esseri umani Stiamo pagando il prezzo di anni di crisi climatica, non basta un singolo evento climatico a spiegare l'incredibile caldo di queste settimane.
Criterion Collection farà un lussuosissimo box set di 30 DVD con tutti i film restaurati di Stanley Kubrick Conterrà tutti i suoi corti e lungometraggi in versione restaurata, più 25 ore di contenuti speciali, molti dei quali inediti e assai sfiziosi.
Per colpa di Sam Altman e OpenAI nessuno vuole distribuire Artificial, il film di Luca Guadagnino su Sam Altman e OpenAI Doveva distribuirlo Amazon, che però ha cambiato idea all'ultimo momento. Warner Bros. e Paramount lo hanno già rifiutato. E adesso del film non si sa che ne sarà.
L’Inghilterra sarà anche senza Primo Ministro, ma si è innamorata dell’hot podium guy che sistema il leggio e prova i microfoni prima delle conferenze stampa davanti a Downing Street Tradotto in italiano sarebbe "il bono del podio", unica figura stabile nella politica inglese, tanto che molti sui social lo propongono come Premier.
Olivia Rodrigo ha annunciato un festival musicale con una line up di sole artiste donne per raccogliere fondi a sostegno delle donne Si chiama Daisy Chain Fields: sul palco si esibiranno Stevie Nicks, Karen O, Chappell Roan, Mitski, Doechii, le Katseye e tante altre.

Perché i serial killer hanno tutti lo stesso tipo di occhiali

21 Marzo 2018

Se ci ricordiamo di Jeffrey Dahmer, di Dennis Rader e di Gary Ridgway – tutti assassini operativi intorno agli anni ’80 in America – è anche per i loro occhiali. Nelle foto segnaletiche diffuse dalla stampa di quel tempo i serial killer indossano tutti simili paia di lenti. Racked ha elencato tutti i più famigerati assassini seriali con gli occhiali, raccontando l’iconografia associata alle montature sottili da aviatore. Qualcuno ne ha anche preso spunto per un’inquietante moda, che va ad aggiungersi alle tante suggestioni anni ’80 in voga.

A voler interpretare la scelta estetica, sembra che le montature larghe, tartarugate o rattoppate alla meglio siano una maschera di normalità per dissimulare i propri disturbi dissociativi: un paio di lenti pulite sul naso di un serial killer diventano una metafora di indifferenza sociopatica. Ma stando alle percentuali, dice Racked, si tratta di coincidenze: più del 60 per cento degli americani usano qualche sorta di correzione visiva. È stata la cronaca nera, con la sua ossessione per i dettagli, a contribuire alla feticizzazione dell’accessorio.

Tra gli esempi più controversi c’è anche l’assassino dello Zodiaco, di cui esistono diversi identikit con gli occhiali, ma che secondo alcuni non ne portava affatto. Si crede che l’assassino, che non fu mai catturato, abbia rubato gli occhiali a una delle sue vittime prima di essere riconosciuto. In un altro caso, le montature smussate non sono riuscite a convincere dell’innocenza di Dorothea Puente, un’eccentrica signora che curava il suo cortile sul retro seppellendovi i cadaveri dei pensionanti di Sacramento.

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