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17:37 lunedì 20 aprile 2026
È stato annunciato un altro sequel di Top Gun e ovviamente anche stavolta il protagonista sarà Tom Cruise Del film si sa ancora pochissimo, ma l'unica conferma che importa davvero c'è già: Maverick non va in pensione, nemmeno a 63 anni.
Secondo il Financial Times la crisi abitativa di Milano ormai è più grave anche di quella di Londra I prezzi delle case in città sono aumentati del 57 per cento nell’ultimo decennio, mentre gli affitti sono saliti di oltre il 70 per cento.
Gli Strokes hanno usato il palco del Coachella per denunciare tutti i crimini che gli Usa hanno commesso nel mondo dagli anni ’50 a oggi Lo hanno fatto con un video in cui mostravano i colpi di Stato in Cile, Bolivia, Congo (solo per citarne alcuni) e poi i bombardamenti su Gaza e Iran.
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.

Cosa provoca, a livello cerebrale, la sensazione di essere osservati

16 Maggio 2017

A tutti capita di “sentirsi osservati”, l’espressione con cui definiamo quella sensazione che ci restituisce la consapevolezza di avere uno sguardo puntato su di noi, anche se non riusciamo a identificarlo immediatamente nel nostro campo visivo. Non è un sintomo di paranoia, anzi si tratta di un meccanismo cerebrale del tutto normale, capace di gettare luce nel campo degli studi delle neuroscienze. In sostanza, se non “vediamo” coi nostri occhi, in quei casi, con cosa vediamo?

Il canale Future di Bbc ha dedicato al tema un articolo di approfondimento, che tiene conto di alcuni esperimenti e ricerche che hanno contribuito a spiegare l’apparente contraddizione. Quando vediamo, il processo è regolato dalla corteccia visiva, un’ampia sezione posta nel retro del cervello che restituisce la ricchezza di particolari dell’esperienza. Ma la corteccia non è l’unica zona deputata a rendere possibile la vista. Chi, per un incidente o una malattia, perde l’uso della corteccia visiva, continua comunque a rispondere a determinati stimoli visivi: in altre parole, chi si percepisce non vedente in realtà “vede”, seppure soltanto in parte, grazie a un fenomeno che in medicina è definito “visione cieca”.

Scenes Of South Korea

Di recente, all’Università di Ginevra, Alan Pegna e il suo team hanno lavorato sul caso di un paziente sprovvisto di corteccia visiva per le conseguenze di un ictus, TD. A TD sono stati mostrati una serie di volti, divisi tra quelli che guardavano direttamente l’osservatore e quelli i cui occhi invece sfuggivano di lato. Uno scanner cerebrale ha dimostrato che il paziente, pur senza rendersene conto, riconosceva gli sguardi diretti: la sua amigdala segnalava un’attività straordinaria, rivelando che una parte del suo cervello si era accorto dello sguardo. Nella sostanza, questo studio dimostra che siamo in grado di registrare interiormente che stiamo venendo osservati, anche se la persona si trova defilata nel nostro campo visivo.

Immagini Getty Images
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