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Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.
La maggior parte dei visti per artisti e scienziati stranieri negli Stati Uniti sta andando a influencer e onlyfanser Più della metà dei visti riservati alle «persone che eccellono nel campo delle arti» va a a persone che di mestiere creano "contenuti" per i social.
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Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.

Perché l’Academy non vuole Sasha Baron Cohen agli Oscar?

23 Febbraio 2012

Dopo Borat e Brüno, l’attore comico Sasha Baron Cohen sta lanciando il suo nuovo film, The Dictator, sulla vita di un bizzarro dittatore mediorientale la cui estetica ricorda non poco quella di Gheddafi. Cohen sta da tempo giocando con il suo alter ego à la Saddam Hussein (ha perfino fatto le condoglianze al Popolo nordcoreano in occasione della morte di Kim Jong Il, con uno spassoso – e finto – comunicato stampa) e ciò ha pare aver impaurito l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, che organizza gli Oscar. Secondo quanto riportato dal blog di insider hollywoodiani Deadline, l’Academy avrebbe comunicato a Cohen di essere pronta a non garantirgli il biglietto per la serata qualora volesse presentarsi vestito da dittatore. “A meno che non gli assicuriamo che sul red carpet non succederà nulla di divertente, l’Academy non ammetterà Sasha Baron Cohen”, ha spiegato la Paramount Pictures, che distribuisce il film.

La notizia ha sollevato un polverone, tale da costringere gli organizzatori degli Oscar a dichiarare a The Hollywood Reporter: “Non lo abbiamo censurato, stiamo solo aspettando di capire cosa vuol fare”.

E così, tra scandalo e divertimento, prosegue la promozione del prossimo film dell’autore di Borat, che pare in grado di attirare l’attenzione dei media anche senza volerlo. Quanto all’Academy, si tratta di un precedente poco simpatico, quello di voler “censurare” un attore ancora prima che possa compiere azioni disdicevoli. Come ha scritto Nikki Finke su Deadline, gli organizzatori della serata “hanno deciso di comportarsi da dittatori nei confronti del protagonista di The Dictator. Ugh”.

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