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L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “catturare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.
Il cofondatore di Wikipedia è stato bannato da Wikipedia perché ha provato a cambiare le regole di Wikipedia senza seguire le regole di Wikipedia Larry Sanger ha proposto una riforma di tutto il sistema dell'enciclopedia online, ma a quanto pare lo ha fatto nella maniera sbagliata.
L’album “perduto” dei Deftones, Eros, è stato pubblicato online dopo 18 anni E i fan si sono divisi, tra chi ha accolto la notizia con entusiasmo e chi si è indignato ricordando la storia tragica che portò alla cancellazione di quel disco.
A Londra hanno dovuto cancellare un evento sul caldo estremo a causa del caldo estremo Un evento in cui il tema era trovare il modo di sopravvivere al caldo estremo senza stravolgere la propria vita quotidiana.
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.

La nuova ossessione dello skincare è la saponetta

05 Marzo 2019

Secondo The Cut, l’ultima novità in materia di “skincare”, ovvero di cura della pelle, sono le vecchie saponette. D’altronde, abbiamo iniziato a parlare ossessivamente di sieri, creme e integratori di bellezza almeno dal 2016, quando i tutorial di contouring raggiungevano il loro apice su YouTube e iniziavano a guadagnare spazio – soprattutto su Instagram – tutti quei marchi che avrebbero fatto del “no make up” il loro mantra.

Per potersi truccare di meno serve una pelle pressoché perfetta e questo potrebbe essere uno dei motivi per cui, azzardiamo, tutti i prodotti pensati per la cura della pelle sono diventati un vero e proprio fenomeno culturale. In questo bizzarro processo c’entrano le ansie millennial, le nuove forme di auto-indulgenza e l’allargarsi a dismisura di quel concetto di “wellness”, benessere, che ormai somiglia più a una filosofia di vita che a una pratica di bellezza. Ma come siamo ritornati, esattamente, alle saponette da bagno?

Intanto perché sono ecologiche, dice Jessica Teas nell’articolo sopracitato, e perché le nuove formulazioni sembrano aver risolto alcuni dei problemi che siamo soliti associare ai saponi (come il fatto che lasciassero la pelle di cartapesta, ad esempio). Le nuove saponette seccano la pelle molto di meno, perché spesso contengono glicerina (da non confondere con il sapone alla glicerina, però), un elemento che garantisce idratazione. Inoltre, non hanno contenitori di plastica e, in media, possono durare molto di più di un classico detergente in dispenser. Inutile dire che ci sono già molti marchi che hanno puntato sul revival della saponetta: tra Lush, Drunk Elephant, Binu Binu, Lano e Alpha H tra gli altri non avrete che l’imbarazzo della scelta.

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