Per il momento non c'è ancora una data d'uscita ufficiale, però. Sappiamo solo che il film lo potremo vedere nel 2027.
Siccome a Sandra Huller piacciono solo i ruoli difficili, nel suo prossimo film interpreterà un maschio, scrittore, morto di cancro al cervello
Il film si chiama Arbeit und Struktur ed è ispirato al diario di Wolfgang Herrndorf, morto prematuramente a causa di un tumore al cervello.
Perché far interpretare ad una donna un personaggio maschile? Forse perché c’è una strana somiglianza con il protagonista? O forse perché la sensibilità di Sandra Hüller è l’unica capace di restituire la fragilità di Wolfgang Herrndorf? E soprattutto, ha davvero senso farsi queste domande? Forse no. Eppure, la scelta di far vestire a Sandra Hüller i panni di uno scrittore maschio è la mossa forse più interessante lanciata di recente nel cinema europeo.
Le riprese partiranno all’inizio del 2027, il film si preannuncia un ritratto genderless dove a contare sarà soprattutto il talento di Sandra Hüller. La star tedesca di Anatomia di una caduta e La zona d’interesse sarà infatti il volto (e il corpo) di Wolfgang Herrndorf in Arbeit und Struktur (“Lavoro e struttura”). Alla regia ci sarà Maria Schrader, per spolverarvi la memoria, la regista di Unorthodox e She Said. «I suoi testi sono al contempo spiazzanti e confortanti. Incontrarlo come persona in un momento in cui la sua vita stava crollando, ma in cui trovava la sua voce più vera, è un onore e una prova immensa» dice Hüller.
Scrittore, illustratore e “cronista spietato della propria fine”, Herrndorf nel 2010 scopre di avere un tumore al cervello incurabile. E invece di ritirarsi, decide di aprire un blog – diventato poi un libro autobiografico – per documentare giorno per giorno la sua corsa contro il tempo. Un diario privo di qualsiasi autocommiserazione, scrive «Non ho mai capito chi si dispera di fronte all’inevitabile. Il mondo non è stato fatto per me, né io per il mondo», in cui la malattia non schiaccia mai la fame di scrittura, l’amore per gli amici e il bisogno viscerale di creare. Come scriverà lui stesso in una delle sue pagine: «Scrivere non è un’uscita di sicurezza, è la struttura. È l’unica cosa che impedisce al caos di inghiottire tutto prima del tempo».
Vedere un’attrice interpretare un uomo è un’eventualità rara ma non così rara – basti pensare a Cate Blanchett nei panni di Bob Dylan in I’m Not There o a Linda Hunt in Un anno vissuto pericolosamente. Mentre Hollywood fatica a gestire i ruoli gender-swap (pensiamo alle storiche polemiche intorno a Eddie Redmayne per The Danish Girl) al cinema tedesco sembra interessare semplicemente la performance.