Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 1500 euro.
Sally Rooney ha scritto un editoriale su Gaza per l’Irish Times
In un editoriale breve, duro e diretto pubblicato sabato sull’Irish Times, prima della visita del primo ministro irlandese Leo Varadkar alla Casa Bianca nel giorno di San Patrizio, Sally Rooney ha accusato il governo irlandese di «crogiolarsi nello splendore morale di condannare gli attentatori, pur preservando un rapporto amichevole con coloro che forniscono le bombe». Non è la prima volta che Sally Rooney si espone pubblicamente a sostegno dei diritti dei palestinesi e contro le brutalità commesse dall’esercito israeliano con la complicità degli Stati Uniti. Come ha ricordato Literary Hub, la scrittrice ha anche avuto un ruolo centrale della raccolta fondi che a dicembre ha permesso di raccogliere oltre 30 mila euro per aiuti medici alla Palestina.
A maggio del 2021, insieme a diverse colleghe scrittrici come Olivia Laing, Deborah Levy e Naomi Klein, Rooney aveva firmato A Letter Against Apartheid. Scritta da un gruppo di artisti palestinesi, la lettera chiedeva la fine della violenta occupazione e colonizzazione israeliana e, tra le altre cose, suggeriva ai colleghi artisti di astenersi dall’esibirsi in Israele fino alla fondazione di uno Stato palestinese libero e indipendente. Un’indicazione che la scrittrice aveva seguito alla lettera, rifiutando l’offerta della casa editrice israeliana Modan di pubblicare, e quindi tradurre in ebraico moderno, il suo libro Dove sei, mondo bello?. Molto probabilmente Rooney si comporterà allo stesso modo anche per Intermezzo, il suo nuovo e quarto romanzo che in Italia verrà pubblicato da Einaudi e sarà disponibile a partire da novembre (ne avevamo parlato qui).
Il nuovo film di Anders Thomas Jensen è un oggetto stranissimo che riesce allo stesso tempo a far ridere e essere inquietante, trattando con leggerezza temi come identità e memoria. Ne abbiamo parlato con lui e con la sua musa, Mads Mikkelsen.
This Music May Contain Hope è l'album con cui l'artista compie il suo coming of age parlando di dolore, crescita, guarigione, della salvezza che ognuno ha il dovere di perseguire. Appena uscito, ha già suscitato l'entusiasmo della critica.
Perché ogni volta che annunciano un nuovo adattamento di uno dei sei romanzi dell’autrice inglese è certo che lo guarderemo, anche se sarà molto simile ai precedenti e racconterà una storia letta e riletta.
Lo scopo dell'iniziativa è quello di mantenere visibile l'opera per i due anni necessari al restauro, facendo scoprire al pubblico come funziona questo delicatissimo processo.