Hype ↓
22:32 martedì 31 marzo 2026
Per la prima volta dopo quasi 40 anni, “Guernica” di Picasso potrebbe lasciare Madrid L'ultimo "spostamento" dell'opera risale al 1992. Adesso potrebbe succedere di nuovo, per ragioni che hanno anche a che vedere con la tenuta del governo Sánchez.
Delle spillette a forma di cappio sono diventate l’accessorio preferito dai politici israeliani a favore della legge sulla pena di morte ai terroristi palestinesi A sfoggiare questa spilla con il maggiore entusiasmo è stato ovviamente il Ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir.
Dopo i casi di Bergamo e Perugia, anche in Italia si sta iniziando a parlare di Nihilistic Violent Extremism Inventata negli Usa, la definizione identifica crimini commessi da giovani e giovanissimi in cui la violenza non è un mezzo per raggiungere nulla ma il fine stesso dell'azione.
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.
Un gruppo che si chiama EveryonehatesElon si sta organizzando per rovinare il Met Gala a Jeff Bezos Si tratta dello stesso collettivo che protestò contro l'occupazione veneziana durante il matrimonio del patron di Amazon, e che oggi sta raccogliendo donazioni per organizzarsi in vista dell'evento.
È vero che il Ministro della Difesa Crosetto ha negato agli Usa il permesso di usare la base di Sigonella, ma è vero anche che gli Usa il permesso nemmeno lo avevano chiesto Quando il Comando Usa il permesso lo ha finalmente chiesto era troppo tardi e Crosetto non ha potuto fare altro che negarlo.
La produttrice di La voce di Hind Rajab è riuscita a far fuggire la famiglia di Hind Rajab dalla Striscia di Gaza La madre della bambina, Wissam, e altri otto membri della famiglia sono così riusciti ad arrivare in Grecia e ottenere lo status di rifugiati.
La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.

Russia, Turchia, Isis e ribelli: chi combatte in Siria, contro chi

24 Novembre 2015

Martedì un aereo militare russo è stato abbattuto da un caccia turco in prossimità della città di Latakia. Il governo di Ankara sostiene che avesse invaso lo spazio aereo turco, mentre Mosca nega e sostiene che si trovasse sullo spazio aereo Siriano.

In ogni caso, secondo alcuni osservatori, l’episodio potrebbe essere l’inizio di uno scontro diretto di due nazioni che sono di fatto già in guerra in Siria. Mosca infatti è tra i principali sostenitori del regime di Assad, mentre la Turchia sostiene i ribelli (secondo alcuni, incluso l’Isis).

Quali sono le parti in causa in questo conflitto definito da molti una “guerra per procura”?

In Siria, si può dire, ci sono essenzialmente due conflitti separati in atto. Da un lato una guerra civile tra l’esercito di Assad e una variegata galassia di ribelli. Poi c’è la guerra contro lo Stato islamico, o Isis. Che è un conflitto (quasi) completamente separato.

Nel tentativo di fare chiarezza, il New York Times ha pubblicato recentemente una storia interattiva con molte infografiche. Ne riportiamo qualcuna.

Pariamo dalla guerra civile. Russia, Iran e Hezbollah (una milizia-partito libanese molto potente) sostengono Assad; Turchia, Usa e molti Paesi arabi sunniti (specie Arabia saudita e Qatar) sostengono invece i ribelli. Nel fronte pro-ribelli, la Turchia è la componente più attiva, con sostegno logistico, militare ed economico dichiarato.

diagram-all-1-artboard

L’Arabia saudita infatti è anche presa dal conflitto in Yemen, che richiede molte risorse, mentre il Qatar, un tempo attivissimo in Siria, nell’ultimo anno assunto una linea più a basso profilo.

La guerra contro l’Isis vede invece schierati insieme Usa, Paesi arabi sunniti, Turchia, alcuni ribelli siriani che combattono anche Assad (come i curdi, per fare un esempio), e una coalizione internazionale che include la Francia e la stessa Russia.

diagram-all-2-artboard

A volte passa l’idea che la guerra contro l’Isis sia anche la guerra a favore di Assad e viceversa. Ma in realtà la questione è più complicata: per Assad lo Stato islamico è, come lo definisce il New York Times, un «nemico  secondario» mentre i nemici principali sono i ribelli. Alcuni, specie negli Usa, sostengono che Putin non stia combattendo l’Isis, ma che i bombardamenti russi si concentrino soprattutto contro gli altri gruppi ribelli.

diagram-govt-govt

Originariamente nato in Iraq in tempi antecedenti alla guerra civile siriana, per un certo periodo l’Isis è diventato uno degli elementi nella frammentaria opposizione militare ad Assad — che include turchi, i moderati della Free Syrian Army e altri gruppi radicali islamici come al-Nusra. Ma adesso pare lo Stato islamico si scontri più che altro con altri gruppi ribelli, anche se ci sono state battaglie contro Assad.

Articoli Suggeriti
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Leggi anche ↓
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero