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Jafar Panahi ha chiesto alla comunità internazionale di intervenire in Iran per «fermare il massacro» Nel suo appello, il regista ha spiegato di temere che la repressione sia soltanto iniziato e che il peggio debba ancora arrivare.
Il Presidente della Groenlandia ha detto che se proprio i suoi concittadini dovessero scegliere tra Usa e Danimarca, sceglierebbero la Danimarca «Scegliamo la Nato. Scegliamo il Regno di Danimarca. Scegliamo l'Unione europea», ha detto Jens-Frederik Nielsen.
Bill e Hillary Clinton si sono rifiutati di testimoniare davanti alla commissione parlamentare che indaga sul caso Epstein In una lettera pubblicata dal New York Times, i Clinton hanno accusato il presidente della commissione di persecuzione ai loro danni.
La polizia spagnola ha messo a segno il più grande sequestro di cocaina in mare aperto della storia d’Europa Quasi mille chilogrammi di cocaina sono stati scoperti su una nave, nascosti sotto montagne di sale per eludere i controlli.
L’uomo che ha passato 52 anni a cercare il mostro di Loch Ness ha ammesso che il mostro di Loch Ness non esiste Adrian Shine si è dovuto arrendere alla realtà: le leggende sono solo leggende, nonostante ciò, ha dichiarato di essersi divertito moltissimo
Un misterioso youtuber ha pubblicato un video lungo 140 anni in cui non succede, non si vede e non si sente niente L'utente shinywr è diventato improvvisamente l'uomo più cercato di internet: chi è? Come ha fatto? E, soprattutto, perché?
L’app più scaricata in Cina serve ad avvisare i tuoi parenti se sei morto Si-le-ma ("Sei morto?) usa un sistema di check-in giornaliero per rassicurare i Gen Z cinesi che vivono da soli e temono di morire senza che nessuno se ne accorga.
Se esistesse un Golden Globe al Miglior meme, quest’anno l’avrebbe stravinto Leonardo DiCaprio L'attore non ha vinto il premio come Miglior attore protagonista, ma è stato senza dubbio il personaggio più commentato, screenshotato e memizzato della serata.

Russia, Turchia, Isis e ribelli: chi combatte in Siria, contro chi

24 Novembre 2015

Martedì un aereo militare russo è stato abbattuto da un caccia turco in prossimità della città di Latakia. Il governo di Ankara sostiene che avesse invaso lo spazio aereo turco, mentre Mosca nega e sostiene che si trovasse sullo spazio aereo Siriano.

In ogni caso, secondo alcuni osservatori, l’episodio potrebbe essere l’inizio di uno scontro diretto di due nazioni che sono di fatto già in guerra in Siria. Mosca infatti è tra i principali sostenitori del regime di Assad, mentre la Turchia sostiene i ribelli (secondo alcuni, incluso l’Isis).

Quali sono le parti in causa in questo conflitto definito da molti una “guerra per procura”?

In Siria, si può dire, ci sono essenzialmente due conflitti separati in atto. Da un lato una guerra civile tra l’esercito di Assad e una variegata galassia di ribelli. Poi c’è la guerra contro lo Stato islamico, o Isis. Che è un conflitto (quasi) completamente separato.

Nel tentativo di fare chiarezza, il New York Times ha pubblicato recentemente una storia interattiva con molte infografiche. Ne riportiamo qualcuna.

Pariamo dalla guerra civile. Russia, Iran e Hezbollah (una milizia-partito libanese molto potente) sostengono Assad; Turchia, Usa e molti Paesi arabi sunniti (specie Arabia saudita e Qatar) sostengono invece i ribelli. Nel fronte pro-ribelli, la Turchia è la componente più attiva, con sostegno logistico, militare ed economico dichiarato.

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L’Arabia saudita infatti è anche presa dal conflitto in Yemen, che richiede molte risorse, mentre il Qatar, un tempo attivissimo in Siria, nell’ultimo anno assunto una linea più a basso profilo.

La guerra contro l’Isis vede invece schierati insieme Usa, Paesi arabi sunniti, Turchia, alcuni ribelli siriani che combattono anche Assad (come i curdi, per fare un esempio), e una coalizione internazionale che include la Francia e la stessa Russia.

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A volte passa l’idea che la guerra contro l’Isis sia anche la guerra a favore di Assad e viceversa. Ma in realtà la questione è più complicata: per Assad lo Stato islamico è, come lo definisce il New York Times, un «nemico  secondario» mentre i nemici principali sono i ribelli. Alcuni, specie negli Usa, sostengono che Putin non stia combattendo l’Isis, ma che i bombardamenti russi si concentrino soprattutto contro gli altri gruppi ribelli.

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Originariamente nato in Iraq in tempi antecedenti alla guerra civile siriana, per un certo periodo l’Isis è diventato uno degli elementi nella frammentaria opposizione militare ad Assad — che include turchi, i moderati della Free Syrian Army e altri gruppi radicali islamici come al-Nusra. Ma adesso pare lo Stato islamico si scontri più che altro con altri gruppi ribelli, anche se ci sono state battaglie contro Assad.

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