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Da gennaio la Svezia dà un “sussidio di rimpatrio” alle persone immigrate per andarsene via dal Paese, ma finora non lo ha richiesto praticamente nessuno Il programma è partito a inizio 2026. Finora ci hanno aderito soltanto 171 persone in tutta la Svezia. I cittadini stranieri sono più di due milioni, un quinto della popolazione totale.
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.
Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il 10 per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio» L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
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Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.
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I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.

Rotting In The Sun, la morte corre su Instagram

Nel suo nuovo film, il regista Sebastián Silva interpreta sé stesso depresso alle prese con un influencer, ma la vera protagonista è l'attrice Catalina Saavedra nei panni della sua collaboratrice domestica.

di Studio
07 Novembre 2023

«Come se Roma di Alfonso Cuarón fosse stato realizzato dal John Waters di Female Trouble», così Bret Easton Ellis ha definito il nuovo film del regista cileno Sebastián Silva, presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival il 22 gennaio, su Mubi dal 15 settembre. Assiduo frequentatore del Sundance, dove è stato anche premiato – nel 2009 con Affetti & dispetti (titolo originale: The Maid), nel 2013 con Crystal Fairy & the Magical Cactus (trovate anche questo su Mubi insieme a Nasty Baby) – a 44 anni Silva ha diretto un film spassosissimo e spietato che parla del suo ruolo nella società, con particolare attenzione alla comunità gay. «Sesso, morte e Instagram»: questi gli ingredienti del film secondo il Los Angeles Times, in una recensione dal titolo “Rotting in the Sun is the horny, thorny Instagay meta-mystery you’ve been waiting for” (mentre Vulture la definisce una “Unhinged Indie Satire”).

Secondo di sette fratelli, Sebastián Silva è nato a Santiago del Cile il 9 aprile 1979 e prima di studiare per un anno alla scuola del cinema del Cile ha frequentato una prestigiosa scuola cattolica. Oltre a fare il regista è un prolifico illustratore (suoi i bellissimi disegni che adornano la casa del protagonista del film e le pagine del suo diario, oltre ad accompagnare i titoli di coda) e anche un musicista. Negli anni ha fondato diverse band tra cui i CHC (Congregación de Hermanos Contemplativos), con cui ha registrato diversi album (su Spotitfy si trovano Bastante Real del 2003 e La cosa del 2011), gli Yaia (Goor Modning, 2014) e i Los Mono, con cui ha firmato un contratto con l’etichetta discografica britannica Sonic360 (ma ha realizzato anche un album da solista, Iwannawin & Friend. Il suo primo lungometraggio, sia scritto che diretto, è La Vida Me Mata (“La vita mi uccide” in spagnolo).

Ambientato nella sua Città del Messico, Rotting In The Sun unisce dark comedy, satira e meta-fiction: Sebastián Silva interpreta il regista depresso Sebastián Silva, mentre Jordan Firstman (attore e influencer classe 1991 con quasi 1 milione di follower su Instagram) è Jordan, un influencer entusiasta e pieno di vita. Il film si apre con un tragicomico ritratto del regista in crisi: quasi sempre fatto di ketamina, Sebastián alterna l’abitudine di googlarsi da solo alla ricerca del metodo migliore per suicidarsi (lo trova: è il Pentobarbital, un veleno per cani che viene utilizzato anche per l’eutanasia umana, ma per il momento rimanda l’acquisto). Praticamente costretto a cambiare aria dal suo amico e padrone di casa Mateo, si trascina su una spiaggia nudista in una rinomata località balneare gay. Lì conosce un influencer – il vero influencer e comico Jordan Firstman, anche lui nei panni di sé stesso – che cerca di coinvolgerlo nella realizzazione di una una serie sulla sua vita dal titolo “You Are Me”.

Sebastián, regista intellettualoide che in spiaggia legge L’inconveniente di essere nati (da lì proviene anche l’esergo «Soltanto gli ottimisti si suicidano, gli ottimisti che non possono più esserlo»), lo tratta come un accollo e cerca di toglierselo di torno. Quando però in una call con Hbo si vede rifiutati tutti i suoi pitch, disperato prova a nominare l’influencer: gli occhi dei suoi interlocutori finalmente si accendono e l’idea di una collaborazione con Jordan Firstman scatena il loro entusiasmo. Peccato che quando Jordan finalmente lo raggiunge a Città del Messico per iniziare a lavorare insieme, Sebastián è sparito nel nulla e l’influencer non potrà fare che cercare di scoprire che fine ha fatto (senza perdere l’occasione per partecipare a un paio di feste). Jordan sfrutta i suoi potenti mezzi per farsi aiutare nella ricerca e pubblica un po’ di storie raccontando l’accaduto (romanzandolo un po’). I suoi follower crescono, ma di Sebastián continua a non esserci traccia.

È a questo punto che entra in gioco la Señora Vero, la vera protagonista di questo film, interpretata Catalina Saavedra (Valparaíso, 8 gennaio 1968), già vista in The Maid, in cui aveva un ruolo simile e cioè quello della collaboratrice domestica (ruolo che le è valso il Gotham Independent Film Award alla Miglior interprete emergente e una candidatura al Satellite Award per la migliore attrice). Secondo Jordan, la Señora Vero sa qualcosa sulla sparizione di Sebastián, qualcosa che però si rifiuta di dire, con la scusa di non capire l’inglese parlato dall’influencer, che insiste a voler utilizzare il traduttore sul suo telefono per cercare di comunicare, con risultati decisamente scadenti. Jordan pensa che Vero potrebbe essere una complice della fuga di Sebastián oppure che stia addirittura nascondendo il suo suicidio. In effetti il diario del regista, che Jordan trova nella sua stanza insieme al suo cellulare, sembra suggerire un gesto drammatico.

Rotting In The Sun viene definito un “black comedy thriller”: con grandissima sorpresa dello spettatore, il ritratto satirico della vita da privilegiato di un regista gay che vive in un quartiere gentrificato, si trasforma in un’estenuante, interminabile labirinto d’angoscia, potenziato dai silenzi, le smorfie, i tentennamenti e i conati di vomito di Catalina Saavedra. È molto strano guardarlo, è strano provare una fortissima ansia e, al tempo stesso, morire dal ridere.

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