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22:37 lunedì 15 giugno 2026
La Cassazione ha stabilito che se i tuoi colleghi ti causano ansia e stress il tuo capo deve risarcirti (e tanto, anche) Dopo la sentenza il lavoratore in questione è stato riassunto e il datore di lavoro costretto a pagare un risarcimento di 80 mila euro.
A Berlino ci sarà la più grande retrospettiva mai dedicata a Ryuichi Sakamoto Si intitola seeing sound, hearing time e, dopo Tokyo e Pechino, arriva finalmente anche in Europa, dall'11 settembre 2026 al 23 maggio 2027.
Timothée Chalamet ha detto che vedere i Knicks che vincono il titolo NBA è molto meglio che vincere l’Oscar «Preferisco aver vinto questo che gli Oscar», ha detto, festeggiando il titolo NBA vinto dai Knicks, 53 anni dopo il precedente.
La diplomazia iraniana avrebbe assunto degli psicologi che aiutassero i negoziatori a comunicare con Trump come si comunica con i pazienti psichiatrici E a quanto pare la decisione avrebbe portato a dei significativi progressi nelle trattative di pace.
La tomba di Immanuel Kant a Kaliningrad è diventata sorprendentemente una delle attrazioni turistiche più frequentate, fotografate e recensite su Tripadvisor C'è chi è rimasto molto soddisfatto della visita. Chi accusa Kant di essere un bluff e la sua tomba di essere noiosa. Ma in media, su Tripadvisor il filosofo se la cava bene: punteggio medio 4,3.
Il primo sciopero di tutti i lavoratori della cultura nella storia d’Italia Si fermano il personale di musei, biblioteche, archivi e teatri, insieme ai lavoratori autonomi dell'editoria, dello spettacolo e della produzione artistica e culturale.
I biglietti dei Mondiali costano così tanto che ce ne sono ancora 180 mila invenduti Persino i bagarini che li hanno comprati con largo anticipo sono in difficoltà e puri di liberarsene sono disposti ad andare in perdita.
Da quasi un anno un’associazione segnalava alla polizia irlandese i gruppi razzisti che stanno mettendo a ferro e fuoco Belfast, ma la polizia non ha fatto niente Il gruppo si chiama Accountability Project Northern Ireland e ha fatto decine di segnalazioni alle forze dell'ordine tra novembre 2025 e giugno 2026.

Quanto influisce Rotten Tomatoes sulla riuscita di un film?

27 Febbraio 2018

L’idea di Senh Duong di creare una piattaforma online di recensioni cinematografiche nel 1999 ha cambiato il modo di valutare un film. A vent’anni dal suo lancio, Rotten Tomatoes (conosciuto nel business come RT) siede tra i giudici supremi dei botteghini raccogliendo e comparando recensioni positive e negative, sintetizzate poi in un punteggio percentuale. Se un film raccoglie più del 60% di apprezzamento è classificato come «fresco», e affiancato dall’icona di un pomodoro maturo, altrimenti è «marcio». L’estrema utilità del «Tomatometer» è la sintesi di recensioni provenienti da grandi e piccole testate, allo scopo di carpire l’impressione generale del prodotto. Il Guardian ha spiegato che oggi il pomodoro è diventato così potente che spesso la vita dei film dipende dal giudizio del sito. Il «Tomatometer» compare infatti nelle ricerche Google, sui social e in alcuni siti di ticketing come AMC Theatres e Fandango (che dal 2016 ha comprato RT).

Alcuni si stanno chiedendo se il suo predominio sia un bene o un male. I giudizi online mettono in questione la propria neutralità quando cominciano a influenzarsi a vicenda, diventando un circolo vizioso (o virtuoso). A volte la questione assume aspetti sinistri, come quando Facebook ha annunciato settimane fa il blocco di una pagina che pianificava l’assalto in massa a Black Panther, bombardandolo di pollici in giù su RT. L’attacco non è andato a buon fine, ma sono tanti i film che presentano grandi disparità tra valutazioni critiche e valutazioni del pubblico.

Ad ogni modo, quando i film vanno male gli studios sono sempre pronti a incolpare Rotten Tomatoes. Il regista Brett Ratner lo ha definito «la cosa peggiore che abbiamo oggi nella cultura del cinema» e anche «la decostruzione del nostro business». Duong ha lasciato il sito nel 2007, ma la sua idea ha ancora un forte impatto, soprattutto sui film «marci». Secondo una ricerca del National Research Group di Hollywood, il 50% degli assidui cinefili controlla il sito, spesso appena prima di comprare il biglietto del cinema. Ma la correlazione con gli incassi non è precisa, e Martin Scorsese ha detto che «non ha assolutamente niente a che fare con la vera critica cinematografica».

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