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16:20 mercoledì 14 ottobre 2026
Netanyahu ha ordinato di identificare e processare i militari che hanno raccontato i crimini commessi dell’IDF in NAZA. Non per i crimini che hanno commesso, però: perché ne hanno parlato in NAZA Il primo ministro vuole sapere chi sono e chiede di incriminarli per aver danneggiato gli interessi del paese.
A Berlino c'è una app che ti fa adottare un albero e ti manda una notifica quando l'albero ha sete e lo devi innaffiare Si chiama Gieß den Kiez, mappa oltre 900 mila alberi di Berlino e dice ai cittadini quali annaffiare.
In Finlandia c’è la prima edizione del “Quietchella”, un festival in cui si va nella foresta e si sta in silenzio ad ascoltare i suoni della natura Il vero nome dell'evento è Hiljaa Fest, che significa festival in silenzio. Si tiene nel parco nazionale di Valkmusa fino al 31 ottobre e il programma ufficiale prevede esibizioni di questi artisti: vento, fagiano di monte, muschio delle torbiere e della falena rämekulmumittari.
Per sabotare anche le lezioni in DAD, gli studenti francesi stanno invitando a partecipare decine di sconosciuti che fanno un fracasso infernale finché la lezione non salta Li chiamano e-blocus: fanno girare i link delle videolezioni, in modo che diventino così caotiche che il docente non può che lasciar perdere.
Il protagonista della campagna elettorale in Brasile è diventato il “Bono della Paulista”, un ragazzo fisicatissimo che è andato a manifestare per Lula a petto nudo, con la tuta, la balaclava e la bandiera della Palestina Si chiama Israel Augusto Gomes dos Santos, ha 24 anni e vive a San Paolo. Fino a ieri aveva 380 follower su Instagram. Oggi ne ha 300 mila.
Hannah, Marnie, Shoshanna e Jessa hanno fatto una videocall per annunciare l’arrivo della nuova stagione di Girls Lena Dunham ha proposto una reunion e tutti hanno subito accettato, non prima di aver ricreato, in pochi secondi, le dinamiche disfunzionali che avevamo imparato ad amare.
In Indonesia si sono accorti che l’unico modo per diffondere gli allarmi terremoto in tutto il Paese è usare gli altoparlanti dei minareti In un Paese con centinaia di migliaia di moschee sparse su tutto il territorio, gli altoparlanti usati da muezzin sono l'unica rete di sirene già pronta.
Anthropic ha cambiato le sue linee guida perché vuole che gli utenti la smettano di insultare e maltrattare Claude Da adesso, Claude potrà troncare le conversazioni con utenti che adottano «comportamenti violenti o crudeli, prolungati e immotivati».

Ah, la terza via

Riflessioni sulle sconfitte della sinistra in Europa, la sua incapacità di guardare avanti e la marcia indietro sul riformismo.

26 Settembre 2013

Roma – Se esiste un filo sottile che lega gli insuccessi registrati negli ultimi mesi dalla sinistra in Europa con il caso dei recenti insuccessi relativi ai disastri e ai mezzi disastri del capitalismo italiano, la parola da tenere a mente è sempre quella e si chiama riformismo. Che cosa c’entrano Telecom o Alitalia con i risultati ottenuti dall’Spd in Germania e dal Pd in Italia? Proviamo ad arrivarci a poco a poco. I casi tedeschi e italiani, e le relative non vittorie ottenute dai progressisti sia qui che nel resto d’Europa, sono legate a molti fattori differenti e a un numero infinito di spiegazioni ma hanno un tratto comune che riguarda la questione del posizionamento politico della sinistra europea. Dietro le sconfitte dei socialdemocratici tedeschi e dei democratici italiani infatti, l’unico vero tratto comune che si può individuare riguarda il grande errore commesso dalla sinistra la quale, tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nostro decennio, ha pensato bene che il suo futuro fosse il suo passato, e che il suo passato fosse l’unica soluzione e l’unica risposta possibile per alimentare quell’onda rossa che avrebbe dovuto travolgere l’Europa e liberarci dalla destra brutta e cattiva guidata dalla signora Merkel e dal signor Berlusconi.

Le cose sono andate come sono andate, Berlusconi è ancora con più di un piede nel nostro governo e la signora Merkel è ancora la mamma della Germania; l’impressione è che il grande sbaglio dalla sinistra europea sia stato quello di aver rottamato, come va di moda dire oggi, una certa linea moderna, riformista e rivoluzionaria che dalla seconda metà degli anni Novanta aveva trovato un faro da seguire nel trio formato da Bill Clinton, Tony Blair e Gerhard Schröder. Quella sinistra aveva capito che il modo migliore per vincere le elezioni e per poi governare il paese era quello di costruire il proprio profilo non declinando una qualsiasi politica dell’anti (anti berlusconismo, anti rigorismo, anti merkelismo: perché oggi la sinistra o è “anti” o non è), ma era quello di rendere, molto più semplicemente, popolare il riformismo e diventare l’unica forza credibile nel saper coniugare insieme welfare, sociale, riforme e spesa pubblica disciplinata.

Una volta esaurite le suddette esperienze, gli eredi di quella sinistra hanno creduto che fosse fondamentale – per rendere accattivanti i propri progetti politici  e per far concorrenza alle destre poi arrivate al governo – non migliorare o magari aggiornare gli approcci politici (e di successo) visti in Europa alla fine dello scorso decennio ma tornare al passato, a una immaginifica età dell’oro pre-blairiana, creando così un nuovo grande collante attorno all’espressione “lotta al neoliberismo”. Il che ha portato a una conseguenza letale: tentare di vincere le elezioni non rubando gli avversari alla destra ma strizzando l’occhio all’estremità dall’altra parte. E seppure Peer Steinbrück, candidato socialdemocratico, venne scelto, ai tempi, proprio per non perdere contatto con l’elettorato centrista, alla fine, come il suo omologo italiano Peer Luigi Bersani, si è ritrovato non competitivo su quel fronte, sul fronte centrista, e in qualche modo si è buttato a sinistra, non riuscendo a declinare in forma attuale il riformismo schorederiano.

Lo slittamento verso sinistra delle sinistre europee, in paesi come l’Italia, ha generato inoltre una sovrapposizione di fatto tra la posizione del sindacato e quello del maggior partito progressista. E il caso Alitalia e il caso Telecom, in questo senso, sono stati più che significativi. In tutti questi anni la grande preoccupazione della sinistra, rispetto all’evoluzione del capitalismo italiano, non è stata quella di sviluppare e promuovere seri piani industriali, capaci di costringere gli imprenditori a fare gli imprenditori e non i giocatori con le scatole cinesi, ma è stata quella di proteggere, soprattutto, i singoli posti di lavoro, senza dare alcuna prospettiva futura alle aziende in questione. I posti di lavoro, come chiedevano i sindacati, sono stati protetti ma intanto le aziende sono praticamente decotte, tanto che quei posti di lavoro rischiano di non esserci più.

Seguendo questo tipo di politica, orientata a sinistra e prona sul fronte sindacale, il centrosinistra è rimasta schiacciato, minoritario, lontano dalla maggioranza del paese e, rottamando la terza via, si è ritrovato nella situazione in cui è oggi. Inseguire la sinistra-sinistra ha fatto ruzzolare la sinistra riformista dentro una trappola. Uscirne non è impossibile. Sarebbe sufficiente guardarsi allo specchio e togliersi una volta per tutte gli affettati dagli occhi.

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