Era amato dal pubblico, era amato dai critici, era amato dagli attori, era amato dagli sceneggiatori: Reiner è stato uno dei maestri americani, una delle più influenti e carismatiche personalità mai viste a Hollywood.
I sostenitori di Trump sono andati sotto l’ultimo post Instagram di Romy Reiner a festeggiare la morte del padre
A fomentare ulteriormente il loro odio è stata la breve didascalia del post che contiene una frase contro Trump.
Romy Reiner è la figlia di 28 anni di Rob Reiner e Michele Singer Reiner, sorella minore di Jake, 34 anni, e Nick, 32 anni, ufficialmente indagato per l’omicidio dei genitori, trovati morti domenica 14 dicembre nella loro casa di Los Angeles. L’avvocato di Nick sarà Alan Jackson, noto penalista che ha difeso anche Harvey Weinstein e Kevin Spacey. Jake e Romy Reiner non si sono ancora espressi sulla tragedia che ha coinvolto i loro genitori e il loro fratello, ma nelle ultime ore Romy si sta trovando, suo malgrado, al centro dell’orribile strumentalizzazione della morte del regista operata da Donald Trump. Se tutti abbiamo letto il suo folle e ripugnante post (ne abbiamo parlato anche qui, nel coccodrillo dedicato al regista), in cui Trump sostiene che Reiner, che lo osteggia da sempre, sia morto perché gli rodeva vedere quanti e quali successi lui stesse ottenendo alla Casa Bianca, forse in pochi abbiamo fatto caso a quello che sta succedendo sotto all’ultimo post pubblicato su Instagram da Romy.
È molto triste, dopo quello che è successo, leggere la didascalia del post pubblicato da Romy il 1 dicembre, un carousel di selfie e foto della sua famiglia in vacanza al mare: «Thankful for family, health, and followers of any age. Not thankful for the president and the state of our country». Nelle ultime ore il post è stato inondato dai commenti dei sostenitori di Trump che esprimono la loro gioia per la morte del padre della ragazza, fomentati dalla frase in cui lei si conferma allineata alle sue posizioni fortemente anti-Trump. Ma sotto a questo post c’è di tutto: discussioni tra Maga e liberal che tirano in mezzo la morte di Charlie Kirk, Maga che si vantano di essere dispiaciuti della morte del regista pur essendo Maga, persone che spronano gli utenti a segnalare i commenti degli hater (inutilmente, visto che Instagram non li elimina), commentatori che elargiscono consigli su come attraversare il lutto. L’unica osservazione saggia, forse, è quella di chi esprime la speranza che Romy Reiner chiuda il profilo o almeno disabiliti i commenti, anche se in questo momento è molto probabile che i deliri di chi commenta i suoi post su Instagram siano la sua ultima preoccupazione.
Lo ha fatto con un reel su Instagram, in cui racconta di essere affascinato tanto dal comportamento dell'animale quanto da quello di chi ne ha fatto un meme.
App, newsletter, piattaforme, servizi di ogni natura e genere: la nostra dipendenza dagli abbonamenti ormai ha anche un nome scientifico, subscription service overload. E, come per tutte le malattie gravi, c'è chi inizia a proporre e praticare cure molto radicali.