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L’anno perfetto delle Città di pianura e di Francesco Sossai si conclude con il record di candidature ai David di Donatello Sono 16 le nomination ottenute dal film, più di tutti gli altri. Adesso bisogna aspettare la cerimonia del 6 maggio.
Durante un incontro con la stampa di New York, Mamdani ha fatto tutto il suo discorso usando l’autotune In realtà era una parodia dei suoi veri discorsi, una gag a cui si è prestato in occasione dell'Inner Circle Dinner, un evento benefico organizzato dalla stampa newyorchese,
La faccia di Kris Jenner è diventata il portafortuna più usato in Cina da chi vuole diventare ricco A metà tra meme e manifesting, la faccia di Kris Jenner ha riempito i feed dei più popolari social cinesi, Weibo e RedNote su tutti.
Hermès ha fatto un videogioco in realtà aumentata per far andare a cavallo anche chi non sa andare a cavallo Il videogioco è stato presentato durante Saut Hermès, un concorso di equitazione (reale e non virtuale) che il brand sponsorizza da tempo.
La soluzione proposta dall’Unione europea alla crisi energetica consiste in lavorare da casa, fare car sharing, andare piano in autostrada e non prendere l’aereo La riunione dei Ministri dell’Energia si è chiusa senza vere e proprie proposte, ma con un surreale invito alla morigeratezza energetica per i cittadini.
Grazie alla fissazione di Hollywood per i film ambientati nell’antica Roma, il bilancio di Cinecittà è tornato in attivo Il nuovo film su Gesù di Mel Gibson, il biopic su Annibale e il nuovo Assassin's Creed si sono rivelati un toccasana per i conti di Cinecittà.
Per la prima volta dopo quasi 40 anni, “Guernica” di Picasso potrebbe lasciare Madrid L'ultimo "spostamento" dell'opera risale al 1992. Adesso potrebbe succedere di nuovo, per ragioni che hanno anche a che vedere con la tenuta del governo Sánchez.
Delle spillette a forma di cappio sono diventate l’accessorio preferito dai politici israeliani a favore della legge sulla pena di morte ai terroristi palestinesi A sfoggiare questa spilla con il maggiore entusiasmo è stato ovviamente il Ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir.

Quali sono le opere più violente della letteratura?

07 Maggio 2018

Ci sono diversi generi canonici che si contendono la violenza esplicita nella letteratura: l’horror, il giallo, a volte il thriller. Ci sono libri, però, che sono talmente violenti in alcune scene da costituire quasi un genere a sé stante. Su Lit Hub si sono impegnati a sceglierne soltanto 9.

Secondo Emily Temple, al primo posto c’è Meridiano di sangue di Cormac McCarthy, che già dalle prime pagine presenta al lettore un protagonista incline alla violenza più irrazionale. Nel libro, definito da Harold Bloom «il più grande libro scritto dai tempi di Mentre morivo di Faulkner», l’aggressività fine a se stessa diventa più intensa man mano che si procede nella lettura. Pagine impegnative anche quelle di Piercing di Ryu Murakami, il cui protagonista perverso e meticoloso immagina di pugnalare le sue vittime con un punteruolo da ghiaccio. Sempre sul filone della violenza solo fantasticata c’è American Psycho, il romanzo di Bret Easton Ellis che l’omonimo film con Christian Bale ha reso famoso nel 2000. Mentre nel film l’interpretazione è abbastanza chiara, nel romanzo è meno chiaro se le truculente fantasie del protagonista siano soltanto tali.

Di 2666, il lungo romanzo in cinque parti di Roberto Bolaño, a lasciare un segno durante la lettura è sicuramente la parte degli omicidi – per la precisione, 112 – che avvengono nel libro si susseguono nel giro di pochi anni, nella piccola cittadina di Santa Teresa. L’episodio, scrive Temple, è il cuore pulsante della narrazione. Non si esce indenni nemmeno da un romanzo apparentemente innocuo come L’uccello che girava le viti del mondo di Haruki Murakami, che in una singola scena concentra la più straziante delle torture che si possano immaginare.

Il garzone del macellaio è il romanzo di Patrick McCabe che lascia immaginare già dal titolo diverse scene sanguinolente, in un crescendo di suspence che rivela solo alla fine gli orribili crimini compiuti dal protagonista. Poi c’è La fabbrica degli orrori di Iain Banks, che parla di un piccolo assassino misogino a cui piace uccidere le vespe, e Arancia Meccanica, il romanzo di Anthony Burgess considerato ancora più violento della sua più famosa trasposizione cinematografica, diretta da Kubrick.

A concludere la lista c’è una sorta di intruso: non si tratta di un romanzo ma di un’opera teatrale di Shakespeare che, a detta di Temple, all’epoca della sua messa in scena fece addirittura svenire il pubblico. Tito Andronico è forse la sua tragedia più violenta, con tanto di decapitazioni, stupri e mutilazioni di vario genere, raccontate nel dettaglio.

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