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16:37 giovedì 26 febbraio 2026
L’avvocato di Maduro si è lamentato del fatto che Maduro non lo sta pagando per colpa delle sanzioni statunitensi al Venezuela Quando ha accettato di difendere in tribunale i coniugi Maduro, l'avvocato Barry Pollack non immaginava che avrebbe dovuto farlo gratis.
Alla prossima Biennale d’Arte di Venezia non ci sarà neanche un artista italiano A parte quella scelta per rappresentare il nostro Paese nel Padiglione Italia, Chiara Camoni.
Dopo essere stato snobbato agli Oscar, Park Chan-wook si è consolato con la nomina a presidente della giuria del Festival di Cannes Il regista torna, stavolta con un ruolo "istituzionale", al Festival che lo ha fatto conoscere a tutto il mondo: fu qui che nel 2004 presentò Oldboy.
L’Isis sta invitando i suoi miliziani a imparare a usare l’AI per diventare «jihadisti migliori» E sta fornendo anche delle pratiche guide per capire quale delle numerose AI oggi disponibile si presta meglio a ogni jihadistico proposito.
Un’artista ha passato gli ultimi 12 anni a girare un remake di Titanic identico inquadratura per inquadratura a quello di James Cameron L'opera è dell'artista cilena Claudia Bitrán, si intitola Titanic, A Deep Emotion e verrà esposta alla Cristin Tierney Gallery di New York.
Dopo la giacca dedicata agli Oasis, Lidl ci riprova con una borsa a forma di carrello della spesa La trolley bag firmata dallo studio di design di Nik Bentel si può vincere iscrivendosi a un concorso sul profilo Ig della catena di supermercati
A Milano ha aperto BAOL, la prima biblioteca a offerta libera della città, pensata per i lettori in difficoltà economiche Si trova in viale Molise n. 47 e funziona così: chi vuole prendere in prestito, prende in prestito; chi vuole comprare, paga quel che può.
Un partito dell’estrema destra polacca che si chiama Nuova speranza, come un film di Star Wars, ha dovuto cambiare nome e ora si chiama L’impero colpisce ancora, come un film di Star Wars Il curioso cambio di nome è stato necessario per evitare la cancellazione, decisa da una sentenza di un tribunale di Varsavia per questioni finanziarie.

Il genere letterario di cui non conoscevate l’esistenza

08 Ottobre 2016

Secondo la sua pagina Wikipedia, il survivalismo «è un movimento di persone o gruppi (chiamati survivalisti o prepper) che si preparano attivamente per le emergenze, future o eventuali». Ma più che «emergenze» bisognerebbe dire: catastrofi planetarie. Il prepper, secondo Rebecca Onion che ne ha scritto su Slate, è anche un nuovo genere di narrazione che si è affermato in ambito letterario: dal di fuori è accostabile al genere apocalittico – gli scenari, le storie sono più o meno quelle – ma, a uno sguardo più approfondito, le specifiche del prepper sono diverse dai canoni precedenti.

Il capostipite e il titolo più importante del genere, dice Onion, è Patriots, una serie di romanzi scritti dall’ex agente dell’intelligence americana James Wesley Rawles, di cui un titolo nel 2009 ha anche avuto un grande successo commerciale. Ambientato in un futuro prossimo, Patriots racconta la storia di un gruppo di survivalisti che fa fronte a una deleteria crisi economica globale ritirandosi in un avamposto preparato ad hoc nell’Idaho: la particolarità di titoli come questo, spiega l’autrice di Slate, è la minuzia dei particolari con cui i metodi di sopravvivenza vengono descritti; se in un romanzo post-apocalittico le descrizioni cedono il passo allo sviluppo narrativo, nella prepper fiction interi paragrafi sono dedicati a particolari tipi di attrezzatura, a specifiche marche di coltelli e a costruzioni dettagliate di rifugi.

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«Gli autori di questi libri sanno che stanno scrivendo qualcosa a metà tra un romanzo, una lista della spesa, un manuale di sopravvivenza e una guida sul campo: è  una forma del tutto sperimentale», chiosa Rebecca Onion. Il ruolo degli antagonisti in questi romanzi è affidato agli sheeple (sincrasi di “sheep” e “people”), cioè quelli che non sono in grado di badare a sé stessi nel mondo in rovina, coloro che addirittura si ostinano a sperare in aiuti esterni o nel ritorno della normalità perduta.

«La più grande differenza tra la fiction postapocalittica e quella prepper», sostiene Onion, è che la seconda prende le mosse da quel che solitamente è il punto finale della prima: se in libri come California di Edan Lepucki o serie tv popolari come The Walking Dead il senso tende a essere più o meno che in fin dei conti si può contare solo su un gruppo di ristretto di persone care (se non direttamente solo su se stessi, aumentando il disincanto), le opere prepper partono direttamente da quest’assunto. «Iniziano col cinismo, invece di arrivarci gradatamente». E il risultato è qualcosa di vagamente simile a una guida di sopravvivenza, appunto.

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