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È morto Robert Towne, uno dei più grandi sceneggiatori della storia di Hollywood

03 Luglio 2024

Nell’immensa eredità che Roger Corman ha lasciato a Hollywood c’è anche la carriera di Robert Towne, leggendario sceneggiatore morto lo scorso 1 luglio all’età di 89 anni. Towne era universalmente considerato il più grande sceneggiatore della storia di Hollywood, una fama che si era guadagnato (e meritato) grazie a Chinatown, il capolavoro di Roman Polanski con Jack Nicholson e Faye Dunaway. Chinatown ha fatto di Towne qualcosa di più di uno sceneggiatore, o meglio: ha elevato lo sceneggiatore – che nell’industria cinematografica americana era stato sempre considerato un “mestierante” – ad autore, una figura capace di fare le fortune e le disgrazie di un film. Uno status, quello di autore, che Towne ha comunque sempre rifiutato: anche quando parlava di Chinatown, l’aneddoto che gli piaceva raccontare di più era il litigio furibondo che ebbe con Polanski quando si trattò di decidere il finale. Lui, Towne, trovava troppo melodrammatico quello scelto dal regista, in cui il personaggio di Dunaway muore. Polanski non volle sentire ragioni e fece di testa sua. «E alla fine ha avuto ragione lui», ripeteva sempre Towne.

La carriera di Towne, come detto, è cominciata grazie a Roger Corman che, tirchio com’era, non chiedeva di meglio che un giovane attore disposto a lavorare in cambio di pochissimi soldi. E a lavorare non solo come attore ma pure come sceneggiatore: l’esordio al cinema di Towne fu infatti L’ultima donna sulla Terra, film del 1960 che interpretò e scrisse pure. Ma è con La tomba di Ligeia, adattamento del racconto quasi omonimo (“Ligeia”) di Edgar Allan Poe che decide di dedicarsi a tempo pieno alla sceneggiatura. A un tipo particolare di sceneggiatura, tra l’altro. Towne era infatti il più riverito degli “special consultant” di Hollywood: vale a dire che era l’uomo che veniva chiamato per aggiustare le sceneggiature che non andavano bene. E anche in questo era il migliore di tutti: Bonnie and Clyde non sarebbe il classico che tutti amiamo e rivediamo oggi se a un certo punto Warren Beatty non lo avesse chiamato per risolvere tutti i problemi che il film aveva avuto fino a quel momento.

Certo, questo non significa che quando Towne lavorasse sulle “sue” sceneggiature il suo lavoro fosse meno eccellente: tra il 1973 e il 1975 fu candidato per tre volte consecutive agli Oscar, rispettivamente con L’ultima corvéChinatown (Oscar vinto) e Shampoo. A lui devono la loro carriera tantissimi attori: tra questi, Jack Nicholson, Warren Beatty, Harrison Ford, Mel Gibson e Tom Cruise. Anche Francis Ford Coppola deve una parte del suo successo a Towne: quando nel 1973 vinse l’Oscar per Il padrino, durante il suo discorso ringraziò lo sceneggiatore per aver aggiunto il famosissimo “duetto” tra Al Pacino e Marlon Brando nel film. La scena era un’invenzione di Towne, nel romanzo di Puzo non c’era. Fu quello il momento in cui a Hollywood cominciarono a chiamarlo, definitivamente, scrittore, non più sceneggiatore.

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