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19:36 mercoledì 19 agosto 2026
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.

Dopo la pandemia gli uffici saranno irriconoscibili

18 Maggio 2020

Twitter ha da poco dichiarato di aver reso possibile, per tutti i dipendenti che lo vorranno, lo smart working perenne. Ma ci sono realtà aziendali, la maggior parte, che non potrebbero permettersi una soluzione simile, tanto che in molti stanno provando a immaginare con quali modalità sarà possibile riadattare gli spazi dell’ufficio (cubicoli o meno, è una delle alternative), che secondo Jessica Muddit della Bbc, dopo la pandemia, non saranno più quelli di un tempo.

Stando a quanto emerge dalle riflessioni di alcuni esperti, la prima fase della ripresa del lavoro in ufficio prevede di apportare modifiche semplici, basilari per proteggere i dipendenti e dissipare le paure. «Potremmo aver vissuto per anni accanto a colleghi con il raffreddore, l’influenza, la tosse, ma questa è la prima volta che la nostra generazione ha vissuto una pandemia. Ora è importante evitare che i lavoratori in ufficio siano sottoposti a rischi per la salute. Anche perché i datori di lavoro sono davvero ipersensibili al tema, essendo potenzialmente responsabili nel caso in cui le persone si ammalassero al lavoro», afferma Albert De Plazaola, direttore strategico della società di design Unispace.

«Eppure, con così tanta incertezza, è improbabile che presto vengano intrapresi importanti cambiamenti», continua De Plazola, che ha lavorato con Facebook e Yahoo, «poiché nessuno è disposto a investire una somma significativa su soluzioni che potrebbero essere definite inefficaci tra sei mesi. Quello che succederà invece sarà di vedere negli uffici piccoli cambiamenti mirati, che daranno ai dipendenti un senso di sicurezza». Come l’innesto di pannelli tra una postazione e l’altra, l’uso di “huddle rooms”, piccole stanze separate dal resto del team aziendale, attrezzate per ospitare 3/6 persone, al fine di organizzare meeting veloci, brainstorming, videoconferenze. E poi limitare il personale del 30 per cento in presenza, attraverso turni di lavoro e alternanza ufficio-casa, sospensione dell’uso delle cucine aziendali e degli spazi di pausa comuni. A più lungo termine, gli esperti prevedono inoltre che l’accresciuta consapevolezza delle società sulle malattie contagiose potrebbe inaugurare un nuovo tipo di ufficio, che tra dispenser igienizzanti, barriere e sanificazione, avrà molti elementi in comune con un ospedale.

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