Hype ↓
23:27 domenica 21 giugno 2026
Meloni e Trump s’erano tanto amati ma adesso si stanno tanto insultando Lui ha detto di essersi fatto una foto con lei «perché mi ha fatto pena». Lei ha detto che lui «si è inventato tutto». Fino a ieri andavano d'amore e d'accordo.
All’improvviso Rick Rubin ha annunciato che questo fine settimana torna in Toscana per la seconda edizione del suo Festival of the Sun Anche questa volta l'annuncio è arrivato all'ultimo momento: festival gratuito, basta prenotarsi e presentarsi domenica 21 a Colle Val d’Elsa, vicino Siena.
Persino J.D. Vance si è stufato delle deliranti uscite di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich sull’accordo di pace con l’Iran «Trump è l'unico capo di Stato al mondo solidale con Israele. Non attaccherei l'unico alleato che mi è rimasto», ha detto in conferenza stampa il Vicepresidente USA.
In Giappone sono tutti indignati per lo scandalo del “cartello del gelato”, cioè di un gruppo di aziende che si sono messe d’accordo per aumentare continuamente il prezzo del gelato Aumenti di 6 centesimi alla volta ma frequentissimi e che non avevano nulla a che fare con l'aumento del prezzo delle materie prime. Finché non se ne è accorta l'Antitrust.
Se volete trasformare casa vostra in uno spazio liminale, A24 ha fatto la carta da parati di Backrooms E costa anche relativamente poco: 60 dollari a rotolo. Una cifra accettabile per trasformare un ambiente di casa in un incubo.
La Nazionale francese ha deciso che dopo ogni gol che segna al Mondiale nello stadio deve partire One More Time dei Daft Punk a tutto volume In questa edizione del Mondiale tutte le Nazionali hanno dovuto scegliere un "inno da gol". C'è anche una playlist ufficiale che li raccoglie tutti.
Tra le opere meno conosciute di David Hockney ci sono delle bellissime illustrazioni che fece per le sue fiabe preferite dei fratelli Grimm Le realizzò nel 1969 e le tavolo vennero raccolte tutte in un volume, pubblicato un anno dopo, intitolato Six Fairy Tales from the Brothers Grimm.
A causa della crisi climatica è morto l’albero più famoso del mondo, la vecchia quercia della foresta di Sherwood La quercia, che cresceva da almeno mille anni, quest’anno non ha prodotto nessuna foglia a causa delle sempre più frequenti ondate di calore e degli eccessivi interventi umani.

Perché abbiamo voglia di leggere i classici

Liste di capolavori da preservare, saggi che rileggono le grandi opere della letteratura: la tradizione è più contemporanea che mai.

06 Febbraio 2018

Quando il mondo culturale vede all’orizzonte l’arrivo di un diluvio universale, qualcuno costruisce un’arca di Noè per stiparla di arte da salvare. Ciclicamente, in epoche storiche diverse, l’istinto di salvaguardare opere capitali spinge a tornare ai classici. Oggi, editoria e letteratura vivono nell’angoscia di un domani in cui non si leggerà più. Previsioni apocalittiche annunciano che i libri saranno reperti d’archeologia e i lettori decimati. Intanto, per attirare pubblico, l’industria editoriale ingaggia Youtuber o star di Twitter, trasforma i post di Facebook in libri di carta. In questa fase di apprensione, alcune recenti uscite in libreria sembrano cassette di sicurezza: custodiscono idee, lingue, capolavori del passato da proteggere. Aspettando il diluvio, infatti, i classici appaiono gli unici contemporanei su cui scommettere.

Un piccolo caso editoriale dell’anno scorso, un bestseller per la saggistica, è stato il libro di Andrea Marcolongo, La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco (Laterza 2016). Una vera e propria lettera d’amore con l’obiettivo di scardinare il timore reverenziale verso la lingua dei greci. Marcolongo insiste sulla attualità di una lingua considerata morta: «Nei testi greci non leggiamo più il mondo greco: leggiamo noi stessi», sostiene. Scrostato dall’erudizione, dall’obbligo scolastico, il greco garantirebbe molti vantaggi: «Sono certa che lo studio del greco contribuisca a sviluppare il talento di vivere, di amare e di faticare, di scegliere e di assumersi la responsabilità di successi e fallimenti».

Davanti alle piaghe bibliche dei social network che sottraggono tempo alla lettura e delle serie tv che si sostituirebbero alle lunghe narrazioni letterarie, sono usciti dopo l’estate due saggi con piccole liste di classici da preservare. Quando il cielo si fa cupo, infatti, ognuno stila un canone personale di opere da traghettare alle generazioni future. Alessandro Piperno ha scritto Il manifesto del libero lettore. Otto scrittori di cui non so fare a meno (Mondadori 2017). «Finché vivrò, e finché le mie facoltà intellettive mi sosterranno, – scrive Piperno – sono certo che almeno un irriducibile lettore di narrativa resisterà». Il saggio di Piperno non ha nulla di prescrittivo, né intende promuovere la lettura, anzi l’autore demolisce il mito che i libri migliorino chi li legge: invita a un uso edonistico dei romanzi. Eppure i capitoli – dedicati a Tolstoj, Flaubert, Stendhal, Austen, Dickens, Proust, Svevo e Nabokov – finiscono inevitabilmente per tradire l’intento dell’autore e trasformarsi in una summa di consigli per un lettore disorientato. Nonostante la premessa in cui si inneggia alla libertà sfrenata di cui ha diritto il lettore, queste pagine sono un manuale di istruzioni per approcciare opere immortali.

L’altro testo che compie una operazione simile è il libro di Alessandro Zaccuri Come non letto. 10 classici più 1 che possono ancora cambiare il mondo (Ponte alle Grazie 2017). Zaccuri attraversa alcuni capolavori letterari – Don Chisciotte, Robinson Crusoe, Oliver Twist, I promessi sposi, Il conte di Montecristo, Moby Dick, I Miserabili, Guerra e pace, L’idiota e Dracula – da cui ricava esperienze e insegnamenti sia per il singolo lettore che per la società intera. Un autore classico assente sia nella selezione di Piperno che in quella di Zaccuri è al centro dell’ultimo libro di Antonio Moresco. Il libro si intitola Il fronteggiatore – Balzac e l’insurrezione del romanzo (Bompiani 2017) ed è una conversazione tra lo scrittore e la francesista Susi Pietri su Balzac. Vasto e capace di mettere in salvo generi diversi è il romanzo enciclopedico di Giuseppe Montesano, Lettori selvaggi (Giunti 2016), in cui l’autore spazia da Roberto Bolaño a Maria Callas, da Kurosawa a Goethe, da Catullo a Mozart, opera-mondo pensata proprio come un’arca «per chi volesse attraversare il vorticare di tempeste contrastanti in cui siamo sballottati».

La sfida che accomuna tutti questi libri si trova descritta con precisione in un ulteriore saggio, Fare i conti con i classici (Mondadori 2017) di Mary Beard. Qui infatti l’autrice, che guida i lettori nel mondo greco-romano, tenta un confronto diretto con quella cultura. Come sempre, le minacce nascoste dentro a un diluvio universale sono in realtà semplicemente le domande che il mondo pone a se stesso quando attraversa una fase di transizione. Qualche risposta arriva a volte, instancabilmente, dal passato.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.