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Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.
Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».
Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.
Il Met Gala starebbe abbassando i prezzi perché con Jeff Bezos e Lauren Sánchez a finanziarlo nessuno ha granché voglia di andarci Dagli iniziali 75 mila dollari per l'ingresso e 350 mila per un tavolo da 10, i prezzi adesso si starebbero abbassando sensibilmente.
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Adesso anche TikTok fa la sua classifica dei bestseller Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.

Uno studio ha provato ad analizzare una vera situazione di contagio in un ristorante in Cina

21 Aprile 2020

Sono giorni di letture e riflessioni circa le ipotesi sulle prospettive per i ristoranti post pandemia. Gli stessi che, stando alle ultime direttive in Italia, dovranno probabilmente attendere oltre il 18 maggio per tornare in attività. Ed è chiedendosi in quale modo il contagio sia potuto – e potrebbe – avvenire – all’interno di un locale che il New York Times ha provato ad analizzare una vera situazione accaduta in Cina, a Guangzhou, in un ristorante in cui stavano mangiando numerosi commensali, di cui uno infetto ma che non aveva ancora sviluppato la malattia.

Come riporta il Nyt, raccontando l’episodio che verrà pubblicato sul numero di luglio di Emerging Infectious Diseases, rivista pubblicata dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti, «soltanto nove persone presenti nel ristorante, in cui stavano mangiando altri 73 commensali, sono state contagiate. A causa della vicinanza e probabilmente di uno dei condizionatori presenti, che ha disperso le particelle del virus nella loro direzione». Si tratta di un modo per comprendere alcune delle sfide e delle possibili soluzioni che i ristoranti dovranno adottare per affrontare il momento in cui potranno riaprire, «considerando che mangiare non è un’attività che può essere svolta indossando una mascherina».

D’altra parte, tutte le persone che si sono ammalate al ristorante preso in considerazione in Cina, come scrive il Nyt erano o allo stesso tavolo della persona infetta (una sessantenne insieme alla sua famiglia, che aveva lasciato Wuhan poco prima che i funzionari imponessero un blocco alla città, e che nel diagramma teso a mostrare come potrebbe essere avvenuto il contagio viene denominata “famiglia A”) o in uno dei due tavoli vicini (“famiglia C” e “famiglia B”). Il fatto che i commensali più lontani siano rimasti in buona salute suggerirebbe l’ipotesi che il Coronavirus sia principalmente trasmesso attraverso «goccioline respiratorie più grandi, che “cadono” più rapidamente delle goccioline più piccole, le quali invece si disperdono nell’aria».

Il diagramma usato per lo studio

Il diamagramma che riporoduce la disposizione dei tavoli del ristorante, in cui i cerchi rossi rappresentano le persone che hanno contratto il virus nel giro di due settimane, infettate molto probabilmente dal cerchio giallo, pone in evidenza quanto l’orientamento del condizionatore possa aver avuto un ruolo centrale, soprattutto per la “famiglia B”. «Penso che sia uno studio ben fatto, con i limiti di essere uno studio effettuato sul campo», ha affermato Werner E. Bischoff, direttore medico per la prevenzione delle infezioni e l’epidemiologia dei sistemi sanitari presso la Wake Forest School of Medicine nella Carolina del Nord. «Ma è utile per ipotizzare in quali modi potranno adattarsi i ristoranti. Orientando i condizionatori verso zone senza commensali, distanziando ulteriormente i tavoli e magari istallando luci ultraviolette germicide che potrebbero distruggere le particelle virali aeree».

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