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18:43 martedì 10 marzo 2026
Corrado Guzzanti è tornato a interpretare Vulvia di Rieducational Channel L'occasione è il “talk botanico” La pelle del mondo, un programma dedicato alle piante e alla biosfera condotto dal botanico Stefano Mancuso.
Dal 19 marzo Milano avrà una via dedicata all’anarchico partigiano Giuseppe Pinelli Prenderà il posto dell'attuale via Micene, in zona San Siro, a due passi da dove viveva. Sulla targa ci sarà scritto "Via Giuseppe Pinelli, anarchico partigiano".
L’Iran è riuscito quasi ad azzerare il traffico nello Stretto di Hormuz usando le onde elettromagnetiche contro le navi È il jamming dei sistemi di navigazione che usano il Gps, una tecnica di guerra elettronica sempre più usata ed efficace.
Wikipedia ha modificato le pagine di diverse città della Striscia di Gaza descrivendole come se non esistessero più Dalle modifiche è nata un'accesa polemica, con molti che hanno ricordato come migliaia di persone vivano ancora in quei posti, anche se distrutti.
Il bilocale che fu la prima casa di Pasolini a Roma è diventato un museo e si può visitare L'appartamento fu acquistato nel 2024 dal produttore Pietro Valsecchi, che lo ha poi donato al Ministero della Cultura.
Diecimila scrittori hanno pubblicato un libro vuoto per protestare contro le aziende che “rubano” le loro opere per addestrare le AI Si intitola Don't steal this book e tra i firmatari ci sono anche Kazuo Ishiguro e Mick Herron, l'autore di Slow Horses.
Milena Gabanelli è diventata meritatamente virale per aver detto che «Dio non ci ha ordinato di metterci a 90 gradi» davanti agli Usa Lo ha detto durante un collegamento con il TgLa7 di Enrico Mentana, rimasto anche lui piuttosto sorpreso dalla severissima uscita della collega.
L’Unione europea ha scorte di petrolio sufficienti per tre mesi e c’è chi inizia a essere seriamente preoccupato Con il petrolio che ha superato i 100 dollari al barile e lo Stretto di Hormuz chiuso, l'Europa inizia a guardare con una certa inquietudine alle sue riserve energetiche.

Uno studio ha provato ad analizzare una vera situazione di contagio in un ristorante in Cina

21 Aprile 2020

Sono giorni di letture e riflessioni circa le ipotesi sulle prospettive per i ristoranti post pandemia. Gli stessi che, stando alle ultime direttive in Italia, dovranno probabilmente attendere oltre il 18 maggio per tornare in attività. Ed è chiedendosi in quale modo il contagio sia potuto – e potrebbe – avvenire – all’interno di un locale che il New York Times ha provato ad analizzare una vera situazione accaduta in Cina, a Guangzhou, in un ristorante in cui stavano mangiando numerosi commensali, di cui uno infetto ma che non aveva ancora sviluppato la malattia.

Come riporta il Nyt, raccontando l’episodio che verrà pubblicato sul numero di luglio di Emerging Infectious Diseases, rivista pubblicata dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti, «soltanto nove persone presenti nel ristorante, in cui stavano mangiando altri 73 commensali, sono state contagiate. A causa della vicinanza e probabilmente di uno dei condizionatori presenti, che ha disperso le particelle del virus nella loro direzione». Si tratta di un modo per comprendere alcune delle sfide e delle possibili soluzioni che i ristoranti dovranno adottare per affrontare il momento in cui potranno riaprire, «considerando che mangiare non è un’attività che può essere svolta indossando una mascherina».

D’altra parte, tutte le persone che si sono ammalate al ristorante preso in considerazione in Cina, come scrive il Nyt erano o allo stesso tavolo della persona infetta (una sessantenne insieme alla sua famiglia, che aveva lasciato Wuhan poco prima che i funzionari imponessero un blocco alla città, e che nel diagramma teso a mostrare come potrebbe essere avvenuto il contagio viene denominata “famiglia A”) o in uno dei due tavoli vicini (“famiglia C” e “famiglia B”). Il fatto che i commensali più lontani siano rimasti in buona salute suggerirebbe l’ipotesi che il Coronavirus sia principalmente trasmesso attraverso «goccioline respiratorie più grandi, che “cadono” più rapidamente delle goccioline più piccole, le quali invece si disperdono nell’aria».

Il diagramma usato per lo studio

Il diamagramma che riporoduce la disposizione dei tavoli del ristorante, in cui i cerchi rossi rappresentano le persone che hanno contratto il virus nel giro di due settimane, infettate molto probabilmente dal cerchio giallo, pone in evidenza quanto l’orientamento del condizionatore possa aver avuto un ruolo centrale, soprattutto per la “famiglia B”. «Penso che sia uno studio ben fatto, con i limiti di essere uno studio effettuato sul campo», ha affermato Werner E. Bischoff, direttore medico per la prevenzione delle infezioni e l’epidemiologia dei sistemi sanitari presso la Wake Forest School of Medicine nella Carolina del Nord. «Ma è utile per ipotizzare in quali modi potranno adattarsi i ristoranti. Orientando i condizionatori verso zone senza commensali, distanziando ulteriormente i tavoli e magari istallando luci ultraviolette germicide che potrebbero distruggere le particelle virali aeree».

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