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17:31 sabato 7 febbraio 2026
Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.

Una madre su 5 si pente del nome dato a suo figlio

01 Settembre 2016

Sul suo sito, il Guardian ha riportato una ricerca le cui conclusioni sono che una madre su 5 “soffre” di un peculiare «rimpianto nominativo» e dichiara che, se potesse, cambierebbe il nome che ha dato a suo figlio. I nomi, inglesi, che più frequentemente generano ripensamenti sono risultati: Charlotte, Amelia, Anne, Daniel, Jacob, James e Thomas.

Nomi a parte, la ricerca, nonostante si riferisca a un altro Paese, può essere interessante anche per noi. Le motivazioni che vengono addotte per questo rimpianto sono varie: la più frequente (e comprensibile) è la scoperta di aver scelto un nome troppo usato (25% delle risposte); il 10% sostiene, invece, che non è adatto alla personalità del bambino; l’11% dice che non si distingue abbastanza; un altro 11% riporta che il bambino non riesce a pronunciarlo bene; un 6% non ne apprezza il diminutivo; il 3% lega il rimpianto al cambiamento subito dal nome nella percezione pubblica; l’uno si dichiara scontenta per il fatto che una celebrità ha usato la stesso nome per suo figlio.

Le idee sul nome cambiano di solito nelle prime sei settimane dalla nascita, un po’ meno spesso quando il bambino inizia a frequentare il nido o la scuola dell’infanzia, molto più raro che ce ne si accorga nel giro di un paio di giorni dopo il parto. Molto interessanti anche le testimonianze di madri che rimpiangono la scelta, riportate sul Guardian: «È stato scelto da un gruppo terroristico dopo la sua nascita», dice una. «Dopo la sua nascita, Elsa è diventato abusato per colpa di Frozen e mia figlia lo odia». «Dopo il parto ho sofferto di una tremenda depressione, le ho dato un nome molto alla moda, che si sente ovunque in giro».

Justine Roberts, fondatrice di Mumsnet, l’associazione che ha condotto la ricerca, ha commentato: «Scegliere un nome è una delle prime cose che si fa da genitori e, in qualche modo, realizzare di aver sbagliato è un grande esercizio pratico di genitorialità: fai un sacco di ricerca e di lavoro su qualcosa, cerchi di accontentare molte persone alla volta e alla fine succede che sbagli».

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