Esteri ↓
11:50 lunedì 12 gennaio 2026
Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.
La maggior parte dei visti per artisti e scienziati stranieri negli Stati Uniti sta andando a influencer e onlyfanser Più della metà dei visti riservati alle «persone che eccellono nel campo delle arti» va a a persone che di mestiere creano "contenuti" per i social.
L’unico film corto mai realizzato da Béla Tarr si può vedere gratuitamente online Si chiama Prologue, fa parte di Visions of Europe, un film collettivo del 2004 composto da 25 cortometraggi, e dura poco più di 5 minuti.
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.

Una madre su 5 si pente del nome dato a suo figlio

01 Settembre 2016

Sul suo sito, il Guardian ha riportato una ricerca le cui conclusioni sono che una madre su 5 “soffre” di un peculiare «rimpianto nominativo» e dichiara che, se potesse, cambierebbe il nome che ha dato a suo figlio. I nomi, inglesi, che più frequentemente generano ripensamenti sono risultati: Charlotte, Amelia, Anne, Daniel, Jacob, James e Thomas.

Nomi a parte, la ricerca, nonostante si riferisca a un altro Paese, può essere interessante anche per noi. Le motivazioni che vengono addotte per questo rimpianto sono varie: la più frequente (e comprensibile) è la scoperta di aver scelto un nome troppo usato (25% delle risposte); il 10% sostiene, invece, che non è adatto alla personalità del bambino; l’11% dice che non si distingue abbastanza; un altro 11% riporta che il bambino non riesce a pronunciarlo bene; un 6% non ne apprezza il diminutivo; il 3% lega il rimpianto al cambiamento subito dal nome nella percezione pubblica; l’uno si dichiara scontenta per il fatto che una celebrità ha usato la stesso nome per suo figlio.

Le idee sul nome cambiano di solito nelle prime sei settimane dalla nascita, un po’ meno spesso quando il bambino inizia a frequentare il nido o la scuola dell’infanzia, molto più raro che ce ne si accorga nel giro di un paio di giorni dopo il parto. Molto interessanti anche le testimonianze di madri che rimpiangono la scelta, riportate sul Guardian: «È stato scelto da un gruppo terroristico dopo la sua nascita», dice una. «Dopo la sua nascita, Elsa è diventato abusato per colpa di Frozen e mia figlia lo odia». «Dopo il parto ho sofferto di una tremenda depressione, le ho dato un nome molto alla moda, che si sente ovunque in giro».

Justine Roberts, fondatrice di Mumsnet, l’associazione che ha condotto la ricerca, ha commentato: «Scegliere un nome è una delle prime cose che si fa da genitori e, in qualche modo, realizzare di aver sbagliato è un grande esercizio pratico di genitorialità: fai un sacco di ricerca e di lavoro su qualcosa, cerchi di accontentare molte persone alla volta e alla fine succede che sbagli».

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