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20:44 giovedì 12 febbraio 2026
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.
Sembra proprio che la quarta stagione di Severance sarà anche l’ultima Le riprese della terza inizieranno quest'estate: dovremmo riuscire a vederla nel 2027.
Meta ha brevettato una AI che continua a postare per te sui social anche dopo la tua morte, per evitare che i follower sentano la tua mancanza Brevetto che, però, l'azienda ha detto che non ha intenzione di usare. Almeno per il momento.
Gli agenti dell’ICE si stanno lamentando su Reddit perché non gli arriva lo stipendio e non hanno l’assicurazione Il subreddit r/ICE_ERO è diventato uno sfogatoio per gli agenti dell'ICE, che a quanto pare hanno molto da dire su retribuzione e benefit.
Su YouTube si terrà una maratona dedicata a Umberto Eco, per festeggiare la fine dei 10 anni di silenzio su di lui chiesti dallo scrittore nel suo testamento L'evento si terrà in diretta streaming sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni Ets, con inizio alle 12 del 18 febbraio, ora italiana.
Pur di costringerle a usare la sua app di messaggistica, il governo russo ha improvvisamente impedito l’accesso a Whatsapp a 100 milioni di persone Tutto pur di costringere i russi a iscriversi a Max, una app molto simile a Whatsapp ma controllata dal governo stesso, ovviamente.
Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.

Le migliori scuse da inventare per evitare chiamate e videocall

23 Aprile 2020

Durante la pandemia, videochiamate e videoconferenze sono diventate una fonte cruciale di connessione sociale. All’inizio indispensabili, o divertenti, lentamente sono diventate – ammettiamolo – motivo di fastidio. Così che, mentre chi ha sempre annullato i propri impegni all’ultimo ha continuato a farlo senza porsi troppi problemi, anche virtualmente, anche gli altri hanno iniziato a rimandare i propri appuntamenti digitali, che sia con un’amica o con un gruppo di colleghi. Per questo l’Atlantic ha riflettuto sulle nuove “bugie bianche”, quelle innocue, che le persone stanno iniziando a usare per sottrarsi a una videochiamata.

«Scusate, ma devo preparare il pranzo», «oddio scusami, ma è appena iniziato un film che volevo vedere», sono solo due delle piccole scuse che Heather Jovanovic, una studentessa universitaria di 25 anni che si trova in quarantena fuori Toronto ha raccontato ai suoi amici. «Scusate ho la batteria scarica, fatemi sapere cosa vi siete detti». Perché anche in momento in cui le persone sono state private della loro interazione sociale, l’accumulo di telefonate, di aperitivi su FaceTime e delle conferenze su Zoom possono essere estenuanti, «e tra smart working, bambini, faccende domestiche, molte delle persone attualmente chiuse in casa hanno ampie scuse per continuare a non socializzare», ha spiegato Robert Feldman, professore di psicologia all’Università del Massachusetts. «Un fenomeno che sta capitando a tutti, a ogni latitudine»

Secondo Feldman, le scuse che le persone forniscono per saltare o ridurre i loro “incontri social” spesso danno la colpa a una forza esterna, come bambini o animali domestici che devono essere portati fuori. «È un modo per far capire che non è proprio colpa nostra, ci decolpevolizza». E poi «mi sta bruciando il caffè«, «ho una chiamata di mio padre in arrivo». Anche se la migliore, resta la tattica che il travel blogger Gary Leff ha appreso da un paio di amici: «Quando volevano terminare terminare la chiamata, si bloccavano per un momento il viso e il corpo, o iniziavano a muoversi a scatti, per far sembrare che il loro Wi-Fi si fosse interrotto, e poi con molta attenzione, fuori dalla fotocamera, schiacciavano l’icona per chiudere».

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