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C’è un sito in cui si possono leggere e scaricare centinaia di fanzine punk italiane degli anni ’80 Si chiama FanziNet e lo cura Paolo Palmacci, che da anni si dedica a questo progetto di recupero della memoria underground italiana.
Jonathan Ross, l’agente dell’ICE che ha ucciso Renee Good, è diventato milionario grazie alle raccolte fondi in suo favore I militanti Maga hanno raccolto la cospicua cifra convinti che Ross non abbia fatto nulla di male e che la sua vittima fosse una terrorista.
Dopo che la Francia ha rifiutato di unirsi al Board of Peace per Gaza, Trump ha iniziato a tormentare pubblicamente Macron Dalle minacce di dazi sullo champagne alla diffusione di messaggi privati, Trump sta "punendo" Macron per la decisione di non partecipare al suo progetto di ricostruzione di Gaza.
Per entrare nel Board of Peace per Gaza istituito da Trump bisogna pagare un miliardo di dollari Tutti soldi che verranno investiti nella ricostruzione della Striscia, ha giurato l'amministrazione americana.
Julian Barnes ha annunciato che il suo prossimo libro, Partenze, sarà anche l’ultimo Il romanzo uscirà il 20 gennaio anche in Italia per Einaudi. Dopo questo non ce ne saranno altri, come confermato dallo stesso scrittore.
È morto Valentino Garavani «Si è spento nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari», si legge nella nota stampa della fondazione Valentino.
Il regime iraniano avrebbe intenzione di “scollegare” definitivamente il Paese da internet e farsi la sua Rete nazionale Il modello sarebbe l'internet della Corea del Nord e sistemi simili sperimentati in Russia e Cina: chiusi, inaccessibili, efficacissimi strumenti di censura.
Britney Spears si è chiesta «da dove ca**o salta fuori» la mela di Pistoletto in Stazione Centrale a Milano L'ha scritto sotto la foto di uno sconosciuto che, senza alcun apparente motivo, Britney ha voluto postare sul suo profilo Instagram.

Richard Donner e I Goonies

Protagonista dell’era Blockbuster, è morto il regista del film più amato dai ragazzi degli anni '80.

06 Luglio 2021

È morto lunedì a 91 anni Richard Donner, un altro capitolo, proprio mentre ricordiamo Raffaella Carrà, della lista infinita di necrologi che sono diventati i giornali. Ebreo-russo, nato al Bronx, Donner è uno di quei professionisti del cinema americano che hanno rivendicato quasi programmaticamente l’idea di non essere un “autore”, pur avendo, di quel cinema, segnato profondamente la storia. «Uno dei più influenti architetti dell’Era blockbuster», ricorda Variety, «che non ha mai avuto la pretesa di essere un profondo artista cinematografico». Formazione televisiva, inizi cinematograficamente zoppicanti, fino al ’76, anno del successo di The Omen (horror satanico con Gregory Peck scritto da David Seltzer) e da lì un’infilata mostruosa. Nel ’78 dirige Superman, grande entertainment ma anche capacità di penetrare nell’immaginazione collettiva: «Se non fosse stato credibile volando, non ci sarebbe stato il film», dirà lui. Poi la saga di Arma letale che è probabilmente la cosa per cui è diventato un marchio di fabbrica oltre che un regista. Ma anche film che non diresti, come il fantasy Ladyhawke, pellicola con un discreto culto negli ’80 o il natalizio e dickensiano Sos Fantasmi.

Paradossalmente quello che meno ci si aspetta essere un film di Donner è anche il suo più amato. Un classico moderno, che per la Generazione X è una specie di esperienza di formazione, come può esserlo stato leggere I ragazzi della via Pal per un boomer e rappresenta infatti la quintessenza stessa della nostalgia per chi oggi ha tra i 40 e i 50 anni. The Goonies, quello che nella memoria collettiva si è impresso come un film della crew Spielberg, Zemeckis, Dante, Lucas e che si associa ad altri tre o quattro film dello stesso periodo d’oro e della stessa crew, come E.T.Ritorno al futuroGremlinsPredatori dell’arca perduta, entrati nella filmoteca obbligatoria dei ragazzi degli anni ’80. Quei primi film per giovani che diventavano per tutti (cosa poi all’ordine del giorno da Pixar in poi) e che comunque conserveranno la loro forza anche travalicando la generazione d’origine, per arrivare a diventare “i” film da vedere se si hanno più di 8 anni e che chiuderanno la parabola di beatificazione trasformandosi in estetica, citazione, e in Stranger Things.

Richard Donner partecipa alla celebrazione del 25° anniversario dei Goonies organizzato dalla Warner Bros. il 27 ottobre 2010 a Burbank, in California (foto di Alberto E. Rodriguez / Getty Images)

Fa strano pensare che dietro un film così emotivamente pieno di implicazioni ci fosse un regista come Donner, che non sembra aver mai ambito a impersonare la figura carismatica del produttore di sogni, ma molto più prosaicamente a essere un regista di film divertenti e di pubblico. La “crew” c’entrava eccome, però. Con Spielberg autore del soggetto e produttore esecutivo e Chris Columbus alla sceneggiatura – lo stesso schema dei Gremlins – Donner nelle parole di Spielberg veniva scelto, più che per le sue caratteristiche emotive o spirituali, appunto, per essere una specie di “bambinone”. Una delle sue idee fu quella di mostrare ai ragazzi il vascello del pirata Willy l’Orbo direttamente mentre si girava nel mitologico Stage 16 di Burbank in modo da ottenere reazioni «più autentiche» (il resto del film invece fu girato ad Astoria, Oregon, luogo dove effettivamente il film era ambientato). E le reazioni dei ragazzi sono tutte lì, infatti, da guardare. Le curiosità da riscoprire o da ricordare su quel film sono decine, dalla maglietta di Superman indossata da Sloth (autocitazione) all’apparizione dello stesso Donner in un cameo nelle scene finali (cosa che ha fatto in diversi suoi film). Ma se volete onorare la memoria di questo grande professionista della vecchia guardia, andate a rivedervi la sequenza iniziale: la fuga dal carcere della banda Fratelli incrocia i ragazzi che uno a uno si trovano a casa dei fratelli Welsh, una vertiginosa, spassosissima infilata di scene tra loro collegate che è un inno al cinema puro e semplice.

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