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09:25 giovedì 6 agosto 2026
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
Il Pentagono ha improvvisamente cambiato il modo in cui conta i morti e i feriti nella guerra in Iran Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.
Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.
I Massive Attack sono stati banditi a vita da Singapore dopo aver esposto la bandiera della Palestina durante un concerto Prima di essere espulsi hanno subìto perquisizioni e il sequestro dei passaporti. «Un'esperienza surreale», l'ha definita la band.

Ritorno a scuola?

In attesa del 14 settembre, quando riapriranno le scuole in molte regioni d'Italia, uno sguardo a cosa succede nel mondo e alle questioni aperte sul ritorno tra i banchi.

di Studio
05 Settembre 2020

La scuola è stata sin da subito uno dei nodi più difficili da sciogliere in vista della ripartenza. Su Studio ce lo chiedevamo già ad aprile, quando era chiaro che il governo non aveva un piano per far tornare bambini e ragazzi tra i banchi e le scuole d’Italia improvvisavano, in molti casi, la didattica online, complicando la quarantena e la vita quotidiana delle famiglie. Sono passati quattro mesi, e dopo un’estate trascorsa a discutere di banchi monoposto, mascherine in classe e test agli insegnanti, la data del 14 settembre è sempre più vicina.

I contagi hanno ripreso a salire dalla prima settimana di agosto, ma molti esperti – come l’epidemiologo Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri – sono piuttosto convinti che ciò non pregiudicherà il nuovo anno scolastico, mentre nelle scuole si fa quel che si può per attrezzarsi (a Roma una preside ha fatto tagliare in due i vecchi banchi per supplire alla mancanza di quelli nuovi). L’esperienza degli altri Paesi ci insegna che con la riapertura delle scuole è inevitabile l’insorgere di nuovi focolai – ne è un esempio la Francia, che ha appena chiuso 22 strutture –, ma anche che la via per contenere e gestire la situazione c’è. Abbiamo raccolto alcuni articoli che analizzano le questioni aperte della scuola italiana e raccontano come hanno fatto Cina, Germania, Francia e Messico tra gli altri a riportare gli studenti in classe.

Remuzzi: «Ecco perché la fase epidemica in Italia è sostanzialmente finita»Corriere della sera
A cercare di fugare i dubbi sulla possibilità di riaprire le scuole in sicurezza, è il professore e medico Giuseppe Remuzzi, che al Corriere della Sera ha spiegato: «La fase epidemica in Italia è sostanzialmente finita, siamo entrati nella fase della sorveglianza». Il fatto di aver trovato ancora nuovi positivi risiederebbe pertanto nella «ricerca che stiamo facendo. Più ne cerchiamo, più ne troviamo. Mi sembra normale. Il numero dei positivi non è una voce alla quale guardare con paura», ha continuato. L’esperto ha invitato quindi ha porre fine agli allarmismi dovuti all’aumento dei contagi registrato in queste settimane. 

Dilemmi morali  | Gli effetti positivi della riapertura delle scuole superano i rischi, ma non in ItaliaLinkiesta
In questo articolo si analizzano gli effetti della riapertura delle scuole sulle diverse categorie di persone, in particolare sui bambini che vengono dalle famiglie meno abbienti e meno istruite, «sono i primi vincitori, perché non sono penalizzati dalla mancanza di strumenti a disposizione per studiare a casa e da un ambiente culturalmente limitato», e poi «i bambini che vengono dalle famiglie più abbienti, i secondi vincitori, perché socializzano. Le loro famiglie e il personale scolastico sono gli sconfitti potenziali, perché corrono un rischio maggiore dei bambini a causa della natura del virus, che colpisce le persone meno giovani».

Countries in Europe Are Showing How Schools Can ReopenTime
In alcuni Paesi d’Europa, dove gli studenti sono tornati a scuola, le classi stanno sperimentando nuove strategie di insegnamento che proteggano gli alunni dalle infezioni assicurandosi al contempo che ricevano un’istruzione di qualità. Il Time ha raccontato gli ostacoli che tre di questi Paesi, Germania, Scozia e Norvegia, stanno affrontando lungo il percorso di riapertura. In Germania, per esempio, dopo i primi giorni di apertura sono stati segnalati i primi casi di contagio, e per evitare che il cluster potesse ulteriormente allargarsi, alcuni istituti hanno deciso di chiudere nuovamente e attivare modalità di didattica a distanza.

Students go back to school as China says coronavirus is under controlSouth China Morning Post
In questo reportage, che comprende le voci di diverse persone coinvolte in prima persona – studenti, professori, direttori, ecc. – la giornalista Alice Yan racconta la situazione delle scuole in Cina. La settimana scorsa le autorità hanno dichiarato che la pandemia è sotto controllo e il 1 settembre le strutture di tutto il paese, dagli asili alle università, hanno iniziato una riapertura scaglionata, che andrà avanti fino a inizio ottobre. Gli unici a non poter tornare fisicamente in classe saranno gli studenti della Regione Autonoma del Xinjiang Uygur, dove recentemente sono stati scoperti alcuni casi: per loro, il nuovo anno accademico inizierà online.

Schools Briefing: The State of Play for K-12New York Times
E le scuole americane? In questa mappa, alcuni giornalisti del New York Times hanno esaminato quali contee degli Stati Uniti potrebbero essere in grado di aprire in sicurezza scuole elementari e medie, analizzando i luoghi in cui il virus è e non è sotto controllo. Secondo la loro analisi, le aree in rosso non dovrebbero riaprire gli istituti, quelle in arancione e in giallo possono dovrebbero farlo parzialmente e quelle in verde sarebbero invece pronte a riaprire con alcune condizioni, come evitare attività ad alto rischio, indossare mascherine e mantenere il distanziamento sociale.

Rentrée scolaire : l’école confrontée au risque d’explosion des inégalitésLe Monde
Quanto accaduto nei mesi scorsi potrebbe aver generato nuove disuguaglianze che la riapertura della scuola potrebbe adesso esacerbare. Lo spiega Le Monde, aggiungendo che una delle sfide principali degli istituti sarà ora quella di valutare e ridurre le disuguaglianze causate dalla crisi sanitaria, tra famiglie che non avevano accesso a particolari tecnologie, che non sono riuscite a stare dietro ai figli, e che magari hanno attraversato momenti difficili durante il lockdown. 

In pictures: Mexico school classes resume on TVBbc News
Con il più alto tasso di vittime per Coronvorus al mondo, il Messico ha deciso di non riaprire le scuole. Ma nonostante questo l’anno scolastico è ricominciato, in casa, e poiché molte famiglie messicane non hanno accesso a Internet, le lezioni vengono trasmesse in televisione. La Bbc ha raccolto una serie di fotografie che raccontano quanto sta accadendo nelle abitazioni.

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