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In Spagna è stata costruita una nuova “superciclabile”: è lunga 2180 km e attraversa 168 Comuni Oltre che due parchi nazionali, sette parchi naturali, due geoparchi riconosciuti dall’Unesco, tutti nella regione di Castilla-La Mancha.
Uno scultore italiano ha speso 100 mila dollari per scolpire una statua di Charlie Kirk che però nessuno gli ha chiesto e nessuno vuole Sergio Furnari ha lanciato un crowdfunding per coprire i costi dell'opera (che vuole esporre a Times Square). Finora ha raccolto 8 mila dollari. Su 150 mila richiesti.
Il presidente dei Marvel Studios ha detto che Adam Driver lo chiama spesso per dirgli che non ha nessuna intenzione di fare un film Marvel Lo ha detto Kevin Feige in persona: lui e Driver si sentono regolarmente su Zoom e Driver gli dà sempre la stessa risposta, cioè no.
Ad aumentare il rischio di incendi adesso c’è anche il fatto che sui “mercati predittivi” si può scommettere sugli incendi Quanti acri consumeranno le fiamme, quali quartieri verranno raggiunti, quando gli incendi saranno domati: ci sono piattaforme sulle quali si può scommettere su tutto questo.
Barry Jenkins si unisce all’ormai lunghissima lista di grandi registi che hanno firmato una campagna per Prada La campagna si intitola Simple Stories e tra i protagonisti ci sono Hunter Schafer, Kelvin Harrison Jr, Troye Sivan e Chen Haoyu.
Un rider ha vinto il più importante premio letterario della Cina, con una raccolta di poesie sui rider della Cina Wang Jibing si è portato a casa il Premio Letterario Lu Xun con la raccolta di poesie Low Flight, basata su 200 interviste fatte a colleghi rider.
Mamdani ha detto che farà tutto ciò che è in suo potere per far arrestare Netanyahu quando andrà a New York a settembre Ha detto anche che lui non ha l'autorità per farlo, ma "sfida" il governo federale, cioè Trump, a eseguire l'arresto.
Per celebrare la memoria di Sam Neill i fan stanno comprando tutte le bottiglie del vino che Sam Neill produceva Two Paddocks, il vino che l'attore produceva in Nuova Zelanda, è passato dal 423° al 5° posto tra i vini più venduti del Paese, un aumento del 1828 per cento.

Renga però andava forte in Slovenia

Giro di pareri tra la stampa estera (Slovenia, Russia, Bulgaria, Francia...) presente al Festival di Sanremo: una lente alternativa per capire quale sia la percezione della canzone italiana fuori dai confini.

23 Febbraio 2014

Sanremo – Vuoi perché, tra quelli in gara, è il più vicino all’idea classica di maschio nostrano, vuoi per le tonalità melodiche della voce, ma in Slovenia (come si pensava sino alla vigilia anche in Italia) Francesco Renga è stato tra gli artisti preferiti di questa edizione del Festival. «Anche Arisa piace molto» mi spiega – prima di sapere che avrebbe poi vinto – Katja Pisot, che è inviata a Sanremo per Radio Capris, un’emittente privata che trasmette nella regione costiera della Slovenia.

Katja fa parte della nutrita truppa di giornalisti stranieri accreditati al Festival: la loro presenza è una costante della kermesse, tanto che un’intera ala della sala stampa (quella nobile, quella del Roof) è dedicata a loro.

Le delegazioni più numerose sono ovviamente quelle dei Paesi confinanti: Francia (ma va considerato che quest’anno tra i super ospiti ci sono la gloria nazionale Laetitia Casta e anche Claudia Cardinale), Svizzera (con la celebre Rsi che ha programmi di altissima qualità) e appunto Slovenia. Girando tra i banchi della sala stampa, però, si potevano vedere giornalisti russi (tra cui un corpulento cronista che parla a stento l’italiano e l’inglese e tutti si chiedono cosa capisca e cosa faccia qui, ma tant’è), inglesi rumeni, ungheresi, russi, austriaci e tra gli accreditati c’e anche Radio Tunisia.

«Sono al settimo Festival – dice Katja – e sì, mi diverto ancora, anche se come sai a stare qui ci si stanca molto». A questo festival Katja ha avuto quattro edizioni del radionotiziario al giorno, la prima alle 8,40 del mattino, e le altre lungo la giornata. Non era raro trovarla in un angolo o in un corridoio mentre col suo microfono arancione registra – in lingua slovena – i servizi da trasmettere.

«Ma per ciò che riguarda la Slovenia va fatta una distinzione tra litorale e interno: il litorale, che è la parte direttamente confinante con l’Italia, riceve la vostra tv, quindi il background musicale è molto simile». Tradizione melodica? «Certamente: Pausini, Ramazzotti, Zucchero.. ma tanto anche Fabrizio De André, infatti anche suo figlio Cristiano è molto seguito». È musica che piace anche a te? «Sí: mi piacciono Guccini e Gian Maria Testa».

Un’altra parte di inviati stranieri, invece, è venuta qui con accrediti, come dire, più o meno teorici. Si tratta di persone che sono al Festival più per passione che per lavoro, e che a Sanremo sono quasi per vocazione volontaristica. L’altro giorno una signora rumena ha preso il microfono in sala stampa per manifestare tutto il suo amore per Enrico Brignano, che ha risposto cordiale e divertito tra gli applausi degli altri.

Ma che Italia si vede attraverso la lente del Festival, dalla Slovenia? «Ma, sai, l’idea dell’Italia in generale noi l’abbiamo a prescindere: Sanremo è la festa, è il trionfo della vostra canzone, che è un po’ come il cibo e la cultura, uno dei vostri punti forti che si esporta facilmente, anche da noi». Renzi? «È giovane, vediamo».

Insomma: il Pippero di Elio (a proposito: 1992, sono passati 22 anni) è un gioco lontano, qui – tra professionisti e non – il Festival lo si prende molto sul serio. E comunque, scherzi a parte, la Radio Nazionale Bulgara c’era: «Sì, lo so cosa vuoi sapere. Ma ti confermo: Ramaya adesso si può ballare anche da noi».

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