Hype ↓
05:13 sabato 7 febbraio 2026
Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.

Nel Regno Unito si sta parlando di un patto per vietare ai minori di 14 anni l’uso del telefono

07 Ottobre 2024

“Quanto fanno male gli smartphone ai ragazzi?”, ci chiedevamo in questo articolo tratto dal numero 59 di Rivista Studio, tutto dedicato agli adolescenti di oggi (ma anche nella puntata del nostro podcast Stilnovo dedicata all'”overparenting”). Secondo un libro di cui si è parlato molto negli Stati Uniti, e che avevamo letto per l’occasione, la risposta era chiara e netta: moltissimo. Il saggio in questione, scritto dal sessantenne Jonathan Haidt, docente di psicologia sociale alla Stern School of Business della New York University e firma dell’Atlantic, è ora disponibile anche in italiano grazie a Rizzoli. La generazione ansiosa, Come i social hanno rovinato i nostri figli se la prende, in realtà, più che coi social, soprattutto con gli smartphone, gli strumenti che permettono a bambini e ragazzi di vivere costantemente connessi ai social e internet. Secondo Haidt i ragazzini sono stati esposti troppo presto a questi strumenti del demonio, ne sono diventati dipendenti e, crescendo, hanno sviluppato ansia, depressione, disturbi mentali legati alla percezione della propria immagine (soprattutto nelle femmine) e alla sessualità (soprattutto i maschi). Se in molti hanno criticato il libro per il mondo in cui tende a “semplificare” le ragioni della crisi di salute mentale tra i giovani, dando tutta la colpa sui cellulari, tanti altri, soprattutto genitori, hanno accolto con grande apprensione gli avvertimenti di Haidt, pregando le scuole e istituzioni di seguire le sue indicazioni, tra cui vietare ai ragazzini di usare i telefoni a scuola e impedirne l’uso ai minori di 14 anni.

Ora, come riporta il Guardian, sembra che queste proposte inizino a prendere concretamente forma: nel Regno Unito si sta infatti seriamente parlando di un patto per vietare ai minori di 14 anni l’uso del telefono. Come sa chiunque abbia figli in età scolare, infatti, è davvero difficile vietare qualcosa se tutti gli altri possono farlo: il rischio è quello di condannare i ragazzini al ruolo dell’outsider. Proprio per evitare questo effetto a catena, il movimento Smartphone Free Childhood (SFC) ha proposto ai genitori di allinearsi e decidere tutti insieme di non dare i dispositivi ai bambini fino a quando non hanno almeno 14 anni. Migliaia di genitori hanno visto un’opportunità per raccogliere supporto morale per le discussioni imminenti. La classifica dei firmatari riporta i nomi delle scuole ma non identifica i genitori o i bambini.

A lanciare l’iniziativa è stato un gruppo Whatsapp formatosi qualche mese dopo la fondazione del movimento SFC, creato da due amiche, Daisy Greenwell e Clare Fernyhough, che cercavano di sostenersi a vicenda nella loro decisione di rimandare l’acquisto di smartphone per i loro figli. Il gruppo Whatsapp si è trasformato in una rete che si è espansa in tutto il Regno Unito e ha reso possibile la campagna di iscrizione al patto. Un quarto delle scuole britanniche ha aderito, con le prime 30 iscrizioni dominate dalle scuole primarie. Circa 37.000 genitori hanno firmato, rappresentando più di 56.000 bambini.

Nel suo pezzo “Gioventù scollegata“, pubblicato a dicembre 2023, Arianna Giorgia Bonazzi parlava della versione italiana di questo patto: «Stefano Boati, padre di quattro bambini e promotore a Milano del patto Aspettando lo smartphone, mi spiega che il movimento nasce da una sfida educativa inedita: è la prima volta nella storia che dei genitori si trovano a dover decidere come comportarsi con figli connessi, perché quando erano bambini loro questi strumenti non esistevano. Alla base dei patti c’è il ribaltamento della retorica dell’accesso generalizzato a internet come momento di democratizzazione: se durante la pandemia, infatti, l’idea di avere un dispositivo per non restare esclusi reggeva, dato che istruzione scolastica e relazioni scorrevano solo su canali virtuali, oggi sono i ragazzi delle famiglie educativamente più povere a ricevere il telefono per primi, e ad esservi poi abbandonati senza sorveglianza».

Articoli Suggeriti
Tra le centinaia di giornalisti licenziati improvvisamente dal Washington Post ce n’è una che lo ha scoperto mentre lavorava per il giornale in una zona di guerra

La corrispondente Lizzie Johnson ha scoperto di essere rimasta senza lavoro mentre scriveva dal fronte ucraino, al freddo e senza corrente.

In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi

Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.

Leggi anche ↓
Tra le centinaia di giornalisti licenziati improvvisamente dal Washington Post ce n’è una che lo ha scoperto mentre lavorava per il giornale in una zona di guerra

La corrispondente Lizzie Johnson ha scoperto di essere rimasta senza lavoro mentre scriveva dal fronte ucraino, al freddo e senza corrente.

In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi

Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.

Per capire gli Epstein Files non serve credere ai complotti, basta sapere cos’è il classismo

Nella vicenda non c'entrano nulla le cervellotiche cospirazioni di Internet. Quella che stiamo scoprendo è la storia più vecchia del mondo: persone ricche e potenti che si convincono di essere intoccabili. Finché non lo sono.

A San Francisco hanno organizzato una manifestazione in difesa dei miliardari ma non si capisce se sia un’iniziativa seria o una burla

L'obiettivo (pare) è proteggere i miliardari residenti in California da una proposta di patrimoniale del 5 per cento sui patrimoni dal miliardo in su.

Un uomo ha tentato di far evadere dal carcere Luigi Mangione usando un forchettone da barbecue e una rotella tagliapizza

L'improbabile colpo tentato da un ex pizzaiolo noto alle autorità si è concluso con la sua incarcerazione nella stessa prigione di Mangione.

Sedicimila dipendenti Amazon hanno scoperto di essere stati licenziati con una mail inviata per sbaglio dall’azienda

È il secondo grande licenziamento deciso da Amazon, dopo quello di ottobre 2025 in cui avevano perso il lavoro 14 mila persone. Anche stavolta, c'entra l'AI.