Hype ↓
19:28 venerdì 4 settembre 2026
C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.

Raffaella Carrà vista dai giornali stranieri

06 Luglio 2021

Era solo novembre 2020 quando in un articolo per i sessant’anni di carriera di Raffaella Carrà, il Guardian l’aveva definita «l’icona italiana che ha insegnato all’Europa le gioie del sesso». «Dagli anni ’50 in poi», scriveva Angelica Frey, «Carrà ha rappresentato una tripletta che sapeva ballare, cantare e recitare e che ha avuto un’influenza impareggiabile nella musica italiana e nella cultura pop anche fuori dai confini». C’è anche il Guardian ovviamente tra le testate estere che oggi hanno ricordato “la Raffa”, da poco scomparsa. «Carrà è meglio conosciuta nel Regno Unito per il suo singolo “Do It, Do It Again” [cioè “A far l’amore comincia tu”, ndr], che raggiunse il numero 9 nel 1978 e rimase 12 settimane in classifica», scrive ora la testata inglese a distanza di pochi mesi. «Ha avuto un successo molto maggiore in Italia, dove è stata descritta nel 1984 dalla rivista l’Espresso come: “Più applaudita di Pertini, più richiesta di Michel Platini, più miracolosa di Padre Pio”».

Tantissimi i ricordi anche fuori dall’Italia, quindi, per una donna divenuta icona anche in Spagna grazie a un altro spettacolo di varietà, La Hora de Raffaella, e in Sud America dopo essersi trasferita a Buenos Aires nel 1979. Se oggi la Spagna le dedica grande spazio (è il caso della versione online de La Vanguardia, che in apertura ha la foto di Raffaella Carrà, e il titolo: “Morta a 78 anni Raffaella Carrà, cantante iconica”, così come hanno fatto anche El Pais, El Mundo in un pezzo “Raffaella Carrà, mancherai tantissimo al mondo” e il giornale sportivo Marca che le ha dedicato l’apertura), il cordoglio nel Paese è arrivato anche dalla politica – soprattutto dal premier spagnolo Pedro Sanchez, che su Twitter ha scritto: «Raffaella Carrà è stata una donna che ha ispirato a varie generazioni felicità, coraggio e impegno. La sua musica ci ha rallegrato il cuore, il suo spirito libero ci ha riempito l’anima». In Sudamerica, il quotidiano El Clarìn la ricorda come «La cara amica di Maradona».

Europa e non solo: elegante, carismatica, e con un inglese perfetto, nel 1985 conquista anche il pubblico americano da quando fu ospite (si può vedere qui) al Late Night with David Letterman. Variety, ripercorrendone la vita, ne scrive ora: «Carrà ha cantato e ballato in Canzonissima, in cui sulle note di “Ma Che Musica Maestro” ha indossato un abito osé, diventando la prima donna a mostrare il suo ombelico in TV in Italia e scatenando un putiferio dal Vaticano e un conseguente tentativo di censura. Ma Carrà non è mai stata una delle tante donne i cui corpi sono stati sfruttati nella televisione italiana. Al contrario, è diventata un simbolo di emancipazione femminile». Deadline l’ha ricordata invece soprattutto per il suo ruolo in Express di Von Ryan del 1965, in cui recitava accanto a Frank Sinatra: «Poco dopo essersi trasferita negli Stati Uniti nel 1965, ha firmato con la 20th Century Fox e ha ottenuto un ruolo da protagonista al fianco di Frank Sinatra nel film drammatico sulla seconda guerra mondiale del regista Mark Robson Von Ryan’s Express. Tornata in Italia negli anni ’70, divenne famosa per il suo stile disinibito, e la prima vera icona gay».

A premere su questo aspetto e su quanto sia stato importante il suo ruolo nella liberazione dei costumi italiani, dal piccolo schermo a quanti la guardavano in casa, anche il Washington Post: «Con abiti spesso sexy – audaci per gli standard della TV di stato in un Paese in cui il Vaticano esercita una notevole influenza – Carrà ha anche il merito di aver aiutato le donne italiane ad essere più sicure del proprio corpo e della propria sessualità. […] Ma sapeva anche essere di una classe devastante nel suo abbigliamento e nei suoi modi», e poi continua riprendendo la carriera e il ricordo che di lei ha condiviso la classe politica italiana. «Ha scandalizzato i telespettatori conservatori con una canzone di successo del 1971, “Tuca, Tuca”, una giocosa rielaborazione delle parole “touch, touch”, in italiano “tocca, tocca”, che ha cantato mentre muoveva le mani su e giù sui corpi di vari uomini». Mentre il Sun intanto si chiede ancora come sia morta, forse l’omaggio più bello resta comunque in quell’articolo del Guardian ormai divenuto famoso. «Raffaella Carrà è stata una pioniera che ha aiutato le persone a vivere vite più appaganti, ballando e cantando su ritmi a cui nessuno che abbia sangue nelle vene può resistere […] e donando a tutti il senso della libertà».

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.