Hype ↓
20:14 venerdì 17 aprile 2026
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Ferito a morte è ancora il romanzo migliore per capire Napoli

Raffaele La Capria è morto a 99 anni: di lui resterà soprattutto il romanzo con il quale vinse lo Strega nel 1961, grande opera del Novecento italiano e chiave ancora attuale per interpretare una città facilmente equivocabile.

27 Giugno 2022

L’hanno detto e lo diranno tutti che Raffaele La Capria, morto il 26 giugno a 99 anni, è stato uno dei grandi scrittori italiani del Novecento. Meno pacifico, forse, che Ferito a morte sia il più compiuto romanzo moderno (e modernista) della nostra letteratura, cosa di cui invece personalmente sono parecchio convinto. Premio Strega nel 1961, uscito per Bompiani, quando lo scrittore era alla soglia dei quarant’anni, si può dire che sia per il romanzo italiano qualcosa a metà tra il nostro Grande Gatsby e il nostro Ulisse. Sperimentale e non indifferente alle influenze letterarie internazionali, ma nient’affatto illeggibile; intellettuale ma non intellettualistico; stilisticamente esaltante, è non solo il Bildungsroman italiano (programmatico fin dall’epigrafe) per eccellenza, ma anche il testo che ancora oggi resta la migliore chiave per capire una città difficile e facilmente equivocabile come Napoli, e tenersi alla giusta distanza dalle sue illusioni.

Oggi risfogliando qualche sua pagina, dopo aver appreso della morte dello scrittore, sono rimasto quasi turbato da quanto ancora continui a parlarmi. Mentre mi è sembrato strano che i due principali quotidiani italiani abbiano entrambi titolato, quasi con un copia e incolla, “morto lo scrittore che aveva Napoli nell’anima”: ironicamente è un’associazione opposta alla visione nitida, anti-retorica, borghese (nel senso migliore del termine) che lo scrittore ha avuto della città. Anche perché, come nel citatissimo È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, che ad alcuni è sembrata una rilettura quasi pedissequa, in chiave contemporanea, di quel romanzo, Ferito a morte è la storia, che procede attraverso una stratificazione di flashback, di una fuga da Napoli. È la storia dell’occasione mancata di una città di essere normale e delle migliaia di occasioni mancate di chi ci nasce. Ed è, soprattutto, la storia “di chi fugge e di chi resta”, di quelli che riescono a trovare la propria identità solo al di fuori di confini così fagocitanti e di quelli che al contrario non riescono a concepirsi se non dentro la “foresta vergine”. Un confronto che ritorna spesso nelle pagine, come nel dialogo che si svolge sulla spiaggia di Positano («Quando fu? Estate cinquantasei? Cinquantasette?»), tra Massimo, la voce narrante, e Sasà, suo vecchio amico, che rende l’idea alla perfezione:

«Quando mi fu vicino mi domandò: – Sei stato malato?

– No, lavoro a Roma.

Erano tre anni che lavoravo a Roma, tre anni che ero scomparso dalla circolazione, e lui: sei stato malato?».

Fuori dal romanzo, la necessità di stabilire una distanza, non solo per la propria esistenza, ma anche per pulire lo sguardo che serve per raccontare, ha riguardato, oltre allo stesso La Capria, altri importanti scrittori napoletani (Ermanno Rea, Domenico Starnone), per non dire di notissimi artisti, registi, musicisti (Sorrentino, appunto, ma persino Troisi e Pino Daniele), che hanno fatto la storia della cultura della città. Ci si potrebbe spingere a teorizzare che raccontare Napoli nel modo più limpido è possibile solo se ce ne si allontana. La Capria ha raccontato questa condizione, che se non è l’emblema della napoletanità (parola orribile), poco ci manca. E poi l’ha impastata con il rimpianto e la nostalgia, il cielo azzurrissimo a contrasto con le scure profondità marine, le promesse dell’Italia postbellica e il suo eterno provincialismo.

Ovviamente lo scrittore è stato anche molto altro, e questo non è un vero coccodrillo che ne elenca le gesta e le opere, che da quel momento in poi saranno soprattutto fatte di scintille di intelligenza, frammenti, riuscitissimi saggi personali e tentativi narrativi disconosciuti, ma più che altro un invito a rileggere questo romanzo in un momento in cui, da qualche anno, Napoli vive un’ennesima rivalutazione, culturale e turistica. Non ho più avversità verso le stilizzazioni esotiche, verso gli italiani che scoprono Napoli fuori tempo massimo e che ti chiedono perché non sei rimasto lì, mi piacciono sia Liberato che i Nu Genea (e in fondo anche le gaiole di Liberato e i marechià dei Nu Genea potrebbero essere eredità lacapriane), ma se dovessi consigliare una cosa, una sola cosa, per capire Napoli, io direi Ferito a morte.

Articoli Suggeriti
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss

S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.

La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere

Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.

Leggi anche ↓
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss

S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.

La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere

Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.

Il caso 137 è un viaggio angosciante nel cuore di tenebra della polizia

Il nuovo film di Dominik Moll, appena uscito nelle sale e tra i più discussi nello scorso anno in Francia, affronta uno dei temi più difficili di questa epoca: se le violenze della polizia sono un male sistemico, qual è la cura? Ne esiste una?

Per Madame è iniziata l’era del Disincanto

Dopo un silenzio di tre anni, Madame torna con un nuovo disco, Disincanto, e un nuovo punto di vista sul mondo. L'abbiamo intervistata per la nostra nuova digital cover e con lei abbiamo parlato di musica da 24enni, fotografia, chimica, polline e alberi belli.

Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film

Molti sono ancora confusi da First Light: la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma che non c'entra niente con il prossimo film di 007.

Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari

Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.