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11:34 venerdì 11 settembre 2026
Che siano un record o meno poco importa, i 25 minuti di applausi per NAZA sono il momento più importante di questa Mostra del Cinema È l'unico documentario in concorso per il Leone d'Oro e il titolo viene da un acronimo militare israeliano usato in modo eufemistico per indicare i civili che si prevede di uccidere durante un attacco.
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.
Il crossover tra A24 e Dior sembra strano ma in realtà ha perfettamente senso sia per A24 che per Dior Per i prossimi due anni il brand diverrà main partner del Cherry Lane Theatre di New York, istituzione centenaria acquisita da A24 nel 2023
Il nuovo corto di Maison Margiela sembra il trailer di un film di Dario Argento Si chiama Anonymity e ricorda molto Suspiria, sia per alcune scene che per la colonna sonora che cita le musiche dei Goblin.
Mamdani ha reso pubbliche 170 mila pagine di report, dichiarazioni e indagini sulla qualità dell’aria dopo l’attentato alle Torri Gemelle Quattro amministrazioni comunali diverse hanno tenuto quelle carte fuori dalla portata del pubblico, del Congresso e del consiglio comunale, mentre i funzionari continuavano a definire l'aria sicura e accettabile. Ora sono consultabili online.
Per la prima volta un’AI ha progettato virus mai esistiti in natura e perfettamente replicabili in laboratorio Una scoperta potenzialmente molto utile per la medicina ma con dei lati inquietanti, per via delle possibili applicazioni dei virus come armi biologiche.
Presto potremo ascoltare l’ultimo brano inedito di Gino Paoli: l’avrebbe dovuto cantare con Ornella Vanoni Si chiama "Quando ti rivedrò", farà parte della nuova edizione di Appunti di un lungo viaggio, nel catalogo Sugar, e uscirà il 23 settembre nella notte tra i compleanni di Ornella Vanoni e Gino Paoli.

A Roma e Firenze si terranno i raduni dei gratuitisti, “allievi” di Mark Fisher che vogliono la settimana lavorativa di 24 ore, salario minimo di 1560 € e reddito di base universale

Rispettivamente il 12 e il 13 giugno, due incontri a base di un po' meme, un po' di politica e un po' di filosofia per immaginare un mondo postlavorista.

09 Giugno 2026

Lavorare stanca (e ci costa troppo). Il prossimo venerdì 12 giugno, alle ore 17, a Roma, e poi il 13 giugno, sempre alle 17, a Firenze, si terranno degli incontri pubblici dedicato al progetto politico del gratuitismo e del post-lavorismo. L’appuntamento nasce come un momento di confronto aperto e si rivolge a tutti coloro che si riconoscono in una serie di proposte economiche e sociali radicali, sintetizzabili nella richiesta di una settimana lavorativa di 24 ore, un salario minimo di 1.560 euro al mese, un reddito di base universale e l’accesso gratuito ai sei bisogni fondamentali dell’individuo, essenziali per l’integrità della dignità umana: casa, cibo e acqua, salute, istruzione, energia e trasporti. 

Il movimento contesta l’attuale organizzazione del lavoro e della distribuzione della ricchezza, sostenendo che l’odierna abbondanza tecnologica e produttiva renda superflua l’attuale quantità di ore lavorate. Il gratuitismo – o accelerazionismo gratuitista – è una corrente politica nata sul web che unisce l’accelerazionismo di sinistra (credere che l’automazione e lo sviluppo tecnologico siano utili per liberare l’umanità dalla schiavitù del lavoro) all’estetica comunicativa del “cute accelerationism”, un’estetica ipercolorata fatta di meme e grafiche pop.

In questo modo, l’utopia postlavorista si trasforma in un trend virale e desiderabile, usando la leggerezza di internet come un cavallo di Troia per provare a diffondere teorie che immaginano una diversa organizzazione della società e dell’economia. Le teorie dei gratuitisti sono largamente ispirate da Mark Fisher, in particolare al concetto di iperstizione, termine filosofico che indica un’idea o una finzione capace di materializzarsi e diventare reale attraverso la sua stessa diffusione e l’esercizio del desiderio collettivo. E, ci permettiamo di aggiungere noi, chi non desidera un mondo in cui si lavora 24 ore alla settimana, in cui il minimo che ci si vede versare ogni mese sul conto in banca è 1.560 euro e in cui, nella peggiore delle ipotesi, si può fare affidamento sul reddito di base universale. 

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