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12:04 mercoledì 20 maggio 2026
Se siete in Sicilia e incontrate Mick Jagger, sappiate che è lì perché interpreta il padre di Josh O’Connor nel nuovo film di Alice Rohrwacher La sua parte però sarà piuttosto breve, poco più di una scena accanto a Kyo, il personaggio interpretato da Josh O'Connor.
Il prezzo del desideratissimo Royal Pop di Swatch e Audemars Piguet è già crollato ma era assolutamente prevedibile Molti reseller stanno dunque scoprendo solo ora che passare ore in fila ad aspettare forse non è stata la più sensata delle decisioni.
Cate Blanchett produrrà l’adattamento cinematografico di Fashionopolis, il famosissimo libro-denuncia sul fast fashion di Dana Thomas Lo farà con la sua società di produzione, Dirty Films. Il film verrà scritto (e co-prodotto) dalla stessa Dana Thomas e diretto da Reiner Holzemer.
La Presidente irlandese Catherine Connolly ha detto di essere orgogliosa di sua sorella Margaret, medico di bordo della Global Sumud Flotilla arrestata dalle forze armate israeliane Lo ha detto durante un incontro con re Carlo a Buckingham Palace. E ha aggiunto di essere anche «molto preoccupata».
Sta per uscire un gioco da tavolo in cui interpreti un lavoratore che deve sopravvivere alla vita in ufficio senza andare in burnout Si chiama Burnout e lo hanno ideato due ragazzi che hanno lasciato il loro lavoro per dedicarsi solo al game design. E anche per scampare al burnout.
Dopo 55 anni di oblio e censura, a Cannes verrà finalmente presentata la versione restaurata de I diavoli di Ken Russell E dopo la prima a Cannes, a ottobre verrà una nuova distribuzione nelle sale e soprattutto una nuova versione home video da collezione.
Sempre più scrittori inseriscono apposta dei refusi nei loro testi per non essere accusati di usare l’AI È una sorta di test di Turing al contrario: adesso sono gli esseri umani a dover dimostrare di non essere delle macchine.
Le città di pianura è tornato al cinema ed è di nuovo uno dei film che sta incassando di più Tornato in sala dopo il trionfo ai David, il film di Francesco Sossai è attualmente quinto al botteghino e ha incassato più di 2 milioni di euro.

Il lavoratore che ha ispirato il quiet quitting adesso lavora 50 ore alla settimana

07 Novembre 2022

Ne avevamo parlato qui, alla fine dell’estate, quando molti dipendenti si chiedevano se sarebbero dovuti tornare in ufficio rinunciando del tutto allo smartworking. Era già da un po’ che su TikTok era diventato virale il concetto di quiet quitting (letteralmente “abbandono silenzioso”), e cioè l’alternativa alle Grandi dimissioni per chi, almeno per il momento, non può disporre di un piano B. Il quiet quitting consiste nel ritirarsi gradualmente dal troppo lavoro, facendo il minimo indispensabile, rifiutando di fare straordinari e compiti extra e di assumersi eccessive responsabilità. Se ne è iniziato a parlare in questi termini a marzo (ma il fenomeno nasce come conseguenza della riorganizzazione del lavoro post-pandemica) dopo che la giornalista Aki Ito aveva scritto un articolo sul Business Insider raccontando la storia di un lavoratore, il cui nome di fantasia è Justin, che aveva deciso di ridurre lentamente le sue ore di lavoro senza troppe conseguenze. Da quel momento, il quiet quitting è diventato virale su Tiktok: una modalità di ispirazione per tutti coloro che desiderano porre dei limiti tra sé e il lavoro, evitando di andare in burnout e rifiutando di mettere l’ufficio al centro dell’esistenza.

Probabilmente, tutti coloro che immaginano il già citato Justin oggi, lo immaginano come un uomo che finalmente è riuscito a raggiungere quell’equilibrio tra vita privata e lavorativa che tutti sogniamo. Invece, Aki Ito è tornata a intervistarlo e ha scoperto che, sei mesi dopo essere diventato un guru di ispirazione mondiale, Justin lavora cinquanta ore alla settimana. Così Ito ha scritto un articolo intitolato Rip Quiet Quitting in cui racconta che dopo il licenziamento di diversi colleghi, Justin ha temuto di poter essere il prossimo e ha dovuto invertire la tendenza tornando, come racconta Aki Ito, «a fare un po’ troppo» nella sua vita lavorativa. Come scrive Quartz, la scelta di Justin sembra semplicemente la descrizione di un tendenza molto diffusa negli Stati Uniti d’America. Come riporta Gallup, la settimana lavorativa di cinquanta ore è nella media dei dipendenti che hanno uno stipendio a tempo pieno. Se si considerano invece anche i lavoratori part-time e a contratto, nel 2021, la media di lavoro a settimana è di quarantaquattro ore. I più sfortunati, per ora, sono i dipendenti di Twitter sopravvissuti al licenziamento: secondo i piani di Elon Musk dovrebbero lavorare dodici ore al giorno, sette giorni su sette.

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