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Jean Michel Jarre ha scritto il libro definitivo sulla storia della musica elettronica Si intitola Machines: A History of Electronic Music e racconta la storia del genere attraverso 80 ritratti. Non di persone, però: di strumenti musicali.
In quasi nessuna delle capitali europee un mese di salario minimo è sufficiente a pagare un mese di affitto L'Italia in questo studio non è menzionata, perché in Italia c'è la crisi abitativa ma il salario minimo no.
Werner Herzog si è rifiutato di presentare il suo nuovo film al Festival di Cannes perché non gli è stato permesso di competere per la Palma d’oro In particolare, il regista voleva che le protagoniste del suo Bucking Fastard, Rooney e Kate Mara, potessero vincere il premio per la Miglior attrice.
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Secondo una ricerca scientifica dovremmo andare in ferie ogni due mesi per “guarire” davvero dalla stanchezza e dallo stress del lavoro Anche per pochi giorni, in un posto vicino, spendendo il minimo indispensabile. L'importante è allontanarsi dal lavoro più spesso di quanto facciamo adesso.
Per festeggiare i 75 anni, i Cahiers du Cinema stanno pubblicando gratuitamente sul loro sito i pezzi più belli scritti nella storia della rivista L'iniziativa si chiama "30 jours 30 textes" e permette di leggere pezzi scritti da Bazin, Truffaut, Rohmer, Duras, Tarkovskij e moltissimi altri.
Il Comune di Parigi aumenterà moltissimo le tasse sulle case sfitte per costringere i proprietari ad affittarle o venderle È una delle misure che il nuovo sindaco socialista Emmanuel Grégoire ha intenzione di prendere per risolvere la crisi abitativa.
Trenta case discografiche indipendenti hanno lanciato una raccolta fondi su Bandcamp a favore degli sfollati in Libano Da quando è iniziata l'invasione israeliana, più di un milione di persone hanno perso la casa e 2586 sono state uccise.

Elon Musk alla fine ha comprato Twitter e ha già licenziato tutti i dirigenti

28 Ottobre 2022

«L’uccello è libero» è il tweet che segna l’inizio della nuova era di Twitter: lo ha scritto Elon Musk, che, come riportato per prima da Cnbc, giovedì ha ufficialmente concluso l’acquisto del social media dopo un tira e molla durato sei mesi, tra udienze in tribunale e conteggi di bot. L’uomo più ricco del mondo ha speso quarantaquattro miliardi di dollari per acquistare il suo social network preferito e, a suo dire, salvare la libertà di parola. Prima decisione presa per proteggere uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino: licenziare tutti i dirigenti dell’azienda. Nell’ordine, in meno di 48 ore da nuovo capo Musk ha dato il benservito a: Parag Agrawal, il Ceo che aveva sostituito Jack Dorsey alla guida dell’azienda, il Cfo Ned Segal; Vijaya Gadde, head of legal, policy and trust, and safety; Sean Edgett, general counsel. Il New York Times ha contattato l’ufficio stampa di Twitter per avere un commento, ma l’unica dichiarazione in merito ai licenziamenti è stato un prevedibile no comment. Musk, a parte il tweet in cui festeggia la liberazione dell’uccellino, non ha ancora detto nulla sulla chiusura dell’operazione e sui suoi progetti per il futuro della piattaforma. Licenziamenti a parte.

Che cosa abbia intenzione di fare Musk con i dipendenti di Twitter non è chiaro, ma quantomeno negli ultimi giorni ha smentito la voce secondo la quale avrebbe deciso di licenziare addirittura il 75 per cento dei lavoratori dell’azienda. Resta il fatto, però, che Musk negli scorsi mesi aveva rivelato a potenziali nuovi investitori che nei suoi piani era previsto il licenziamento di 5.500 dipendenti. A quanto pare tutto farebbe parte del suo piano di creare «X, the everything app», l’applicazione finale e totale – sembra di leggere la premessa dell’ultimo romanzo di Dave Eggers, The Every – sulla quale però Musk non ha fornito alcun dettaglio. A tutti quelli che si dicono preoccupati dalla sua distorta idea di libertà – nel mondo secondo Musk, e probabilmente nel suo Twitter, chiunque ha diritto di dire qualsiasi cosa senza preoccuparsi di subire mai, per nessuna ragione, alcun tipo di conseguenza –  ha risposto, in una lettera indirizzata agli investitori pubblicata anche sul suo profilo, di non preoccuparsi, perché lui non ha comprato Twitter per «fare altri soldi» ma per «aiutare l’umanità, che amo». Pare che amare l’umanità significhi eliminare il ban definitivo imposto a Donald Trump, dimostrazione, secondo Musk, che fino a questo momento Twitter ha limitato la libertà d’espressione e censurato politici e opinionisti conservatori.

A riprova del fatto che questa volta l’affare è davvero concluso ci sono alcuni importanti cambiamenti che Musk ha apportato al suo profilo Twitter. Nella sua bio ora compare la dicitura “Chief Twit” e la location è fissata presso i “Twitter HQ”. A confermare che è tutto vero, mercoledì ha pubblicato anche un video in cui lo si vede entrare negli uffici di Twitter portandosi appresso un lavandino. «Entering Twitter HQ – let that sink in!», scriveva (un gioco di parole difficile da tradurre in italiano: “sink” in inglese significa “affondare” e usato in quella frase si traduce più o meno con un invito a capire e accettare una cosa che sta succedendo; ma “sink” vuol dire anche “lavandino” e da qui l’uso del peculiare prop). L’ultimo tweet relativo a Twitter pubblicato da Musk è di ieri: è una foto in cui si vede lui, in piedi davanti al bancone del bar aziendale che prende un caffè, circondato dai suoi nuovi dipendenti. Forse in fila per chiedergli se domani devono presentarsi in ufficio o se sono licenziati pure loro.

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